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Posts Tagged ‘bacio’

Foto di Gianni Berengo Gardin – Parigi 1954

L’ amour… Quando, ciò che ruota attorno, è trasparente.

Un semplice e inavvertito fondale scenico.

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Se tu
chiudi gli occhi
e mi baci,
tu non ci crederai
ma vedo
le mille bolle blu
e vanno leggere, vanno
si rincorrono, salgono
scendono per il ciel.
Blu
le mille bolle blu.

Carlo Alberto Rossi, da “Le mille bolle blu”.

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Elliott Erwitt, “California” – 1955

Ultimo giorno della mostra “Personal Best” del fotografo Elliott Erwitt a Venezia.

Una selezione alla Giudecca di 140 fotografie, per raccontare la carriera di questo maestro dell’arte fotografica.

Sguardo empatico e tagliente nei suoi scatti giornalistici, ma anche nei ritratti di tante celebrità, da Jacqueline Kennedy a Marilyn Monroe, da Che Guevara a Richard Nixon.

Ironia e complessità nelle sue immagini in bianco e nero. La vita a scorrere, nei suoi molteplici aspetti, di fronte al suo obiettivo.

L’altra mostra che chiude in giornata è “Madame Fischer” a Palazzo Grassi, una personale dell’artista Urs Fischer che lavora sugli oggetti della vita quotidiana, rivisitati in chiave inedita, per raccontare la liquidità del nostro tempo. Lasciando sempre ogni opera aperta all’interpretazione dello spettatore.

Urs Fischer, “Fishing line, croissant and butterfly” – 2009

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Lucio Dalla by Guido Harari

È eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato.

Lucio Dalla

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Il bacio

Beati coloro che si baceranno
sempre al di là delle labbra
varcando dei gemiti
il confine del piacere
per cibarsi dei sogni.

Alda Merini, da “Beati coloro che hanno” (in “Dediche”).

Robert Doisneau - "Bacio presso l'Hotel de Ville" (1950)

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IL LIBRO

“La delicatezza” di David Foenkinos (2010 – edizioni e/o)

E’ una qualità che abbiamo dimenticato, forse per la sua insita fragilità. Eppure a volte la delicatezza diventa protagonista inaspettata, scardinando vite che sembrano ormai definitivamente decise. E’ un libro in cui un capitolo può semplicemente riportare una battuta di un film, o una definizione del vocabolario, o gli ingredienti di una ricetta, o la posologia di un medicinale. E nulla è per caso. Perché Nathalie, la protagonista, è una donna che viene sorpresa. Perché Markus è l’uomo che la sorprende, perché come dice l’autore “quella donna gli aveva amputato il sonno”. Certi passaggi sono un esercizio alla riflessione (“All’inizio di un rapporto si potrebbe quasi analizzare ogni bacio. Tutto si staglia perfettamente in una memoria che progredisce lenta nella confusione della ripetizione”), altri sono un invito lieve a lasciarsi andare (“Nathalie cominciò a baciarlo con foga. Un lungo e intenso bacio, di un’intensità adolescenziale”), altri ancora uno dei quesiti banali ma non troppo che ci si pone in certe situazioni (“che si fa quando una bella donna ti bacia senza una parola di spiegazione?”).

Da gustare lentamente, perché i toni della leggerezza rendono questo libro un assaggio di primavera. E di delicatezza.

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