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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Emilio Giannelli, Drappellone Palio di Siena 2 luglio 2018

Questa dunque è la sorte, a Siena. Meno angusta del Fato, meno paurosa del Destino, più elegante del caso, più seria della fortuna, la sorte ha trovato qui una sua misura familiare, tutti la nominano con affettuosa rassegnazione, ne parlano come di una parente bizzarra, che si è costretti a tenere in casa. È la diciottesima contrada, l’undicesimo cavallo che scatta invisibile dai canapi di partenza.

Da “Il palio delle contrade morte” di Fruttero & Lucentini

Ps: La contrada vincitrice del Palio di luglio di quest’anno è il Drago. Proprio quella cui appartiene Emilio Giannelli, l’autore del drappellone di quest’anno. La sorte…

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Ah, il primo bagno di stagione…

Mi sono sentita come una tartaruga marina che torna nel suo equoreo elemento dopo un periodo, sempre troppo lungo, di forzata cattività sulla terraferma.

Felice, semplicemente. In profondità di me.

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Renato Guttuso, “L’abbraccio” – Mostra: “Renato Guttuso. L’arte rivoluzionaria nel cinquantenario del ’68” – Gam Torino, 23 febbraio/24giugno 2018

Alla mostra della Gam dedicata all’arte rivoluzionaria di Renato Guttuso si incontra la sua idea di uomo. Fatica, lavoro, asprezza, ma anche possibilità, incontro, abbraccio. Quello del dipinto manifesto della mostra stessa.

E forse in fondo, ovvero nel senso più profondo, questo è stato il movimento del ’68. Immaginare che “altro”, da quanto prima stato, fosse pensabile e realizzabile. Per l’umanità tutta.

Renato Guttuso, “Comizio di quartiere” – 1975

Così tra i quadri di un Maestro, non sufficientemente ricordato, dell’arte italiana trovi il lavoro schiavizzato dei ragazzini, i carusi, delle solfatare siciliane, ma anche i raduni politici tra e con il popolo. Quel popolo che ai “Funerali di Togliatti” si farà denso e rosso e misto, il volto moltiplicato di Lenin e quello addolorato del contadino. In un abbraccio muto, e forse consapevole, che l’addio era anche per il mondo delle idee.

Renato Guttuso, “I funerali di Togliatti” – 1972

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“Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno.”

Ennio Flaiano

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Le parole sono veicoli di comunicazione. Non sempre consapevole.

Il termine “crociera”, usato in modo allegro e decontestualizzato dal ministro degli Interni per descrivere il travagliato viaggio della nave Aquarius, porta inscritto il “crociare” marinaresco, l’incrocio appunto delle rotte. Ma ogni “incrocio” è dato dall’intersecarsi di linee, tali da formare una “croce”, il simbolo cristiano per antonomasia.

E così dalla “crociera” dei migranti si giunge in breve alla “crociata” dei politicanti.

Ps: curioso che nell’antichità la “crociata” avesse l’intento di forzare i blocchi dei porti orientali.

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Il 16 giugno 1988, a soli 32 anni, se ne andava Andrea Pazienza, fumettista e molto altro.

“Andrea Pazienza, trent’anni senza”. Come il titolo della mostra di Roma dedicata al Paz e ai suoi personaggi, tra cui il celebre Zanardi.

Geniale, prolifico, poliedrico Andrea Pazienza. E visionario. Anche nel descrivere il proprio segno di matita: “A seconda dell’esigenza del racconto, se si ha un racconto comico, un racconto drammatico, o anche una storia angosciosa, per ognuna delle mie storie utilizzo un segno diverso, contenuto in qualcosa di molto simile a una stanza, nella quale entro e nella quale già trovo gli ingredienti che mi servono per scrivere una storia tipo.”

Chissà cosa ci avrebbe regalato la matita del Paz di questi tempi. Tanto ricolmi di scempi.

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Qualche settimana fa, ad una manciata di giorni dalla fine dell’anno scolastico, una mia classe faceva il conto dei giorni all’alba, e tutti erano visibilmente contenti.

Eccetto un mio studente, passo profondo nel suo cammino. Mi guarda e mi confessa, a cuore aperto e mente oltre la finestra: “Prof, a me un po’ dispiace. Amo venire a scuola perché imparo cose nuove.” I compagni, inconsapevolmente miopi, in risposta: “Ma a settembre ritorniamo!”. E lui, a visione consapevolmente chiara, forse troppo, ribatte placido, come suo solito: “Ma il prossimo anno sarà un’altra cosa!“.

E così porto a casa, felicemente silenziosa, un piccolo ripasso della lezione per me più preziosa. Che il “maestro” è dietro l’angolo, e si presenta quando meno te lo aspetti. Per questo bisogna essere attenti e fiduciosi. Dentro e fuori scuola. Grazie Hartwig.

Ps: buone vacanze alle mie “bimbe” e ai miei “bimbi”, anche a quelli “bischeri”…

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