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Posts Tagged ‘Charlie Hebdo’

Je-Suis-Charlie

Che le matite abbiano sempre la meglio sulle armi.

Ma anche su pregiudizi, limiti e divieti.

La satira è tale perché gioca sul mondo. Tutto, divinità comprese.

Ps: continuo a pensare al mio bisnonno, caricaturista politico, che aveva come fede assoluta la sua matita…

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Bansky, "Girl with a Balloon" - Londra 2002

Bansky, “Girl with a Balloon” – Londra 2002

E’ stato un anno di sfregiate libertà, con matite spezzate nel suo inizio e musiche interrotte al suo termine. E il tentativo di piegarci nel godimento stesso della vita, sia esso una vignetta satirica o uno spettacolo teatrale.

E’ stato un anno di rincorse libertà, attraverso un dolente Mediterraneo. Che ha chiuso tra le sue onde migliaia di sogni migranti. E tracce di un cammino possibile ed auspicabile per tutti noi.

E’ stato un anno di immaginate libertà, da caldo asfissiante e smog soffocante.  Che ci ricordano i tempi ridottissimi che la Terra ci impone per porre rimedio. L’ultimo possibile.

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"Albero di matite" di Dave Rittinger

“Albero di matite” di Dave Rittinger

Essere matita è segreta ambizione.

Bruciare sulla carta lentamente

e nella carta restare

in altra nuova forma suscitata.

Diventare così da carne segno,

da strumento ossatura

esile del pensiero.

Ma questa dolce

eclissi della materia

non sempre è concessa.

C’è chi tramonta solo col suo corpo:

allora più doloroso ne è il distacco.

 

“Essere matita è segreta ambizione” di Valerio Magrelli

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Voltaire-Baquoy

Carlo Freccero, autentico esperto di comunicazione, a proposito dell’attentato a “Charlie Hebdo”, ha tentato una riflessione su due diversi fondamenti di vita, la religione per i musulmani, la libertà per noi occidentali.

Due modi diversi di pensare e impostare la propria vita, modi che da qualche decennio sono geograficamente più vicini. Ma perché la convivenza tra libertà e religione appare tanto ardua?

Per noi occidentali la religione resta un fatto privato che solitamente non ammanta in modo evidente la vita pubblica. Per i musulmani i precetti islamici sono la vita stessa, in toto. Anche se curiosamente quei precetti (Dio/ preghiere/ elemosina/ digiuno/ pellegrinaggio) sono anche quelli a cui si ispirano i cristiani.

Per non dimenticare poi la terza religione in campo, l’ebraismo, i cui fedeli continuano ad essere perseguitati. Che le sinagoghe di Parigi, dopo i fatti di sangue, siano state chiuse nel giorno di shabbat, fa meditare, perché non accadeva dal dopoguerra. Ovvero da quel tempo in cui la libertà era violata. A volte anche in nome della religione. Una religione-superstizione come la definiva Lucrezio, lontana anni luce da metafisica, anima e animus, spiritualità. E dalle domande di sempre sul nostro essere qui, su questo “atomo opaco“. Da condividere di necessità, domande e atomo, con gli altri.

Ho tanta voglia di Voltaire.

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Eugène Delacroix, "La libertà che guida il popolo" - 1830

Eugène Delacroix, “La libertà che guida il popolo” – 1830

1) Perché la sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”, pur a rischio altissimo, non aveva la giusta sorveglianza?

2) Perché questi terroristi, alias combattenti islamisti, seppur ben noti nei loro profili alle forze dell’ordine, non erano sorvegliati?

3) Perché sottovalutare i segnali dei servizi segreti algerini in merito ad un “possibile attacco imminente” su suolo francese?

4) Perché i foreign fighters vanno e vengono dove e quando vogliono come chi “combattente” non è?

5) Perché non pensare a delle no-fly list, come quelle americane, anche per l’Europa?

6) Perché coloro che vanno in Siria o Iraq o Yemen o altrove per addestrarsi militarmente, ovvero con scopi chiaramente non umanitari né turistici, rientrano nel proprio Paese senza giustificazione alcuna, come fossero andati in gita scolastica?

7) Perché i siti Internet reclutatori di combattenti e i forum di propaganda jihadista non vengono debitamente e senza indugio oscurati?

8) Perché nelle prigioni si permette l’instaurarsi e il fortificarsi di taluni legami, con valori comuni propriamente non oblativi?

9) Perché non elaborare, di necessità, un’intelligence unica?

10) Perché non valorizzare maggiormente la cosiddetta intelligence umana, che analizza e monitora le relazioni umane?

Ps: intanto la risposta popolare al sangue è stata quella di una manifestazione pacifica in Place de La Republique con numeri, 2 milioni di persone, senza precedenti. Con la Marianne a difendere il valore della libertà. E un’impensabile linea simbolica e continua di Capi di Stato. Ma ora nous attendons concrete risposte politiche.

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Disegno di Gipi per "L'Internazionale"

Disegno di Gipi per “L’Internazionale”

Ipotesi e analisi tra un po’. Ora solo l’affermazione di identità:” Je suis Charlie“.

Ps: ho ripensato al mio bisnonno caricaturista di primo Novecento, coi suoi disegni strong sulle figure politiche del tempo. Resto grata al “Museo del Risorgimento” di Torino che conserva con cura gli “effetti” delle sue matite. Perché le matite “resistono”. Comunque.

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