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Posts Tagged ‘dimissioni’

All’apparire dei primi risultati referendari, con un No che si stagliava più marcato rispetto alla vigilia, hanno cominciato ad evidenziarsi due parole, peraltro alquanto scontate visti i numeri: Dimissioni ed Elezioni.

Ma è una parola-sottotitolo quella che racconta il day after, Salita. Verso il Colle dal Presidente Mattarella, per parlare, dimettersi, consultarsi. E anche verso scale metaforiche, come quelle di cui diceva il Fiorentino maggiore, ricordandoci quanto sa di sale salire l’altrui scale. Con gradini che simboleggiano l’andamento della vita stessa, anche quella politica. E fin qui nulla di nuovo sotto il sole.

Il colpo di scena, formale e sostanziale, si ha verso il tramonto del giorno dopo il voto. E si ha con una parola davvero inaspettata: Congelato. Come il meteo, come il pesce. Ma tale dovrebbe essere, secondo le voci di palazzo, il destino del premier e delle sue dimissioni. Tutto in freezer. Ad aspettare.

Con un “desco”, quello del Paese, che in attesa di “scongelamento” resta desolatamente vuoto.

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CRISI: NAPOLITANO, UNIFICARE QUOTE DEI PAESI UE IN FMISERVONO NUOVE REGOLE, EUROPA FACCIA CRESCERE IL SUO PESO

E così si conclude la Presidenza più lunga della Storia della Repubblica Italiana.

Il senso di Stato, anche in quanto spirito di servizio, ha caratterizzato il Presidente Napolitano. Tanto più evidente in occasione dell’ accettazione del secondo mandato. E forse ancora di più al momento delle dimissioni.

Qualcuno ha azzardato un paragone con le dimissioni del Papa emerito Ratzinger. Forse con quella lungimiranza di chi fa un passo indietro non solo per questioni anagrafiche ma anche per un percepire che il tempo corrente necessita di altre figure. Di svolta, di rottura. Un giro di boa.

Speriamo che il nuovo non si risolva in un semplice giro di poltrone.

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Nomen omen, nel nome il destino.

E’ andata così la pagaiata governativa di Iosefa Idem. A colpi di Ici pagata a basso prezzo e di brutta figura pagata a caro prezzo.

L’elevazione al quadrato del paradosso è che la sportiva fosse ministro delle Pari opportunità. Ma anche in odore di abusi edilizi. Che per definizione non ti rendono pari agli altri.

Come se non bastasse si difende come non ti aspetti da chi è in torto, bypassando la colpa con la sottolineatura di quanto fatto nella sua vita: il numero delle medaglie vinte, il numero dei figli fatti, l’impegno assunto nella politica.

E allora? La canoista è convinta che il palmarès la rendesse prima esentasse e ora giustificabile?

Curioso infine indire una conferenza stampa per poi andarsene prima di rispondere alle domande dei giornalisti perché considerate imbarazzanti e scomode. Forse un semplice comunicato stampa faceva all’uso. Avere un buon allenatore è utile non solo quando sono i muscoli ad essere in scena.

Situazioni già viste, atteggiamenti diventate abitudini. Idem come sopra. Idem come gli altri.

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La giornata più lunga per il premier ieri è iniziata con un numero da allarme rosso per l’intero Paese: spread a quota 500.

E all’insegna dei numeri si è aperto anche il pomeriggio: 308 voti approvano alla Camera il rendiconto generale dello Stato. E la scacchiera del premier ha mostrato impietosa l’assenza di 8 pedine.

Subito dopo è cominciata a circolare una foto: un biglietto di appunti di Berlusconi. E lì, in poche parole, c’era tutto. La sua partita e le sue mosse.

La temperatura: “-8“. La delusione: “traditori“. L’attacco: “voto“. L’orizzonte: “dimissioni“. L’obbligo: “Presidente della Repubblica“. La mossa del cavallo: “una soluzione“.

E infine la resa al Colle: “mi dimetto dopo la legge di stabilità“.

Che sia il “dopo” la sua soluzione? Davvero la partita è chiusa? O la mossa del cavallo la riaprirà?

Ps: nella giornata di oggi ricorre l’anniversario della caduta del muro di Berlino. Corsi e ricorsi storici…

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