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Zaha Hadid davanti al suo "Riverside Museum" a Glasgow.

Zaha Hadid davanti al suo “Riverside Museum” a Glasgow.

Le cronache di questi giorni ci inducono a riflettere, ancora una volta, sulla collocazione dell’uomo. Tra arte e parte.

Giornate buie queste (le luminose sembrano ormai di altri pianeti), in cui chiudono la loro parabola terrena artisti luminosi, di linee e note.

Zaha Hadid, l’archistar del futuro, sempre pronta a visualizzare oltre, tra disegni, materiali e fattibilità. La luce del suo sguardo a concretizzarsi nel mattone che erigeva.

Gianmaria Testa, il cantore degli ultimi, sopraffino e malinconico nelle sue note, sempre pronto, da capostazione qual era, a varare energie per futuribili mete del cuore. Senza barriere, la poesia per passaggio a livello.

E cosa dire di Giorgio Calabrese, il paroliere poeta di “E se domani”?

Piangi, e saluti l’umano che si era fatto arte.

Ma non fai in tempo a congedarti con tristezza dal quel luminoso umano, e già i sentimenti mutano e non t’ardiscon di parlare.

E l’indignazione ti rialza la testa, vedendo l’umano che si fa “parte”. Che ha sete di fazione, di privato, di interesse. Per padri, figli, ma niente Spirito Santo. Semmai fidanzati e petrolio e trivelle e soldi. Già, Mammona, su tutto.

E allora, in un colpo, ti è più chiaro l’umano. Tra cielo-visione-poesia, e fango-terra-miopia. Viaggio stretto, muto, futile. E drammaticamente inutile.

Gianmaria Testa in concerto

Gianmaria Testa in concerto

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Gae Aulenti, 4 dicembre 1927 – 1 novembre 2012

Ogni volta che se ne va qualcuno che ci ha reso più “belli” ci sentiamo sbiaditi.

Così con l’architetto/designer italiano Gae Aulenti, che ha reso famoso il nostro tratto inventivo all’estero, dall’allestimento del Musée d’Orsay a Parigi al  Museo nazionale d’arte catalana a Barcellona, lasciando tracce di sé anche sul suolo patrio, dalla ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia a quella del Palavela a Torino.

Ha creato anche oggetti eleganti di design, dalla lampada “Pipistrello” della Martinelli Luce, alla sedia pieghevole “Aprile” per Zanotta.

Molti i riconoscimenti, dalla Legion d’Honneur della Repubblica francese, alla presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Di recente le era stato conferito dalla Triennale il premio alla carriera.

L’esito della sua matita ha reso più bello il mondo intorno a noi. Ma da oggi i colori sono più cupi.

 

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