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Posts Tagged ‘automobile’

Compie 60 anni l’auto più  amata dagli italiani, la Fiat 500.

Simbolo del boom economico, è poi divenuta un’icona di stile. Che ora le viene riconosciuto da un’autoritá in materia, il MoMa di New York. La 500 entra infatti nella collezione permanente del Museo d’arte moderna di Manhattan.

Ricevendo così un regalo di compleanno davvero speciale.

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gianniagnelli

Se ne andava in un giorno freddo di gennaio di dieci anni fa, e la “sua” città si fermò. Incredula, pur sapendo da tempo del suo stare.

Ma alcune persone, nel corso della loro vita, si trasformano in istituzioni. E così fu per l’Avvocato.

Con tutti i limiti di cui qualsiasi essere umano è portatore, fece di una città che era stata la prima capitale d’Italia la prima capitale dell’automobile. Che ci abbia guadagnato è indubbio, che il nonno fosse il vero precursore anche, ma creò posti di lavoro. E soprattutto prestigio nei confronti di un nome e di un modo di produrre. Il cosiddetto made in Italy gli deve molto, insieme a quel modo elegante e misurato nelle parole e nei gesti. La volgarità del nostro tempo del resto era ancora in incubazione.

Senza di lui la Fiat è diventata altro, andando sempre più altrove. Ora addirittura oltreoceano. Scordando la sua origine.

Sono passati dieci anni dalla sua scomparsa. Appaiono molti di più.

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Perché negli ultimi tempi la paletta compare senza il suo eterno fidanzato, il mitico secchiello?

Succede sempre più spesso, soprattutto alle fanciulle, di veder apparire la paletta. Quella segnaletica.

Questo è il copione classico. Stai guidando e l’automobile che ti precede comincia a rallentare senza aver nessun ostacolo, e a zigzagare. A questo punto è normale un tuo colpo di clacson, per capire cosa stia succedendo ed evitare ulteriori sbandamenti, che però aumentano. Ai tuoi successivi clacsonamenti ecco comparire sulla scena, improvvisa ma ormai aspettata, la paletta segnaletica.

Ti si accostano due/tre giovani maschi in abiti civili che non mostrano mai un tesserino di riconoscimento ma solo e sempre l’ormai famosa paletta. Che può suscitare timore, ansia, la legge che avanza. Ma attenzione, perché questo è un vero abuso di potere, soprattutto nel momento in cui, cominciando a parlare, tentano di incutere timore, peraltro sul nulla. Vi chiedono infatti perché avete clacsonato (perché una domanda senza senso? siamo forse su “scherzi a parte”?), consigliandovi di stare calme (a proposito di cosa? perché ho incontrato loro?), che potreste andare incontro a dei guai (quali, visto che non ho commesso infrazioni? che stiano provando un copione per diventare stalkers dell’anno?).

Se tenete testa ai loro monologhi dell’assurdo, facendo presente loro che non c’è nulla per cui valga continuare la conversazione, tanto più che non si sono identificati come Forze dell’Ordine (quale ordine? quello che manca nei loro circuiti neuronali?), danno segni di cedimento che si fanno definitivi se accennate al fatto che forse il loro comportamento è così stranamente intimidatorio perché voi siete donne. A questa parola magicamente e frettolosamente si allontanano con un vago cenno di saluto.

Facendo sparire quella paletta. Fino alla prossima “spiaggia”. Ancora una volta senza secchiello.

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