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Posts Tagged ‘felicità’

Perché questa canzone piace tanto, diventando il tormentone musicale dell’estate 2017?

Il ritmo è accattivante, ma sono i giochi di parole il marchio vincente di fabbrica Gabbani.

L’enigmistica è già nel titolo col cambio di vocale, granite/granate, ovvero il nostro liquido tempo che inghiotte tutto in un informe blob.

E la citazione dantesca del “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”, dopo aver detto che siamo “In fuga dall’Inferno”, è strepitosa.

Nel ritornello poi il gioco continua tra la stagione “estate” e l’interrogativo/imperativo “state”.

Questa è “Antologia della vacanza intelligente”, in cui “non partiamo mai, ci allontaniamo solo un po’ ” ,”non andiamo mai oltre le nostre suole”.

Il succo della vacanza nel pensiero “gabbano”? “Dietro le spalle, un morso di felicità / Davanti il tuo ritorno alla normalità”.

Allegro, sincero. Ma si respira aria di fine impero.

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Ieri sott’acqua ho visto, quasi per caso, due pesciolini che sul fondo sabbioso giocavano a rincorrersi facendo girotondo.

Zampillavano a rimpiattino umani sentimenti: spensieratezza, gioia, leggerezza. Con un brindisi naturale di bollicine salate.

E io, di nascosto, a spiare quella semplice felicità. Con un brindisi adorante di limitate bollicine mie.

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E’ un libricino leggero leggero. Di misura e di pensiero. Acquatico-filosofico. Chi ama l’arte del nuoto e dell’immersione si riconosce. Per gli altri è fresca scoperta. A tutti regala quel volo ebbro ed elegante del tuffatore di Paestum che campeggia in copertina.

Un uomo che l’artista aveva fermato a mezz’aria, mentre sta per entrare in quel meraviglioso elemento di cui siamo fatti. L’acqua che leviga corpo e pensieri. In modo primordiale, non complesso. Perché, come ci ricorda l’autrice filosofa Carola Barbero citando Jean-Claude Izzo, “di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

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Da qualche giorno il mio risveglio mattutino beneficia della lieta compagnia dei primi voli dei rondinini.

Garruli, come solo chi respira la spensieratezza.

Spericolati, come solo chi sperimenta la vita.

Felici, come solo chi incontra la libertà.

E così per qualche frame, attraverso un interposto strumento, sbatto le ali anch’io.

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Alexia Molino "Quando siete felici, fateci caso" - 2015

Alexia Molino “Quando siete felici, fateci caso” – 2015

Quando siete felici, fateci caso” recita un libro dello scrittore tedesco Kurt Vonnegut.

Davanti a questo titolo ho rivisto il tuo sguardo, limpido e gioioso, di fronte alle occasioni di felicità.

Ti soffermavi, appunto. Con attenzione e godimento. Cogliendo il momento buono. Assaporandolo.

Insegnandomi così il senso della pausa felice e consapevole.

Con il cuore che racconta alla testa quella euforica percezione, e la testa che la irradia con gratitudine al cosmo. E in quell’attimo, breve certo, tutto si fa “più”.

Grazie anche per questo, papà Sergio.

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alaska1

Bene bene, male male, su, giù. La vita. La vita sottosopra.

A cominciare dalla locandina. Che scardina una visione orizzontale, rendendola verticale. Ed essenziale.

Segni / Cenni / Ritorni. Acqua / Buio / Suono.

Mani sfiorate / Parole sottolineate / Esistenze necessitate.

Fatica / Impresa / Amore. Vortice del cuore. Circuito di fortuna.

Dalla visione del film “Alaska” se ne esce provati. Ma con un potente, all’apparenza piccolo, bonheur.

Che ti alleggerisce infine il cuore.

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Jacques Henri Lartigue, "Fuborg" - 1929

Jacques Henri Lartigue, “Fuborg” – 1929

Stamane vado a scuola e, ancora una volta, torno a casa con la lezione del giorno.

Nel senso che ho ripassato un tema che nella corsa quotidiana rischiamo di perdere dalla vista del cuore.

Un mio studente quindicenne, ma con un tempo interno alquanto sviluppato, dopo aver sostenuto la mia interrogazione torna al proprio banco e mentre io sono già al successivo interrogato, tra sé e sé sorride, ma di un sorriso che odora felicità allo stato brado. E io che tutto quanto è “obliquo” annuso, entro in punta di piedi nella sua “bolla” per chiedergliene conto. Perché se, come dice il Poeta Trilussa, “la felicità è una piccola cosa“, sfiorarla è però raro.

E la sua risposta, nella meravigliosa apertura di chi sale la propria “collina”, è stata semplice e profondissima: “Prof, da adesso sono in vacanza!“, con un altro sorriso a proseguire quanto i suoi occhi stavano già intravedendo. Pregustandone la felicità. Quasi ape “su un bottone di rosa“…

Grazie, Faber.

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