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Archive for the ‘Riflessione’ Category

Oggi ho goduto di un mare di “occhiate”.

Eleganti, ipnotiche, incantatrici. Argentee sirene del mare.

Forse per quel moltiplicarsi quasi infinito dei loro occhi sulla coda. Che rapiscono lo sguardo di chi le incontra, ammaliandolo.

E lasciandolo preda di un amplificato stordimento visivo.

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Queste, pressappoco, le poliedriche pennellate di blu che attraverso quando prendo il largo.

Sperimentando in tal modo prove salmastre d’acquarello.

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Perché il mondo, quello umano intendo, sembra aver mutato drasticamente il suo peso specifico?

Perché la leggerezza appare ormai impraticabile oltre che poco sostenibile per l’uomo?

Forse perché “leggerezza”, Calvino docet, “è planare sulle cose dall’alto“. Con effervescente e intelligente profondità.

Ps: a proposito di leggerezza, auguri speciali a Franca Valeri, “ragazza” dal passo e dal cuore leggero…

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Ondata di caldo eccezionale, da bollino nero, con afa record. Attenzione ai colpi di calore“.

La notizia meteo relativa alla “bolla africana” viene raccontata già da giorni in termini superlativi, così da provare in anticipo brividi di sudore e fastidioso disagio.

Anche i colori usati nella narrazione appartengono all’area del sole, quindi dal giallo al rosso passando per un vitaminico quanto caloroso arancione.

E se provassimo invece a visualizzare l’idea del fresco, attraverso la gamma del verde acqua e del blu oltreoceano?

Non vi sembra di stare già meglio?

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Patrick Blank, “Il giardino verticale” a Caixa Forum, Madrid

Abbiamo fame di ambiente e di verde. Nonostante la cecità cronica dei politici. E dei potenti della Terra, strenuamente convinti che denaro e guadagno vengano innanzitutto.

Senza pensare che di aria respirabile necessitano pure loro. Nuovi Re Mida dal tocco d’oro, seppur sacrilego per sé stessi.

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“NYC e la convivenza degli opposti” – Photo by Ester Maero

New York è da tempo una città militarizzata, in cui chiunque si sottopone senza scomporsi né fastidiarsi ai controlli di sicurezza. Attivi anche nei luoghi di culto.

Ieri un uomo, volendo emulare l’incendio di Notre-Dame a Parigi, si è presentato con taniche di benzina all’ingresso della Cattedrale di Saint Patrick, pieno centro di New York City, lungo la 5th Avenue nei pressi del Rockefeller Center. Ad attenderlo la polizia privata che controlla tutti i fedeli all’ingresso.

Qualche ora dopo mi sono ritrovata in questa cattedrale neogotica dalle guglie che tentano di gareggiare in altezza coi vicini grattacieli. E tutto continuava come sempre.

Con canti sublimi a ricordare il Giovedì Santo dei cristiani. E la finitudine di tutti gli uomini. Non solo di quelli di buona volontà.

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“Notre-Dame a New York City” – Photo by Ester Maero

Da New York City dove mi trovo il mio pensiero è andato anche oggi alle profonde ferite di Notre-Dame de Paris.

E in qualche modo la mia frequenza vibrazionale è rimasta in collegamento, un Oceano di distanza, con l’Île de la Cité, attraverso un viaggio-omaggio alla Statua della Libertà, che proprio dalla Francia fu donata agli Stati Uniti d’America.

In segno dell’amicizia che lega i due popoli, e in solidarietà allo sfregio di una cattedrale simbolo di sacralità e bellezza per l’umanità intera, nella notte sia l’Empire State Building che la Freedom Tower hanno indossato, nelle loro luci, i colori francesi. Celebrando la fraternité ad ogni latitudine.

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