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Posts Tagged ‘bambine’

“Barbie” – Andy Warhol, 1985

Ancora a proposito di donne.

La mitica Barbie ha appena compiuto 60 anni. Ad inventarla, curve da pin-up e nome della figlia, Ruth Handler, la moglie del fondatore della Mattel.

In ventotto centimetri di plastica sogni di generazioni di bambine e anticipazioni di moda e costume.

Iconica fashion doll, sempre al passo con i tempi, Barbie ha rappresentato fin dai suoi esordi una donna moderna, indipendente e sicura di sé. In cui riconoscersi, superando uno stereotipato e antico modello femminile. E aprendo così l’immaginazione di ogni bambina ad un futuro accattivante e sfaccettato per sé stessa.

Da autentica girl power. Seppure patinata. Tanto è un gioco, bello per quello. La realtà alla prossima puntata.

La Barbie di Karl Lagerfeld

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Alessandra De Cristoforo “Grow up”

E se un giorno l’8 marzo fosse un giorno come gli altri?

Un giorno in cui le bambine di oggi possano essere le donne di domani, rispettate dal mondo ogni giorno, con le stesse possibilità di realizzazione date ai loro compagni maschietti. Senza acredine, fatica, violenza.

E con un girotondo di fiori, in cui la mimosa non sia più simbolo di rivendicazione o dono tardivo, ma infiorescenza affettuosa che la natura dona all’umanità tutta, oltre i generi. Come bonheur di primavera.

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cicciobello-compie-50-anni_giochi_1

Cicciobello è orfano del suo creatore.

È scomparso Silvestro Bellini, il modellatore che per primo, nel 1962, forgiò il volto di un bambolotto dal successo mondiale.

Era bello davvero Cicciobello: biondo, morbido, occhi azzurri, boccuccia a cuore. Sempre pronto a consolare generazioni di bambine facendosi da loro coccolare, meglio se col ciuccio per evitare un pianto disperato. E poi c’era quel magico biberon, il cui latte spariva e riappariva facendo felice Cicciobello e le sue piccole “mamme”.

Tra queste mia sorella Emanuela che teneva il suo bambolotto stretto prendendosene attenta cura e consegnandolo a me solo sometimes, con raccomandazioni a iosa. Così di Cicciobello non potevo che essere soltanto “zia”.

Gioco bello Cicciobello, d’altri tempi. Lontani, semplici, ancora poco liquidi.

A ripensarci la sensazione è quella di un nastro riavvolto furiosamente all’indietro.

A rebours. Controcorrente. Felicità con poco o quasi niente.

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