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Posts Tagged ‘autostrade’

Ad un mese dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, prendo a prestito il pensiero di uno scrittore atipico e geniale quale Guido Ceronetti, appena scomparso, per riflettere sulla fragilità. Delle cose e del pensare. Come lui scriveva:

Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.

E a Genova tanto è ancora tale. Fragile e mortale.

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Il titolo del post per ricordare un valente attore americano, Burt Reynolds, che proprio attraverso “Un tranquillo weekend di paura” si fece conoscere e apprezzare, diventando presto il prototipo del maschio virile. Aggiungendo poi un paio di baffi e sfruttando un notevole carisma, andò oltre quel “weekend”, per approdare in altri film di successo, fino alla nomination all’Oscar per “Boogie Nights”.

Ma altro timore abita questo weekend per l’italiano medio che ha ancora a cuore le sorti del proprio Paese.

Lo sbotto social, del tutto privo di senso logico e istituzionale, del nostro (?) Ministro dell’Interno, per cui essere votati dal popolo ti colloca, in automatico, al di sopra della legge. In barba al più elementare vademecum di democrazia e rispolverando le antiche pratiche dei sovrani assoluti. C’è di che aver paura, forse persino Terrore. Con Robespierre a rivendicarne la paternità.

Cosa dire poi di quel piccolo ma simbolico incidente occorso a Castellucci, l’ad di Autostrade, che toccando il modellino del nuovo ponte di Genova firmato Renzo Piano lo rompe? Che potente metafora della colpa già evidente nel crollo del vecchio ponte! E forse anche un sinistro avviso sull’intervento (ancora?) di Autostrade nella prossima costruzione.

Nonostante, buon weekend a tutti.

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ANSA/LUCA ZENNARO

Tutti noi, vedendo lo spezzone del Ponte Morandi, quasi una linguaccia, sulle case ci siamo chiesti: “Possibile costruire lì, sotto un ponte, delle abitazioni?”. In realtà queste erano preesistenti al ponte, i cui costruttori non si sono posti limite al futuribile senza senso. Per cui alcuni tetti delle case sono stati intagliati per far posto ai sostegni del viadotto.

Ma c’è di più in tale orrore senza scrupolo. Quelle case furono costruite sul letto del fiume. Come da manuale costruttivo mai scritto. Del resto sono “solo” case popolari, quindi economiche, quindi senza possibilità di lucro. Quindi a chi tocca, tocca. In necessità.

E come in una gigantesca sciarada ci si sente sperduti salmoni con un senso improvvisamente perso delle origini.

ANSA/ LUCA ZENNARO

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Che strana e curiosa espressione. Persino paradossale.

Potrebbero mai le partenze essere “stupide”? No, a meno di considerarle “non calcolate”, cioè comprensive di code, ingorghi, caldo, caos.

Eppure certi fotogrammi di autostrade anni ’60 con le automobili in placida e lenta fila coi finestrini aperti e i tettucci debordanti sono ormai entrati nel nostro immaginario collettivo. Erano forse tanto “stupide” quelle partenze, o solo più lunghe e coincidenti con le chiusure quasi totali delle grandi città?

Oggi il tempo si è accorciato in tutto, anche per le vacanze, i finestrini si sono chiusi per i condizionatori interni, i tettucci sono ormai sgombri per i bagagliai monolocali, e noi tutti siamo più poveri. Di tutto, anche di quella sana e allegra “stupidità”.

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