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Posts Tagged ‘Bansky’

Bansky, “La cicatrice di Betlemme”

Ancora una volta Bansky ci fa riflettere.

Il suo ultimo “segno” è una “cicatrice”.

Nell’ingresso dell’hotel “Walked off” a Betlemme, a ridosso del Muro di protezione di Israele, “La cicatrice di Betlemme” raffigura una piccola mangiatoia di presepe posta di fronte ad un muro trapassato da una granata. Ma quel foro, simbolo del male umano, diventa una stella sopra alla Natività, trasformandola così, a detta dell’artista, in una “Natività modificata”.

A sottolineare l’urgenza di modifica del comportamento umano.

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Il nartèce allagato della Basilica di San Marco a Venezia

Il naufragio di Venezia continua. Purtroppo.

Diverse maree eccezionali in giorni ravvicinati diventano un evento storico. E tragico. Per la fragilità di questo patrimonio artistico mondiale. Poco curato, spesso sfregiato. Grandi navi, turismo mordi e fuggi, scarsa considerazione per il valore delle “Pietre di Venezia”, come le chiamava il celebre scrittore John Ruskin.

Tre sfregi di questi giorni, tre “segni” di un’unica riflessione.

Il nartèce di San Marco allagato. Il nartèce è il corto atrio tra le navate e la facciata principale, tipico delle basiliche dei primi sei-sette secoli del Cristianesimo. Il termine deriva dal greco e significa “bastone, flagello”, simbolo di pentimento e punizione. Un “segno” fin troppo chiaro delle colpe di tutti noi. Dall’indifferenza alla ruberia.

“Il bambino naufrago”, opera murale di Bansky, ha l’acqua che gli arriva ormai alla vita, quando solitamente emerge dal canale coi piedi visibili fuori dall’acqua. Ha un giubbotto di salvataggio, per ogni evenienza, ma la nuvola rossa di un razzo segnaletico sembra gridare al mondo l’emergenza di Venezia.

Sott’acqua anche “Il bambino naufrago” di Bansky a Rio San Pantalon, nei pressi di Dorsoduro (Venezia)

C’è una libreria a Venezia, considerata una delle più belle al mondo, con una gondola piena di libri a “navigare” tra gli scaffali. Per non parlare delle vasche. Si chiama “Acqua alta”, proprio a monito dei naviganti-lettori su un fenomeno tipico della città lagunare, ma non a questi livelli. E anche questo luogo, nonostante le precauzioni , è finito sott’acqua.

Perché a questa città unica è venuta a mancare la manutenzione ordinaria, quella che va ben oltre la straordinaria fatta di faraonici progetti mai entrati in funzione. Una manutenzione quotidiana, affettuosa, necessaria.

Libreria “Acqua alta” a Venezia

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Bansky, "Girl with a Balloon" - Londra 2002

Bansky, “Girl with a Balloon” – Londra 2002

E’ stato un anno di sfregiate libertà, con matite spezzate nel suo inizio e musiche interrotte al suo termine. E il tentativo di piegarci nel godimento stesso della vita, sia esso una vignetta satirica o uno spettacolo teatrale.

E’ stato un anno di rincorse libertà, attraverso un dolente Mediterraneo. Che ha chiuso tra le sue onde migliaia di sogni migranti. E tracce di un cammino possibile ed auspicabile per tutti noi.

E’ stato un anno di immaginate libertà, da caldo asfissiante e smog soffocante.  Che ci ricordano i tempi ridottissimi che la Terra ci impone per porre rimedio. L’ultimo possibile.

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bansky1

Il caro Bansky, artista di fama “stradale”, di cui potete ammirare sopra un famoso murale, mi porge il “la” per una riflessione.

In questo Paese siamo ormai talmente assuefatti al “peggio pubblico” da non volerlo quasi più vedere.

Per dimenticare. Per non doversene vergognare.

Così, nascondiamo la polvere sotto il tappeto.

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