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Posts Tagged ‘2 giugno 1946’

La Repubblica Italiana nasceva 75 anni fa.

La Costituzione l’ha resa indubbiamente bella. Le imperfezioni si sono però rese evidenti fin da subito nel suo tessuto endemico, dalla corruzione alla mafia, dalla scarsa cura intorno ad ambiente ed infrastrutture alla insufficiente attenzione verso le aree e le persone più fragili del Paese.

Continuare a ricercare un senso comune, insito nella parola stessa “repubblica”, porgendolo alle generazioni future, questo dovrebbe essere il dovere etico di ciascuno. Ancora, purtroppo, poco endemico.

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Un inedito “2 giugno”, Era Covid19, che vede le Frecce Tricolori ad abbracciare l’intera nazione. Con una presenza aerea millimetrica e spettacolare, da cartolina, a srotolare il nastro verde bianco rosso sulle città italiane, a partire da Codogno, da cui il malevolo tempo virale iniziò, fino a Roma, capitale di un’Italia stremata ma col capo alzato, pronta a ripartire. Anche se…

La Festa della Repubblica Italiana dovrebbe essere quella dei valori condivisi, del bene comune appunto. Che tale non può essere se non con la responsabilità civica attuata da ciascuno. Gli assembramenti da stadio, per vedere il passaggio della pattuglia acrobatica, che considerano il distanziamento sociale come una parola priva di senso, sottolineano nuovamente che il “buon senso”, prima ancora del “senso civico”, fatica ad essere posto in atto. Come se noi, popolo italiano, fossimo mossi dal senso primordiale del bene individuale. Con la Res publica, “la cosa di tutti”, alquanto sullo sfondo. Un affare poco personale. Quasi contasse sempre e solo avere “panem et circenses“. Per sé stessi. A scapito di tutti gli altri.

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Quella “cosa di tutti” detta “Repubblica” necessita conoscenza, rispetto, cura e attenzione.

Vigilando sempre, affinché ciò che è “di tutti” non diventi solo “di alcuni”. Per negligenza e incuria di ciascuno.

Buona Festa della Repubblica.

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In perfetto timing, quasi per magia, la Festa della Repubblica vede sciolti i nodi della crisi politico-istituzionale.

Auguri a tutti gli italiani!

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Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani, attraverso un referendum istituzionale, sceglievano la Repubblica quale forma di Stato per l’Italia. Gli stessi elessero inoltre i componenti dell’Assemblea Costituente per redigere la nuova carta costituzionale.

Nel settantesimo compleanno della nostra Repubblica può essere un regalo per la stessa ricordare le parole di Piero Calamandrei, uno dei Padri costituenti: “La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere.

Ma con saggezza e lungimiranza. E senza interessi di parte.

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repubblica

Molti italiani pensano che il 2 giugno sia semplicemente un giorno di festa. Il perché, un dettaglio. Ricordi lontani di scuola, a volte di storia.

Il 2 giugno celebra la nascita della nazione Italia, perché proprio il 2 giugno, 1946, l’esito del referendum istituzionale indetto per esprimersi sulla forma di governo, monarchia o repubblica, da dare al Paese dopo la caduta del fascismo, vide la vittoria di coloro che votarono a favore della repubblica, esiliando così i monarchi di casa Savoia.

La parola in sé, “Repubblica”, è profondamente etica. Perché che la stessa sia “cosa di tutti” è alta democrazia. Ma ad una condizione, che moralmente ineccepibili siano coloro che hanno quella “cosa di tutti” da amministrare.

Ma questa è un’altra storia. Non più etimologica.

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” Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione. 

Alcide de Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri al momento della proclamazione della Repubblica in seguito al referendum del 2 giugno 1946.

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