Chi sfoglierà in futuro i libri di storia avrà un brivido a leggere che il Natale 2020 fu normato. Per tutto il globo terrestre. Al fine di evitare una terza ondata di pandemia. Quella da SarsCov2, che sconvolse la vita degli umani in quel terribile 2020, sottraendo a molti umani la vita stessa. In modo rapinoso e drammatico, lasciando una scia di devastazione in chi tanto perdeva. Restando attoniti, senza congedi, senza consolazioni. Perché il contagio stava nell’ombra e alla luce, sempre pronto a fagocitare altre vittime.
Ecco perché, si leggerà, in quel 2020 annus horribilis si decretò per legge cosa fare e come comportarsi a Natale.
Senza feste e abbracci, più soli che accompagnati. Tavole con sparuti commensali, generazioni divise. Territori isolati, viaggi vietati.
E il colore rosso, quello per antonomasia del Natale, temuto per la sua componente intrinseca di pericolo alto di contagio.
E il calendario dell’Avvento che sciorinava ogni giorno, all’apertura della casella, un numero tristissimo di vite sottratte alla vita.
E la speranza del Bambino riposta in un nuovo vaccino. Che stava per giungere, salvando forse l’Uomo, ancora una volta, dal suo peccato…