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Posts Tagged ‘Dacca’

Sono trascorse poco più di due settimane dai ballottaggi delle amministrative ma sembrano almeno due mesi.

In mezzo ci sono state le scosse socio-economiche di Brexit e quelle terroristiche di Istanbul e Dacca e Baghdad.

E così autentiche scosse telluriche vengono assestate alla nostra percezione del tempo. Che si fa zippato, compresso. Nonché sempre più difficile da decriptare. Perché viene a mancare la fase di metabolizzazione degli eventi, che vanno assorbiti e digeriti, cioè compresi ed elaborati. Invece, immessi e immersi in un melmoso Blob in cui tutto è ormai recepito sullo stesso piano, fatichiamo a portarci dentro anche solo tracce mnestiche di quanto viviamo.

La percezione in tutti noi è quindi di un tempo sempre più veloce, che non lascia tregua.

In realtà sono gli eventi, numerosi e tragici, a metterci alle corde. Lasciandoci senza fiato.

Con un tempo zippato e disperato.

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cielostellato

E’ l’inizio di luglio. Giornate lunghe, in cui i vestiti perdono peso. E a volte anche gli argomenti.

Per me il 2 luglio è Palio. Di Siena, della Madonna di Provenzano. Contrade, sorteggi, maneggi. La fortuna a rimpiattino tra i canapi, la gente in silenzio nella “conchiglia”. E l’ombra, ancora medievale, della Torre del Mangia. Poi l’attesa, la mossa, la corsa. In premio il drappellone, che quest’anno ricorda l’anno giubilare, della misericordia, che porge sostegno a chi ne ha bisogno. Anticipo di consolazione.

Questo 2 luglio portava con sé anche un’altra sfida, quella calcistica degli Europei, Italia-Germania, che da sempre è confronto oltre il pallone. E allora sarebbe stato tifo, aperto e sofferto. E due visioni di vita, fantasia versus rigore. Che poi nella notte sarebbe diventata la parola chiave.

Ma questo 2 luglio diventava ormai altro, con la realtà infine evidente sull’esito di un blitz lontano, in terra bengalése, ma che parla anche italiano. Così l’attacco terroristico nel ristorante di Dacca, vicinissimo all’ambasciata italiana, rivelava non solo la conclusione tragica, 20 vittime di cui 9 italiane, ma l’orrore della carneficina, una mattanza in nome di una barbara e primitiva follia.

In questo modo una leggera e spensierata notte di mezza estate si faceva pesante e di pensieri densa. Con la tristezza a sfaldare l’aria tersa.

Notte di perdite, tragiche e assurde. Notte in cui cerchi àncore, ma si affacciano abissi. Se ne andava Michael Cimino, proprio il regista che alle ferite del sud-est asiatico aveva dedicato “Il cacciatore”. E se ne andava anche il Premio Nobel Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah per darne voce con “La Notte”. Un faro per gli uomini tutti, colui che ci ha sempre esortato al “Mai in silenzio davanti al Male”. Un monito da tenere presente sempre. Anche in questa notte di mezza estate, 2 luglio 2016.

Ps: Yves Bonnefoy, il più grande poeta di lingua francese del nostro tempo, si era spento ventiquattro ore prima. La sua poesia, altissima, ci sia da boa nei marosi di questo reo tempo:

Così abbiamo dormito, non so quante
Estati nella luce; e non so ancora
In quali spazi i nostri occhi si aprano.
Io ascolto, niente vibra, niente ha fine.

(da “Le nuvole” di Yves Bonnefoy)

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attentato dacca1

So che tra una manciata di lustri si leggerà sui libri di storia dei primi decenni del Duemila come di quelli del terrore. E degli spostamenti umani di mezzo mondo.

Così, vedendo tanto insulso e folle sfregio della vita umana, provo rabbia e ripenso a certe affermazioni forti, anche molto discusse, di Oriana Fallaci. Purtroppo drammaticamente attuali: “Gli Osama Bin Laden sono decine di migliaia, ormai, non stanno soltanto in Afghanistan o negli altri paesi arabi. Stanno dappertutto e i più agguerriti stanno proprio in Occidente. Nelle nostre città, nelle nostre strade, nelle nostre università, nei gangli della tecnologia. Trattare con loro è impossibile. Ragionarci impensabile. Trattarli con indulgenza o tolleranza o speranza, un suicidio. E chi crede il contrario è un illuso.

Come la Fallaci, “sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata di una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza.

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