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Posts Tagged ‘Berlusconi’

RobertoInnocenti1

Dopo gli ultimi eventi, da Berlusconi con una pena da scontare ma ancora libero a Cancellieri con qualcosa da cancellare ma ancora in carica, ci siamo convinti che in Italia la legge è sì uguale per tutti, ma per qualcuno un po’ di più.

In tutto questo bailamme qualcuno si vuole ricordare di noi italiani che ora non ne possiamo proprio più e siamo in coda per un biglietto di sola andata per qualsiasi Paese straniero?

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napolitano1

Per la prima volta nella storia repubblicana del nostro Paese un Presidente della Repubblica succede a se stesso.

Giorgio Napolitano infatti, dopo essere stato l’11° Presidente, diventa il 12°. Peraltro con una maggioranza davvero ampia, quasi un plebiscito, 738 voti su 997 votanti dei 1007 aventi diritto, divenendo così il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.

Oltre i numeri, che in democrazia sono fondamentali, gli scenari prossimi sono alquanto univoci: governo di larghe intese.

Risultato dell’operazione: Partito Democratico in macerie, Grillo intransigente e ormai isolato, Berlusconi autentico caimano che sopravvive e vince su tutti gli altri. Preparando la propria prossima salita, questa volta non più futuribile, al Colle.

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Dicono che Grillo ha vinto perché forza nuova. Sperando non sia quella di triste memoria.

Dicono che Bersani non ha stravinto perché non ha ceduto il passo a Renzi, convitato di pietra . Che però aveva perso le primarie.

Dicono che Berlusconi non ha perso perché… E qui nessuno se lo sa spiegare, se non con una empatica ma preoccupante identificazione.

E adesso? Adesso guardiamo con attenzione. Sorvegliamoli tutti. Vincitori e vinti.

Perché l’indicazione popolare non è univoca e questo Paese ha urgenza di politiche strutturali. Poco populiste e molto ragionate.

Per riprendere finalmente a crescere senza soffocare nella palude degli interessi privati e dei proclami urlati.

Tenendo presente che la situazione economica è grave, che i mercati finanziari sono in fibrillazione con speculatori pronti a farci fuoco, e che diventa difficile sciogliere l’ingorgo istituzionale, le tre più alte cariche dello Stato da eleggersi, dato il reale stallo politico.

E se la soluzione fosse stata preconizzata dall’epocale scelta pietrina?

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grillo1

Chi era detto vincitore ne esce con le ossa alquanto lussate.

Chi veniva dato per sconfitto rivive come un gatto dalle vite plurime.

Chi ha fatto il parlante grillo è riuscito a scuotere la tellurica della politica.

Lasciando caos, come ogni tsunami.

Ps: ora i dati sono ancora in evoluzione e io devo riflettere. Di sicuro devo fare i conti con un Paese che poco mi assomiglia. Protesta senza proposta, demagogia meglio di filosofia, poca arte senza parte, amicizia al posto di giustizia. E la memoria di un pesce rosso.

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mal di pancia

Dicono che gli italiani agiscano in base agli umori della propria pancia.

Il giornalista Beppe Severgnini ci ha scritto persino un libro, “La Pancia degli italiani”, in cui analizza il nostro “gastroenterologo”, affermando che è il rabdomante delle debolezze italiane.

Non so voi, ma io comincio a soffrire da tempo di forti mal di pancia. Ma per quanto me ne lamenti, comprendo che se il gastroenterologo non cambia, è evidente che solo con me e pochi altri non funziona la medicina. Forse è il caso che cambi ospedale, visto che il medico lo decide, come è giusto che sia, la maggioranza.

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giocodelloca

Corri, corri dietro l’oca… Altrimenti ti raggiunge lei…

Il percorso è sempre quello, a spirale serpentesca. Persino le caselle numerate sono tramandate.

Speri di cadere nel “pozzo” perché non paghi pegno, ma di questi tempi finiamo sempre col portafoglio in mano, in “ponte”, “casa” e “labirinto”. Da uno ti butti, l’altra la sudi, nel terzo ti perdi.

Stiamo per abbandonare il gioco quando, coup de théatre, cadiamo, con un lancio di dadi peraltro atteso, nella casella di restituzione del maltolto. E la “pancia” sta già meglio, crede persino sia possibile.

Ma siamo a Carnevale, e ogni scherzo vale…

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alcoltest-insegnanti

E così prima di entrare a scuola al mattino avrò il piacere di soffiare dentro un palloncino, come facevo da bambina. Consegnando poi lo stesso ad un medico che mi dirà se posso o meno andare a raccontare della luna di Leopardi e della consecutio temporum.

