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Posts Tagged ‘bagno’

María Hesse Ilustración

Capogiro, mancamento, estraniamento.

Poi gioioso incantamento e infine sacrale ringraziamento.

Più intesa e compresa a percepire le mie onde animiche sensoriali che quelle tattili percettive, il mio primo bagno stagionale è stato strano. Nel senso proprio di straniero, sconosciuto. O dimenticato.

Quasi che il mio esterno desiderasse, come sempre, l’incontro d’acqua salsa, ma con un interno in supplica assetata delle ancestrali origini: quel mare primigenio a cui l’homo sapiens si inginocchia per gratitudine verso un ordine più alto delle cose.

Un senso da noi spesso incompreso. Ancor più in era post Covid19.

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Oggi ho goduto di un mare di “occhiate”.

Eleganti, ipnotiche, incantatrici. Argentee sirene del mare.

Forse per quel moltiplicarsi quasi infinito dei loro occhi sulla coda. Che rapiscono lo sguardo di chi le incontra, ammaliandolo.

E lasciandolo preda di un amplificato stordimento visivo.

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Ci sono giorni in cui una serie di circostanze fortunate mi regala la sensazione inebriante di fare il bagno di mare come fossi in un acquario senza pareti.

Solo luce in caduta libera a perpendicolo, pesci cangianti in ogni dove e sguardo che si fa blu oltremare.

Semplicemente ringrazio. In un silenzio sacrale.

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Il primo bagno marino di stagione  è come la prima sorsata di birra.

Il resto della bottiglia è piacevole, ma è l’inizio a ricordarci la felicità minima e quasi infinita, seppur fuggevole, delle piccole cose.

Così il primo ri-contatto con l’acqua salata. Gioia in effervescenza. Forse per l’inconsapevole traccia mnestica dell’ambiente primigenio.

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“Il mare sul far del riposo” – Photo by Ester Maero

Tramonto. Spiaggia. Bambino. Quattro anni e sguardo lungo sul mare.

Un adulto lo richiama: “Ora andiamo. Il mare lo vedi di nuovo domani.”

Risposta immediata, distopica e forse predittiva: “No, perché domani il mare è chiuso.”

Tetragono. Senza se e senza ma.

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Oggi è stata la volta del pesce salpa. Anzi di un banco di pesci salpa. Grandi e tanti. Più di una trentina.

Sempre che non sia l’effetto allucinogeno, e moltiplicatore, che questi pesci danno…

Ps: la salpa era consumata dagli antichi romani come droga allucinogena. Può infatti presentare attività psicotropa dovuta a particolari alghe di cui si nutre.

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Vi avevo avvertito. Sui fenicotteri. E sul loro spopolare. Già in primavera.

E così, complice la nuova moda mare, è tutto un allegro pullulare di flamingo rosa tra le onde salate.

Ma c’è già qualcuno pronto a subentrare nella classifica dei gonfiabili di successo. Si tratta del mitico unicorno. Bianco, efebico e, ovviamente, fantastico.

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Bagno profumato in tazzina.

Bustina di foglie e acquarello.

Il tè in artistica immersione.

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Ah, il primo bagno di stagione…

Mi sono sentita come una tartaruga marina che torna nel suo equoreo elemento dopo un periodo, sempre troppo lungo, di forzata cattività sulla terraferma.

Felice, semplicemente. In profondità di me.

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Federico Seneca, “Fano – stazione balneare” (1924)

Antica stazione balneare.

Tempo liquido di mare.

Grazia celata nel nuotare.

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