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Posts Tagged ‘attesa’

Un “Vecchio Nuovo Mondo” è la condensazione ossimorica di quanto tutti, in trepidante attesa, desideriamo.

Più attenzione e gentilezza in un mondo tutto verde. Con qualche oggetto e segno antico, a darci l’idea della continuità.

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Edward Hopper – “Cape Cod Morning” (1950)

Il tempo dell’attesa e della solitudine, ahinoi, continua.

Prolungato. Esasperato. Spietato.

Un nastro che continua inesorabilmente a srotolarsi, pur stando drammaticamente fermo.

Come in un quadro di Edward Hopper, noi umani ci ritroviamo spodestati dal consueto ruolo di attori in perpetua parola. Ridotti ormai a silenzioso fondale scenico.

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Io li amo… Sospendono il mio pensiero. Mettendo in attesa i miei circuiti non ancora certi.

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Ma perché l’attesa del Natale è diventata una corsa ad ostacoli con gli imprevisti del Monopoli, le trappole di Risiko e il torna indietro del gioco dell’Oca?

Perché non si può pensare e preparare un lento avvicinamento al Natale autentico che è apertura del cuore?

Perché non posso aprire con calma le caselle mancanti del calendario dell’Avvento?

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Noi umani siamo sempre in attesa, in avvento.

Perdendo forse il senso del momento.

Quello della casella di giornata.

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“CLARE: E’ dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene. E’ dura essere quella che rimane. Mi tengo occupata. Così il tempo passa più veloce. Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola . Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta tutto l’inverno sotto la neve. Finché non ci si pensa sembra semplice. Perché l’assenza intensifica l’amore?

Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l’orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare improvviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un’eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un’infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo?”

“La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffenegger.

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