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Posts Tagged ‘Africa’

Il video comincia dal finale di “Come“, con i palloncini che scoppiano. In pura leggerezza.

E Jain, nello spettacolare video “Makeba“, ricomincia a cantare e giocare con i suoi effetti ottici stile Escher, questa volta omaggiando l’Africa di Miriam Makeba. Facendola sua. Con simboli, giraffe, grafismi, ballerini e se stessa. E un messaggio, neppure troppo subliminale, su quello che è stato l’impegno politico della cantante sudafricana contro il regime dell’apartheid: “Voglio vederti cantare, voglio vederti combattere, / perché tu sei la vera bellezza del diritto umano“.

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Giubileo-della-Misericordia-Roma-2015

Oggi è l’inizio ufficiale del Giubileo della Misericordia.

A darne l’avvio, un gesto simbolico quale l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Anche se l’inizio reale di tale Giubileo, peraltro straordinario, è già stato dato da Papa Francesco il 29 novembre in Africa, a Bangui. Con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale della capitale della Repubblica Centroafricana.

Compiendo così un gesto forte e unico nella storia dell’umanità. Rendendo le periferie del mondo centrali e protagoniste. Con un senso profondo e completo dell’ecumenismo.

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Raccolta cacao

Alla Kermesse torinese di “CioccolaTò”, di scena in Piazza San Carlo fino al 1° dicembre, ospite d’onore è la Costa d’Avorio, primo Paese al mondo produttore di cacao. C’è così la possibilità di familiarizzare con suoni, sapori e colori dell’affascinante tradizione ivoriana.

In particolare, nella “Fabbrica del Cioccolato” si mostra dal vivo l’intero processo di produzione dei cioccolatini che tanto appagano il nostro palato, a partire proprio dalla pulitura delle fave di cacao ivoriano.

Un’occasione per assaporare un pezzo d’Africa sotto la Mole.

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In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l’equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo. La posizione geografica e l’altezza contribuivano a creare un paesaggio unico al mondo. Nulla che fosse grasso e lussureggiante: era un’Africa distillata lungo tutti i suoi milleottocento metri di altitudine, quasi l’essenza forte e raffinata di un continente.”

 “La mia Africa” di Karen Blixen.

Ps: il 7 settembre 1962 si spegneva Karen Blixen, una scrittrice che ha raccontato in modo così viscerale e amorevole la “sua” Africa al punto da spostarla dalla stessa carta geografica. Portandola più vicina alle nostre latitudini. Fisiche ed emotive.

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