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Posts Tagged ‘cibo’

Chef Bourdain mi ha introdotto al culto del viaggio culinario, quello che permette di camminare, in punta di gusto, nella cultura di un luogo, insieme alla sua storia e alle sue usanze.

Ricordo la prima volta che sfogliai, e poi divorai, il suo “Kitchen Confidential”. Confidenze, appunto, intorno alla sua idea di cucina: gli attrezzi indispensabili, il cibo da non ordinare mai al ristorante, la mise-en-place standard, le padelle sul fuoco, i segreti succulenti di New York e quelli di Tokyo. E la sua idea di vita: “‘Kitchen Confidential’ – diceva nel 2011 – è arrivato quando stavo ancora seduto vicino a una friggitrice e dopo undici anni sento ancora l’odore del piano cottura e della piastra, che ancora dà forma al modo in cui vivo la mia vita“.

Merci Chef.

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Parole come shapulana e katogo in questi giorni a Torino sono “pane quotidiano”. Merito di “Terra Madre-Salone del Gusto”, la rassegna internazionale dedicata alla cultura del cibo.

Mercati, orti, presidi, prodotti, artigiani, storie, cucine. Ad invadere tutta la città, con settemila contadini, pastori, pescatori e cuochi provenienti da ogni latitudine. E una filosofia condivisa, quella di Slow Food, per cui “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”.

“Voler bene alla terra” il tema di questa edizione, per ricordare l’attenzione affettuosa che da umani dobbiamo al nostro pianeta. Risorsa di tutti. Da proteggere con cura da parte di ciascuno.

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Claes Oldenburg and Coosje Van Bruggen "Leaning fork with meatball and spaghetti" - Arts&Foods Milano 2015

Claes Oldenburg and Coosje Van Bruggen “Leaning fork with meatball and spaghetti” – Arts&Foods Milano 2015

A pochi giorni dalla chiusura di Expo-Milano 2015 i bilanci appaiono positivi.

Il timore è che l’abbondanza di Expo, cibo-visitatori-numeri-spazi, possa risultare una semplice chimera, in cui “equo e solidale” resta uno slogan d’effetto ma non d’impatto concreto.

La speranza è che, oltre i bilanci, anche le bilance riguardanti il cibo nei Paesi più poveri possano davvero cambiare segno e peso.

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Expo-Mascotte-Milano-3

I “volti” delle mascotte Expo tra il corrucciato e l’arrendevole, quasi un nuovo “Quarto Stato”, sembrano raccontare quanto il 1° maggio sia ancora “Festa del Lavoro”.

Tra inaugurazioni ad hoc, mancanza di lavoro, Jobs Acts, quanto la “Festa dei Lavoratori” mantiene ancora in sé delle prime lotte operaie, volte a conquistare un orario di lavoro quotidiano “umano”?

Tra lavoro in nero, CoCoCo, precariato permanente, mobbing et affini, quanto ci siamo allontanati dal primigenio spirito della Rivolta di Haymarket del maggio 1886 di Chicago?

Ps: comunque speriamo che il “cibo” di Expo sia “pronto”…

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expo1

A pochi giorni dall’apertura Expo 2015, siamo al filo spinato. Lo ha dichiarato alla conferenza stampa sulla sicurezza il commissario unico Giuseppe Sala : “Metal detector, filo spinato e 750 vigilantes per sicurezza Expo“.

E così, nel 2015, per garantire la sicurezza ad una delle manifestazioni mondiali più attese, non ci resta che piangere. Oppure il ricorso a quel tipo di recinzione che rimanda a luoghi di reclusione, in cui si “spina” il filo per evitare l’uscita, se non dolorosa, a chi/quanto è “dentro”.

Allontanando di fatto l’idea della festa.

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Da poche ore al Lingotto di Torino si è aperto il “Salone del Gusto e Terra Madre”, per la prima volta insieme, a dimostrazione che il cibo è territorio, cultura, gastronomia, società, natura. Slogan di questa edizione è “Cibi che cambiano il mondo”, un progetto ma anche un augurio nella volontà di preservare ambiente e salute di ciascuno attraverso l’elemento indispensabile alla vita.

Mettere all’interno del Salone i prodotti di 100 Paesi del mondo segna un punto di partenza, per fare di questo appuntamento il più grande appuntamento del mondo della gastronomia e dell’alimentazione” ha detto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food all’inaugurazione, in un Palaolimpico affollato di kimono, sombreri, tuniche, gilet in un linguaggio che racconta i colori e le specificità del mondo.

Stamane sono state raccontate (tra gli interpreti anche il Premio Nobel Dario Fo) queste parole: fame, biodiversità, educazione, acqua, rete, seme, energia, terra.

Riflettiamoci e ciascuna scelga la propria, difendendola nella quotidianità. Fino a farne un presidio.

 

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Da oggi, lunedì 11 giugno, troviamo alla Coop il “Parmigiano della Solidarietà”, riconoscibile da un bollino blu.

Coop devolverà per il terremoto dell’Emilia 1 euro per ogni chilo di parmigiano venduto, per almeno 2 settimane.

Un modo concreto, da parte di tutti noi, per aiutare una terra tanta generosa. Anche nel suo cibo.

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