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Posts Tagged ‘disegni’

Vogue Italia di gennaio: le cover illustrate

Tutti presenti per il clima. Persino “Vogue Italia”.

La rivista patinata ha infatti distribuito per la prima volta un numero illustrato, senza fotografie. Solo disegni di artisti emergenti e noti. A raccontare la moda senza inquinare.

Come ha spiegato lo stesso direttore di “Vogue Italia”, Emanuele Farneti, per realizzare un giornale di moda l’impatto ambientale è significativo: “una ventina di voli, una decina di treni, quaranta macchine a disposizione, sessanta spedizioni internazionali. Almeno dieci ore di luci accese ininterrottamente, alimentate in parte da generatori a benzina. Scarti alimentari dei catering. Plastica per avvolgere gli abiti. Corrente per ricaricare telefoni e macchine fotografiche“.

Quindi una sfida ambientale. Vinta. Anche perché i disegni sono davvero Vogue. 

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Disegno di Sherazade, 8 anni

Disegno di Sherazade, 8 anni

Sempre più convinta che nel nome stia la rosa…

Campo rifugiati di Idomeni, ai confini della Grecia. Scandalo al sole per l’umanità tutta.

Una bambina di otto anni, dal nome destinico di Sherazade, racconta le sue storie, ovvero quanto ha visto nel suo viaggio dalla Siria e quanto vede al campo, con il suo album-reportage.

Disegni colorati e incisivi. Di bambina “grande”. E non solo nel senso di adulta.

Ps: complimenti al gruppo di “Gazebo” – Rai3 che continua, con le sue inchieste giornalistiche, a far parlare luoghi e persone. Soprattutto con immagini, spesso inaspettate.

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roy

Quando pensiamo a Roy Lichtenstein si affacciano immediatamente alle finestre della nostra mente i suoi quadri-fumetto, resi famosi dalla tecnica a “punti Ben Day”. Ma il suo lavoro come veniva elaborato? E il suo percorso artistico come si è evoluto nel tempo?

Alcune risposte sono possibili attraverso la visione dei suoi disegni esposti alla GAM di Torino, mostra che testimonia in modo esauriente la genesi dei capolavori di uno dei maestri della Pop Art. Sottolineandone così il lucido rigore intellettuale e la straordinaria capacità creativa.

E’ la stessa moglie dell’artista, Dorothy Lichtenstein, a ricordare l’importanza che aveva il disegno per Roy: Il disegno è stato primario in tutto il suo lavoro. Per ogni opera, dipinto, stampa, poster o scultura che fosse, Roy partiva sempre da un disegno. […] Con le sue immagini Roy ha riempito taccuini, quaderni di carta fiorentina finemente rilegati, blocchi per appunti e pezzi di carta, modificandole continuamente finché non ne era soddisfatto. Solo allora poteva passare al dipinto o alla scultura. Quei piccoli disegni erano la base del suo lavoro, il punto di partenza del processo, tanto che spesso li riportava sulla tela. Credo che quelle prime “concettualizzazioni” incarnino l’integrità dell’arte di Roy.

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