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Posts Tagged ‘dolore’

Anna Achmatova, ritratto di Kuzma-Petrov-Vodkin

Come a una voce lontana presto ascolto, 

Ma intorno non c’è nulla, nessuno. 

In questa nera buona terra 

Voi deporrete il suo corpo. 

Né il granito né il salice piangente 

Faranno ombra al cenere leggero, 

Solo i venti marini dal golfo 

Per piangerlo accorreranno...”

Anna Achmatova, da “Poema senza eroe e altre poesie”

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Una meteora luminosissima il compositore Ezio Bosso. Ora in viaggio per altri mondi.

Ma si fatica a credere e ad accettare che tutta la sua joie de vivre, incontenibile nonostante un contenitore fisico a vietarglielo sempre più, sia irrimediabilmente spenta. Insieme ad un talento musicale sublime e rigoroso, capace di condurre per mano tra le note chiunque, rendendolo felice. Come lui, a dispetto di un destino contro.

Anche se diceva che “il dolore è solo un elemento della nostra vita. Se lo accettiamo diventa costruttivo, se lo rifiutiamo ci paralizzerà. La quinta di Beethoven parte da un sentimento doloroso ma ci insegna che il destino che bussa alla porta si può modulare. Apre alla vita come un lieto fine di dieci minuti“. “Perché – aggiungeva – la missione è cercare sempre quella purezza che diventa trascendenza e trasfigurazione.”

Per la fine dell’isolamento anti-Covid aveva desideri minimi eppure immensi: sedersi alla luce del sole e abbracciare un albero.

Ancora una lezione lieve e luminosa, Maestro Bosso. Grazie.

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Michelangelo Buonarroti, “Crocifissione per Vittoria Colonna” – 1545

Elì, Elì, lemà sabactàni?“, «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

Il grido dell’Uomo sulla croce.

Il grido degli uomini sulla Terra.

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Renato Guttuso, “La Crocifissione”, dettaglio – 1942

Elì, Elì, lamà sabactàni?” –  “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27,46)

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Quando persino il segno umano di Dio in terra mostra la sua fragilità…

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parigi

Un lungo weekend di dolore. Per tutti. Non solo per Parigi.

Dolore per le vittime. Dolore per un atto che va oltre il pensabile umano.

Dolore per dove è stato il terrore. E il massacro. Sala concerti, stadio, ristorante.

Ovvero quei luoghi in cui la vita si fa svago. Soprattutto in un venerdì sera.

La parte flâneur dell’esistenza. Che un luogo come Parigi ci ha indicato da quando i “lumi” ci hanno reso meno “lupi”.

Ma il “medioevo” e i suoi “lupi” attentano. Alla vita, alla libertà, alla flânerie.

Prolungato Sbigottimento. Dolore Intenso. Tristezza Infinita.

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sindone

Non è la prima volta che Lo incontro.

Ma è sempre il muscolo involontario del petto a commuoversi.

Con i neuroni a silenziare le loro infinite domande.

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Le parole finiscono quando qualcosa è più grande di noi.

Che tanti uomini e donne e bambini muoiano in mare, quello nostrum, scappando dalla guerra alle loro spalle, è un’emergenza umanitaria di proporzioni ormai bibliche.

Ed è criminoso che il mondo giri la testa altrove. Come se qualcuno, in fuga da chi lo insegue per ucciderlo, bussasse alla nostra porta e noi fingessimo di non sentire perché occupati a stendere il bucato. Avendo steso a questo punto per sempre la nostra umanità.

Ps: Proprio oggi, in drammatica coincidenza, è iniziata a Torino l’Ostensione della Sacra Sindone, quel lino che in sé porta scritto il dolore e l’amore dell’Uomo.

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"La nona ora" di Maurizio Cattelan

“La nona ora” di Maurizio Cattelan

La Passione è sofferenza.

E’ il peso che porta l’Uomo, da sempre.

Da cui, a volte, è annientato.

Ps: frattanto ricorrono i dieci anni dalla scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, che incarnò fino alla fine il peso dell’umana sofferenza.

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rifugiati-del-darfur

Guardi questa fotografia e non ti sembra diversa da quella che ritraeva i sopravvissuti del Vajont.

Due tragedie, Vajont e Lampedusa, con l’acqua in comune a travolgere, annullare, uccidere vite, sogni, speranze.

E un’unica mano ad aiutare l’acqua. L’altra umanità, se così la si può ancora chiamare, fatta di soldi, potere, arrivismo, cinismo, indifferenza.

Con l’orologio che sembra fermo, e guasto, da mezzo secolo.

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