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Posts Tagged ‘11 novembre’

Complice l’estate di San Martino, puntuale nonostante la fiumana che l’ha preceduta, la natura si sta lentamente spogliando dei suoi vestiti. Regalandoci cangianti tappeti fogliati dalle tonalità fiammanti. Con il cremisi e l’ocra che giocano a prendersi e a sorprenderci.

A palcoscenico aperto. In un prolungato e superbo canto del cigno.

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san martino

Il colore a sorpresa emana calore.

Il filo è sottile ma preziosissimo.

Il risultato è superbo. Seppur effimero.

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Giornata di illusioni confortanti.

Gemmea l’aria, il sole così chiaro 
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, 
e del prunalbo l’odorino amaro 
senti nel cuore…

Ti sembra l’estate.

Poi il calendario, 11 novembre, smentisce le tue sensazioni.

Ti guardi intorno e, con più attenzione, “odi lontano, da giardini ed orti, / di foglie un cader fragile.

Il Poeta sa decifrare…

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Alfred Sisley , “L’estate di San Martino” – 1880

Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate
fredda, dei morti.

Giovanni Pascoli, “Novembre”

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ESTATE DI SAN MARTINO:

L’11 novembre, San Martino, è considerato un periodo, pur nel tardo autunno, di buone condizioni climatiche, a tal punto da definirlo “estate”. Ciò si deve alla leggenda del cavaliere Martino che, proprio l’11 novembre, viaggiava sotto la pioggia coperto da un mantello. Incontrando un povero coperto solo di stracci decise di tagliare in due il suo mantello donandogliene metà. Il mendicante, dopo averlo ringraziato benedicendolo, sparì. In pochi minuti smise di piovere, l’aria si fece mite e spuntò il sole.

E’ tradizione inoltre che a San Martino si aprano le botti per assaggiare il vino novello, accompagnandolo alle castagne. Rituale raccontato nella poesia “San Martino” di Giosuè Carducci, coi versi “Ma per le vie del borgo / dal ribollir de’ tini / va l’aspro odor de i vini / l‘anime a rallegrar.” 

Un tempo nella vita agricola, durante l’estate di San Martino, venivano rinnovati i contratti agricoli annuali, da cui il modo di dire “fare San Martino”, cioè traslocare. Curioso che traslochi importanti stiano avvenendo, proprio in questi giorni, nelle Stanze del Potere. Che sia finalmente “estate” per il nostro Paese?

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