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Posts Tagged ‘cambiamenti climatici’

Un pianeta sempre più in sofferenza per il caldo e la siccità.

Le temperature salgono segnando nuovi record, i ghiacciai arretrano perdendo risorse millenarie, la desertificazione avanza in luoghi insospettati, l’acqua scarseggia rivelandosi il vero oro della Terra.

E noi umani, sfatti e stremati, arriviamo a pregare per la pioggia, quasi dipendesse dagli dèi come credevano i nostri antenati. Forse ancora una volta per sottrarci alla nostra evidente colpa.

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Ora risulta ferita la Marmolada. Anzi, mutilata. Senza una sua parte, di ghiaccio e roccia. Che, svalangando a valle, ha travolto vite umane. Quasi un tributo per il suo malessere. Ormai tragicamente evidente.

Ma la Natura è tale che troverà i suoi aggiustamenti. Come è sempre accaduto.

Diverso sarà per “quei ‘cosi con due gambe’ che fanno tanta pena”, come poetava Gozzano, con malinconica lungimiranza.

Eppure è proprio dell’umano vedersi invincibile. È la hybris greca, l’orgogliosa tracotanza che ci fa agire pensandoci i migliori nella scala dei viventi. Quasi onnipotenti.

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Il fiume Po, foto di Paolo Panni

Il grande fiume boccheggia e indietreggia. Sempre più povero di acque, già fin dall’origine del suo cammino, ormai arranca per arrivare in mare. Diventando salato prima dell’incontro.

Adesso il Po, per ricordarci come fosse, siamo costretti a guardarlo in foto del passato. Quando il Grande Fiume era ampio, verde, tanto. Portatore di una civiltà fluviale che è quasi estinta, insieme alle sue leggende e ai suoi gesti di cura per il fiume.

E ora che i cambiamenti climatici ci presentano il conto, salato appunto, quel conto che credevamo sempre di là da venire, guardiamo increduli la sofferenza della natura. Comprendendo, forse solo ora, che è anche la nostra.

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Chissà se dal G20 di Roma uscirà qualche impegno risolutivo per il futuro del clima da parte dei potenti della Terra.

Ciò che sicuramente rimarrà sarà la photo opportunity con lancio della monetina da 1 euro nella celebre Fontana di Trevi. Un gesto simbolico, ripetuto dai turisti di tutto il mondo quale bonheur di ritorno nella Città eterna.

Ma la simbologia più potente sta nell’immagine impressa nella monetina, l’uomo vitruviano, celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, armoniosamente inscritto nelle due figure perfette del cerchio, simbolo del Cielo, e del quadrato simbolo della Terra. Ad unire macrocosmo e microcosmo proprio l’Uomo, considerato “specchio dell’universo”.

Chissà se ricorderemo davvero chi siamo, specchiandoci in quanto ormai intorno a noi vediamo.

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La devastante alluvione di Germania-Belgio-Olanda racconta di un paesaggio scardinato. Uscito cioè dai cardini precedenti. Non di natura, bensì quelli decisi dall’Uomo. Per cui il corso di un fiume è stato deviato e reso ruscello per dare spazio ad una miniera a cielo aperto. E le dighe imperversano sulle mappe come le armate a Risiko, senza tener conto che ora l’acqua giunge improvvisa e torrenziale per il riscaldamento globale.

Bilancio? Il paesaggio geografico si riprende con furia i suoi antichi spazi, e il paesaggio umano conta purtroppo e ancora una volta le sue vittime.

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Sarà il procedere dei cambiamenti climatici, sarà la chiusura definitiva delle mezze stagioni, sarà la liquidità del tempo stesso, ma ottobre non sembra più tale.

Ottobre era il sinonimo di castagne, funghi, ombrelli, stivali, maglioni. E il sole pronto a traslocare il proprio calore sull’altro emisfero.

Invece oggi, a dispetto del calendario, da ogni dove occhieggiano tessuti estivi e pelle scoperta. Con i gelati a farci ancora compagnia.

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La nuova stagione non è autunnale, bensì climatica, verde, rivoluzionaria. A new deal.

È iniziata la settimana sul futuro del pianeta. Attese migliaia di persone per le strade di tutto il mondo.

A New York, aspettando il summit Onu di lunedì sul clima, la marcia è stata guidata dall’attivista svedese Greta Thunberg. Molti gli studenti partecipanti, anche per il provvedimento del sindaco de Blasio: assenza giustificata per tutti loro.

Forse una prima presa di coscienza di quanto sta avvenendo a livello globale. Non sempre gli studenti saltano scuola per non seguire le lezioni. A volte sono loro a tenere lezione.

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È sciopero globale per il clima, “Global Strike For Future”. Obiettivo: chiedere ai capi di Stato azioni concrete per arginare i danni da cambiamenti climatici.

Simbolo di questa protesta mondiale la sedicenne svedese Greta Thunberg che ha lanciato i “Fridays for Future”, stazionando ogni venerdì davanti al Parlamento svedese e facendo sentire la propria voce. Da ultimo al forum di Davos in Svizzera, ammonendo i potenti della Terra con queste parole: “Voglio che sentiate la paura che sento io ogni giorno. E voglio che passiate all’azione“. Parole semplici, ma di fuoco.

Come la temperatura in crescita, costante e pericolosa, del nostro pianeta.

Ps: coraggiose e determinate le “Barbie” del nuovo millennio…

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merlo

Un tempo, non troppo lontano, questi erano i giorni più freddi dell’anno.

Ora protagonista unico è, ancora e sempre, l’Anticiclone, con cui cieli plumbei e neve sono solo un ricordo.

Così i “Giorni della Merla” rischiano di diventare i “Giorni della Rondine”.

E se è vero che “una rondine non fa primavera”, è ormai attestato che la “merla” non è più segno d’ inverno.

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