Essendo di fatto equiparata ai piloti d’aereo, ai conducenti dei treni, ai responsabili degli impianti nucleari, agli addetti alle fabbriche di fuochi d’artificio e ai chirurghi. In effetti conducente di “treno”, anche se particolare, lo sono.

Tranquilli però. Se insegnanti siete, ma non in Piemonte, potete mantenere la vostra dipendenza dallo zabaione del mattino innaffiato dal marsala. Si tratta infatti di una delibera regionale. E si sa che ormai il Bel Paese si prepara a leggi, dopo quelle ad personam, ad zonam, di modo che il concetto di federalismo sia chiaro, anzi sobrio, proprio a tutti.

E pensare di sottoporre a test, non solo alcolemico, anche chi ha la faccia tosta di fare vergognose e pericolosissime affermazioni, e proprio nel Giorno della Memoria e davanti al binario 21 del Memoriale della Shoah di Milano?

Ma noi cittadini non abbiamo ancora visto e sentito abbastanza? Fino a quando abuserete della nostra pazienza, vecchi e spudorati Catilina?

Ps: chiudo la mia giornata libera con un’altra chicca, quella del Professore (anche lui sarà sottoposto alla prova palloncino prima di entrare in Università?) che afferma di pensare ad un solo mese di vacanze per la scuola per andare incontro alle famiglie. E noi insegnanti chi siamo? Valiamo talmente poco da doverci bypassare allegramente e del tutto? Qualcuno l’ha informato che già ora, tra recuperi e prove d’esame, il periodo scolastico “vacanziero” è poco più di un mese? Lo sa che le aule delle scuole italiane in estate sono dei veri forni, chiaramente non dotate di condizionatori? Ha mai preso in considerazioni testi elementari di pedagogia che prevedono un tempo di pausa necessario per poter esser riposati al fine di apprendere il nuovo?

E mi riferisco agli studenti, perché noi professori, si sa, siamo dei fannulloni. Sempre pronti però a metter giù la testa, come nel film di Sergio Leone.

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el-matador-abbas-djamat

L’incontro-scontro Berlusconi versus Santoro a “Servizio Pubblico” è stata una corrida come nell’anticipazione del conduttore. Ma non una corrida tra toro e matador, bensì “La corrida”, storica e popolare trasmissione radiotelevisiva che, attraverso un garbato mattatore quale Corrado, dava il via ad una serie di siparietti tra dilettanti allo sbaraglio.

E se Santoro e Berlusconi dilettanti non sono, allo sbaraglio sembravano, l’uno in cerca di share, peraltro ottenuto, l’altro in cerca di rimonta, peraltro raggiunta. Tutti contenti? Gli spettatori alquanto divertiti per i siparietti da guitti tra i due (il tormentone delle scuole serali è apparso un pezzo da cabaret), i sostenitori del Cavaliere di sicuro ringalluzziti dalla performance d’autore del loro. Un po’ meno forse i cittadini che, in vista di importanti elezioni, hanno visto sfumare ancora una volta la possibilità di concrete disamine su temi economici e sociali tanto sentiti dal Paese reale.

Ma in tempi di superficie ciò che conta è il minuetto. La corrida è lotta troppo cruenta, senza possibilità di repliche.

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caimano

Dice che torna perché costretto. Da cosa?

Ovviamente dall’interesse per il Paese.

Che si è fatto talmente urgente da diventare privato.

Prendendo il nome di decreto sull’ineleggibilità.

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La giornata più lunga per il premier ieri è iniziata con un numero da allarme rosso per l’intero Paese: spread a quota 500.

E all’insegna dei numeri si è aperto anche il pomeriggio: 308 voti approvano alla Camera il rendiconto generale dello Stato. E la scacchiera del premier ha mostrato impietosa l’assenza di 8 pedine.

Subito dopo è cominciata a circolare una foto: un biglietto di appunti di Berlusconi. E lì, in poche parole, c’era tutto. La sua partita e le sue mosse.

La temperatura: “-8“. La delusione: “traditori“. L’attacco: “voto“. L’orizzonte: “dimissioni“. L’obbligo: “Presidente della Repubblica“. La mossa del cavallo: “una soluzione“.

E infine la resa al Colle: “mi dimetto dopo la legge di stabilità“.

Che sia il “dopo” la sua soluzione? Davvero la partita è chiusa? O la mossa del cavallo la riaprirà?

Ps: nella giornata di oggi ricorre l’anniversario della caduta del muro di Berlino. Corsi e ricorsi storici…

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