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Posts Tagged ‘canzoni’

Ha vinto il Premio Lunezia per il miglior testo.

“Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti è un commovente testo poetico, una lettera di struggente mancanza nei confronti del nonno ormai “partito”. Che ha però lasciato al nipote i propri affettuosi bagagli.

Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Una generazione che non so sentire
Ma in fondo siamo storie con mille dettagli
Fragili e bellissimi tra i nostri sbagli“.

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Quella di “Sanremo” è una macchina senza dubbio voluminosa, elegantemente dispendiosa, a tratti vertiginosa.

Canzoni a iosa. In attesa di qualcosa. Una rima ingegnosa, una musica gioiosa. Forse in futuro famosa.

“Sanremo”, una macchina oltremodo curiosa.

Ps: my favourite song is “Soldi” di Mahmood.

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Risultati immagini per sanremo 2017

Continuo a pensare che la canzone vincitrice del Festival di Sanremo racconti, per via melodica, il sentire del Paese. E in parte la sua direzione.

In “Occidentali’s Karma” del vincitore Francesco Gabbani si respira il clima che è: “L’intelligenza è demodé / Risposte facili / Dilemmi inutili“. Con una visione allegra e leggera, seppure molto acuta, e due citazioni colte, “Il gorilla” di De André e il saggio dell’etologo Desmond Morris: “Lezioni di Nirvana / C’è il Buddha in fila indiana / Per tutti un’ora d’aria, di gloria / La folla grida un mantra / L’evoluzione inciampa / La scimmia nuda balla / Occidentali’s Karma“.

Altri versi però raccontano, anch’essi, il nostro dipanarci. Storie di violenza domestica in “Vietato morire” di Ermal Meta, terzo classificato e Premio Mia Martini: “E la paura frantumava i pensieri / Che alle ossa ci pensavano gli altri“. Comunque con un messaggio d’orizzonte positivo: “La vita che avrai / non sarà mai distante dall’amore che dai“.

E ancora, quello che siamo e spesso dimentichiamo con “Che sia benedetta”, Premio Lucio Dalla, cantata da Fiorella Mannoia, seconda classificata: “Siamo eterno siamo passi siamo storie / Siamo figli della nostra verità. […] In questo traffico di sguardi senza meta / In quei sorrisi spenti per la strada.”

E che dire poi del tempo, categoria che ci dichiara esseri viventi? La canzone di Marco Masini lo rivela fin dal titolo “Spostato di un secondo”, con pensieri di scoperta e cambiamento, anche se per un solo momento: “Ho scoperto che l’amore è un’arte da capire / e l’ho scoperto così semplicemente amando / Che tutto cambia mentre lo stai vivendo  e che alcune cose si allineano a stento. […] E adesso vorrei sapere / come sarebbe il mondo / se tutto quanto fosse / spostato di un secondo.”

Sono solo canzonette? Forse. Ma anche questi versi dicono in cosa siamo immersi.

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febbraio

Mese di scherzi, canzoni, amori.

Con la luce a reclamare il suo spazio.

E il freddo che, di necessità, deve arretrare.

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morandi

E bravo il Gianni nazionale.

Al traguardo dei quattordici lustri mette nel sacco la generazione dei rottamatori, ricordandoci il ritmo del “tà-tà-tà”, ovvero umiltà/volontà/senza età.

E molto più avanti di tanti giovani mai partiti, merito forse del suo passo da maratoneta, sceglie di non chiudere la porta ai social network e ad Internet, sparigliando in modo inaspettato le carte anagrafiche. Rendendole sempre più virtuali. E regalando ai suoi fan un antico/nuovo selfie, battezzandolo “Autoscatto 7.0“. In cui, più che il numero, è il nome a raccontare l’uomo e l’artista: “fatto da sé” e ” sempre pronto a ripartire”.

Una lezione semplice. Forse anche per questo magistralis.

Ps: nel frattempo se ne è andato all’improvviso il cantante Mango, voce strumentale unica nel panorama musicale italiano, capace di sperimentare contaminando generi, con una sonorità che rendeva autentici quadri le sue canzoni. Mi torna in mente “Mediterraneo“, il suo mare, il nostro, in quel frammento che dice “Bianco e azzurro sei / con le isole che stanno lì / le rocce e il mare / coi gabbiani / Mediterraneo da vedere / con le arance“. Ma solo la sua voce smaltava le sfumature degli odori e le zaffate dei colori.

Mango-06

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gabbiano

Si dice che il Festival di Sanremo racconti il passo sociale del Paese. Allora forse non è un caso che “Nu juorno buono” e “Controvento” siano state le due canzoni vincitrici.

Le parole cantate dal rapper Rocco Hunt descrivono un mondo di speranza, una buona giornata finalmente, persino programmatica:

Questa mattina per fortuna la storia è cambiata
Vedo la gente che sorride spensierata
Non esiste cattiveria
Si sta bene in strada
Il mondo si è fermato
In questa splendida giornata […]

Dimentica di andare fuori per lavoro
Le nuove aziende fioriranno nel tuo territorio
Dimentica le banche, li presteremo noi a loro
Zero padrone, gli ruberemo il trono
Non c’è la fila allo sportello (e comm’è).”

Arisa, da adulta, canta una visione più disincantata della vita, eppure assicura la sua presenza a chi viaggerà accanto a lei:

Io non credo nei miracoli,
Meglio che ti liberi
Meglio che ti guardi dentro
Questa vita lascia i lividi
Questa mette i brividi
Certe volte è più un combattimento.” […]

Ma ci sarò
Perché così mi sento
Accanto a te
Viaggiando controvento
Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante.

Ps: chissà se la “Casta” coglie…

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Manifesto-Sanremo-2014

Chissà se in questa settimana la voce più alta sarà quella del Festival o quella del Palazzo…

E soprattutto, chissà chi sarà il suonato e chi i suonatori…

Quando si dice che Sanremo è lo specchio del Paese…

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