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Posts Tagged ‘attrice’

Charmant, l’aggettivo che la descrive meglio. Perché Catherine Spaak era elegante, ironica, raffinata, mai sopra le righe e discreta. Nella voce, nei gesti, nei fatti.

Anche quando, icona adolescenziale in tutina marinara, nel film “Il sorpasso” non era sempre rispettata dagli uomini del set, per il suo essere timida e ingenua, col “Me too” di là da venire.

Anche quando le fu sottratta la primogenita avuta con Capucci, perché il mestiere d’attrice, in sede giudiziale d’affidamento, fu considerato di dubbia moralità.

Anche quando finiva un amore, più o meno famoso, con tutti gli strascichi, ritorsivi e nostalgici che esso può sempre comportare.

Anche quando, d’improvviso, le fu chiuso quel programma, cult e di successo, che era “Harem”, in cui lei magistralmente sapeva far salire in superficie i pensieri più nascosti e inaspettati delle ospiti di turno.

Perché era proprio charmant Catherine Spaak, di quello charme che non fa mai alzare i toni. Eppure la stanza in cui entrava si riempiva ogni volta della sua presenza.

Adieu Catherine, e bon voyage

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Auguri ad una delle attrici più interessanti e affermate della scena italiana. Ha vinto cinque David di Donatello ed è l’attrice italiana che ha ottenuto più Ciak d’oro e Nastri d’argento, a testimonianza di un talento interpretativo che ci ha regalato personaggi di profondo spessore psicologico. La Buy è infatti molto brava a raccontare l’aspetto sensibile e nevrotico di questo tempo, interpretando donne che vivono i rapporti affettivi tra inquietudini e contraddizioni.

Sempre sfaccettate e rese con notevole maestria le donne portate da lei sul grande schermo, dalla vedova che scopre a posteriori l’omosessualità del marito ne “Le fate ignoranti” di Ozpetek alla moglie tradita ne “I giorni dell’abbandono” di Faenza, dalla moglie borghese che affronta col marito la crisi economica in “Giorni e nuvole” di Soldini alla madre che attende la figlia nata prematura ne “Lo spazio bianco” di Francesca Comencini, solo per citarne alcune.

Io continuo ad essere affezionata al personaggio della complessata Camilla, detta Billa, in analisi dallo stesso dottore che cura un Carlo Verdone, Bernardo detto Berni, ipocondriaco e studioso di Jimi Hendrix in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”. Un vero cult è diventata la frase detta da Verdone a lei, sempre più ossessionata dal loro comune analista: “Te posso dì na cosa? Tu non sei da analisi, sei da ricovero, ma de quelli immediati!!!“.

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