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Posts Tagged ‘Bersani’

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Per la prima volta nella storia repubblicana del nostro Paese un Presidente della Repubblica succede a se stesso.

Giorgio Napolitano infatti, dopo essere stato l’11° Presidente, diventa il 12°. Peraltro con una maggioranza davvero ampia, quasi un plebiscito, 738 voti su 997 votanti dei 1007 aventi diritto, divenendo così il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.

Oltre i numeri, che in democrazia sono fondamentali, gli scenari prossimi sono alquanto univoci: governo di larghe intese.

Risultato dell’operazione: Partito Democratico in macerie, Grillo intransigente e ormai isolato, Berlusconi autentico caimano che sopravvive e vince su tutti gli altri. Preparando la propria prossima salita, questa volta non più futuribile, al Colle.

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streaming

Siamo ormai quotidianamente inondati dall’esperienza streaming, un fluire continuo come quello degli Ultracorpi che invadevano gli umani nel film cult di Don Siegel.

Ma è vera trasparenza? Che tutto sia ripreso da una telecamera ci assicura che la dimensione relazionale a cui stiamo assistendo sia autentica e soprattutto foriera di sviluppi fecondi in un tavolo di trattative? O è piuttosto una pantomima, una messinscena di ruoli assegnati e consolidati, e proprio in virtù di ciò non cedibili agli occhi del mondo?

La “messa” cantata (quando non muta o negata) dell’incontro streaming tra Bersani e le “stelle” Lombardi & Crimi diventa spunto di amara riflessione. Quante guerre sarebbero state chiuse nella storia senza cedere ciascuno qualcosa? Ma ciò è possibile solo nel chiuso delle stanze. Perché non sempre guardare tutto equivale a vedere tutto, e per chi è guardato i termini dell’incontro cambiano. La consumazione di un rapporto è forse più produttiva senza voyeurs. Sapere di essere guardati cambia comunque i termini del rapporto. Al punto da ridurlo ad una farsa da reality. Sarà stato un caso che al suddetto incontro fosse presente, quale addetto ufficio stampa, Rocco Casalino, concorrente della prima edizione del televisivo “Grande Fratello” italiano?

La Lombardi durante quella seduta streaming dichiarò, con quella sua spocchiosa saccenza di chi poco sa e molto osa, che le sembrava di essere ad una puntata di “Ballarò”. A me, vedendoli, sembrava piuttosto un allucinante piano sequenza del film “The Truman Show”. Che, già “vecchio” di quindici anni, sta pericolosamente diventando sempre più attuale.

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Dicono che Grillo ha vinto perché forza nuova. Sperando non sia quella di triste memoria.

Dicono che Bersani non ha stravinto perché non ha ceduto il passo a Renzi, convitato di pietra . Che però aveva perso le primarie.

Dicono che Berlusconi non ha perso perché… E qui nessuno se lo sa spiegare, se non con una empatica ma preoccupante identificazione.

E adesso? Adesso guardiamo con attenzione. Sorvegliamoli tutti. Vincitori e vinti.

Perché l’indicazione popolare non è univoca e questo Paese ha urgenza di politiche strutturali. Poco populiste e molto ragionate.

Per riprendere finalmente a crescere senza soffocare nella palude degli interessi privati e dei proclami urlati.

Tenendo presente che la situazione economica è grave, che i mercati finanziari sono in fibrillazione con speculatori pronti a farci fuoco, e che diventa difficile sciogliere l’ingorgo istituzionale, le tre più alte cariche dello Stato da eleggersi, dato il reale stallo politico.

E se la soluzione fosse stata preconizzata dall’epocale scelta pietrina?

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Chi era detto vincitore ne esce con le ossa alquanto lussate.

Chi veniva dato per sconfitto rivive come un gatto dalle vite plurime.

Chi ha fatto il parlante grillo è riuscito a scuotere la tellurica della politica.

Lasciando caos, come ogni tsunami.

Ps: ora i dati sono ancora in evoluzione e io devo riflettere. Di sicuro devo fare i conti con un Paese che poco mi assomiglia. Protesta senza proposta, demagogia meglio di filosofia, poca arte senza parte, amicizia al posto di giustizia. E la memoria di un pesce rosso.

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