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Posts Tagged ‘Eugenio Scalfari’

A tre giorni di distanza uno dall’altro si sono spenti due grandi dell’informazione italiana, Eugenio Scalfari ed Angelo Guglielmi. Per età, ma soprattutto per idee e metodi, due padri del racconto del reale nel nostro Paese.

Pionieri geniali entrambi. Scalfari con un approccio manageriale e filosofico, Guglielmi col piglio coraggioso dello sperimentatore. Hanno svecchiato carta stampata e televisione come chi ha una visione chiara della realtà e dei suoi possibili sviluppi.

Chissà come avrebbero commentato l’incartamento della politica in questa surreale crisi di governo. Ci mancheranno tanto le loro intuitive indicazioni di rotta.

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Ricorre in questi giorni il centenario della nascita di Enrico Berlinguer, tuttavia la sua lungimiranza sociale e politica, come la sua onestà intellettuale e morale, continua ad essere attuale, seppur sempre meno frequentata.

La famosa intervista del 28 luglio 1981 sulla “questione morale”, realizzata da Eugenio Scalfari per “La Repubblica”, resta monito e bussola, specie in periodo elettorale.

Affermava Berlinguer: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.”

E ancora: “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano.”

E la “questione morale” continua, a quarant’anni di distanza, ad essere il centro del problema italiano.

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berlinguer

Trent’anni fa se ne andava Enrico Berlinguer. Succedeva alla vigilia delle Europee 1984, e sotto il cielo di Padova dopo un memorabile comizio, concluso nonostante l’ictus che lo portò via dopo qualche giorno. Proprio quella città che ai ballottaggi comunali di un’afosa domenica di giugno 2014 ha scelto il Carroccio mettendo a riposo, dopo circa un ventennio, l’amministrazione di sinistra.

In giorni, mesi, ormai anni di malversazioni pubbliche, ricordare il segretario generale del Partito Comunista Italiano attraverso il suo famoso discorso sulla questione morale è un modo per omaggiare quei politici, ormai merce rara, convinti che la polis sia comunità per la quale lavorare e non comunità a cui rubare.

I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia“, diceva Berlinguer nel 1981 nell’intervista ad Eugenio Scalfari. E continuava, “i partiti di oggi sono soprattutto macchina di potere e di clientela. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal Governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico.

Discorso di preveggenza viste le cronache degli anni 2000?

O semplicemente una visione che, prima che illuminata, era pragmatica ed idealista al contempo, perché onesta?

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