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Posts Tagged ‘corpo’

“Eterna fanciulla danzante” la definiva Eugenio Montale, ammirando le sue movenze eteree. E Carla Fracci, La Danza per antonomasia, è stata capacità altissima di racconto interiore attraverso il corpo che si libra. Con eleganza innata e rigorosa tecnica. Rendendo mosse e sublimi le emozioni a chi la guardava. Restandone ammirato, rapito ed incantato. Potendola definire di diritto “La Danza”.

Ps: quale strana e montaliana “coincidenza degli opposti” quella che ha visto il termine del viaggio terreno dell’étoile Fracci a pochi giorni dalla tragedia della funivia del Mottarone. Come se la “Grazia” fosse venuta meno di fronte a tale immane “Dis-grazia”.

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Ho assistito al concerto torinese di Patty Smith. E la mia ricerca sul tempo si è arricchita di una tessera blu lapislazzulo.

Lei ti appare sempre e ancora, e forse di più, quella carismatica sacerdotessa del rock che è da sempre, con una misteriosa e potente energia sciamanica ad esplicitarsi attraverso una voce magica ed eleganti movenze del corpo interiore.

Ed è qui che mi viene regalata la pietra azzurra sul tempo. Perché sul palcoscenico Patti Smith continua ad emanare quella luce animica priva di scansione temporale. Dimostrando così che l’anagrafe é puro accidente. Che corrompe solo il corpo esteriore.

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Quest’anno, anno scolastico intendo, mi è capitato un corpo intero. Sì, dotato cioè di testa, cuore e pancia. E tutti organi nuovi, cioè sconosciuti. Devo dire che nel lancio dei dadi le cose sono andate per il verso giusto. Cioè bene. Alquanto bene.

Perché ci sono anni in cui ti capita di avere solo cuore e pancia, in altri hai pancia e testa, in altri ancora cuore e testa. Altre annate ti costruisci le parti mancanti con le istruzioni per l’uso, ovvero coi “pezzi” che ti lasciano degli anni precedenti, e a volte riesci da una pancia a costruire una testa, o da un cuore a inventarti una pancia.

Quest’anno invece non devo sforzarmi per nulla, ho un corpo tutto intero.
Una pancia con cui sentire d’istinto e a piene mani il mondo, e con cui il riso nasce all’improvviso così come la sfuriata. E’ proprio una bella pancia, la pancia di quest’anno. Ancora in crescita, piena di potenzialità. E di giovane ironia.
Poi ho un cuore nuovo di zecca. Le pulsazioni giuste, un po’ tachicardico di fronte ad appuntamenti importanti, come è giusto che sia, e un po’ bradicardico al mattino in ripresa, come è naturale che sia. E’ un cuore gonfio di sane emozioni, mai stucchevole, sempre misurato nel farsi presente. Persino elegante nel proprio ritmo.
Per la testa… E’ proprio vero che la testa decide. Perché la testa non è arrivata completamente per sorte. La testa ha in parte deciso di essere la testa del mio corpo scolastico assegnatomi quest’anno. E in certe mattine è ancora lei, la testa, a decidere, se non la rotta di navigazione, almeno l’andatura di crociera. E a volte mi piace lasciarla fare, la testa, di suo, perché deve essere pronta al mare aperto, perché la testa, quella con certezza, la devo riconsegnare.

Certo, come tutti i corpi, ci sono giornate in cui un mal di pancia improvviso o un’emicrania persistente, o un cuore capriccioso ti mettono a dura prova. A volte ti stendono a terra. Nel vero senso della parola. A tal punto che vorresti abbandonare quel corpo, o almeno le parti più doloranti, e per quel giorno dimenticarti un po’ di lui. Perché per certi corpi devi essere un po’ più forte per accettarne le fragilità.

Sarà un problema restituire questo corpo, quest’anno. Mi ci trovo bene, mi sto affezionando. Sto insegnando, sto imparando. Stiamo camminando. Che poi è il senso di un corpo. E della vita stessa.

Ps: le “mie” parti di corpo, loro sì,  sanno le “classi” di corrispondenza…

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