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Posts Tagged ‘cielo di carta’

Un Festival di Cannes, edizione 75, che si apre al mondo con la sua locandina, una scena del film capolavoro The Truman Show di Peter Weir con Jim Carrey nel ruolo di protagonista.

Una locandina bellissima, soprattutto di questi tempi. Scuri e ripiegati su se stessi. “Passi che portano alla rivelazione. Una celebrazione poetica della libertà. Un’ascensione verso la promessa di un rinnovamento”, si legge nel tweet in cui ne si spiega la scelta. “Il Festival di Cannes prende atto della fine di un mondo per coglierne uno nuovo, – continua la nota – e come nel 1939 e poi nel 1946 Cannes ribadisce la sua convinzione che l’arte e il cinema siano luoghi di riflessione e contribuiscano alla reinvenzione del mondo”.

Lo speriamo con la testa e il cuore. Proprio come Jim Carrey nel momento in cui, sconvolto, tocca il cielo di carta. Pirandellianamente. Scoprendo un mondo inatteso. E sentendo battere il cuore in modo diverso.

In fondo, il disvelamento che ci permette, da sempre, il cinema. Trovando nuove chiavi per aprire alla comprensione della umana complessità.

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Renè Magritte, "Il telescopio" (1963)

Suderemo e piangeremo. Non avendo ormai altro da offrire, come disse Churchill all’ingresso in guerra del Regno Unito.

E pagheremo, ancora. Perché finora ci hanno fatto credere che vivevamo nel migliore dei mondi possibili.

Questa è l’ultima chiamata. Poi ci lasciano a terra, definitivamente.

E’ stato chiaro Mario Monti, come da tempo non accadeva. Si deve fronteggiare una “crisi gravissima”, perché l’ammontare “del debito pubblico rischia di compromettere quanto costruito in 60 anni di sacrifici da quattro generazioni almeno di italiani“.

Ma la chiarezza brutale si è fatta drammatica certezza con le parole del ministro Fornero: pronunciando il termine “sacrifici”, riguardanti le pensioni, si commuove e non riesce a continuare.

Lì si è rotta la “quarta parete”, quella che solitamente divide gli spettatori dal palcoscenico teatrale, mantenendo la distanza tra la rappresentazione e la realtà. Con le lacrime della Fornero abbiamo compreso che quei ministri non sono politici, neppure nel tentare impossibili equilibrismi per mantenere saldo il proprio elettorato.

In quel momento si è strappato il pirandelliano “cielo di carta”, di cui la politica aveva accuratamente tappezzato l’intero Paese.

Obbligandoci, ora e ancora, a lacrime e sangue.

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