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Archive for the ‘Musica’ Category

Era il 1967 quando nacque la canzone “29 settembre”, il primo grande successo della coppia Battisti – Mogol, cantata dall’Equipe 84 con la voce di Maurizio Vandelli, che le diede un arrangiamento psichedelico. In modo tale che il suono si accordasse al sogno.

Un sogno lungo un giorno, il 29 settembre appunto, come ricorda lo speaker radiofonico nel testo.

“Seduto in quel caffè / io non pensavo a te”. E allora tutto é possibile, anche un nuovo amore, per quanto breve. Il tempo di un giorno, 29 settembre. Che è diventato però memoria collettiva, oltre quel sole che sorgendo aveva cancellato tutto.

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Questa canzone funziona perché motteggia con tratto leggero il mondo che viviamo, con giochi arguti di parole, come quello sui “contatti” fisici e virtuali o quello sul gioco antico di “carta, forbice e sasso“. E poi i richiami ad altro che è scomparso, più seriamente, dal nostro orizzonte: “hai presente le stelle, le torri gemelle / quelle che non esistono più”.

Il video non poteva quindi che strizzare l’occhio ad un mondo in bianco e nero, quello di un tempo altro, con una citazione musicale anni ’80, “L’estate sta finendo” dei Righeira sul refrain “Ma tu mi manchi / Mi manchi / Mi manchi / Mi manchi in carne ed ossa / Mi manchi nella lista / Delle cose che non ho, che non ho, che non ho”.

Un giocoso selfie dell’esercito che siamo diventati, tanti like e poco più.

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Il gruppo musicale “Thegiornalisti” sa come costruire un vero tormentone estivo: mood musicale accattivante, traccia mnestica quasi immediata, parole che rimandano all’estate, onde-sole-vento-amore. E un titolo, “Riccione”, che profuma di “Sapore di mare” versione adriatica.

Ma il video è un autentico valore aggiunto: ambientato nel “Bagno 66” della località romagnola, tra cabine e ombrelloni, jukebox per sfondo, calcio balilla per gioco. E con corsa ginnica alla “Baywatch” sulla battigia.

Leggero, pop, azzeccato. “Completamente sold out”.

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Perché questa canzone piace tanto, diventando il tormentone musicale dell’estate 2017?

Il ritmo è accattivante, ma sono i giochi di parole il marchio vincente di fabbrica Gabbani.

L’enigmistica è già nel titolo col cambio di vocale, granite/granate, ovvero il nostro liquido tempo che inghiotte tutto in un informe blob.

E la citazione dantesca del “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”, dopo aver detto che siamo “In fuga dall’Inferno”, è strepitosa.

Nel ritornello poi il gioco continua tra la stagione “estate” e l’interrogativo/imperativo “state”.

Questa è “Antologia della vacanza intelligente”, in cui “non partiamo mai, ci allontaniamo solo un po’ ” ,”non andiamo mai oltre le nostre suole”.

Il succo della vacanza nel pensiero “gabbano”? “Dietro le spalle, un morso di felicità / Davanti il tuo ritorno alla normalità”.

Allegro, sincero. Ma si respira aria di fine impero.

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Il video comincia dal finale di “Come“, con i palloncini che scoppiano. In pura leggerezza.

E Jain, nello spettacolare video “Makeba“, ricomincia a cantare e giocare con i suoi effetti ottici stile Escher, questa volta omaggiando l’Africa di Miriam Makeba. Facendola sua. Con simboli, giraffe, grafismi, ballerini e se stessa. E un messaggio, neppure troppo subliminale, su quello che è stato l’impegno politico della cantante sudafricana contro il regime dell’apartheid: “Voglio vederti cantare, voglio vederti combattere, / perché tu sei la vera bellezza del diritto umano“.

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Quarto disco di platino per l’album “Le migliori” di Mina e Celentano.

Successo inarrestabile per la leggendaria coppia con oltre duecentomila copie vendute.

Ancora una volta tra i due è feeling sonoro. Con voglia di sperimentare e giocare insieme, “semplicemente così“, come cantano nel singolo “Amami amami”.

Ironia e colore già dalla copertina del disco in cui, tra creatività e vintage, posano come solo “Le migliori”.

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Quali miracoli artistici possono nascere dallo iato tra voci poetiche alte.

Cento anni fa vedeva la luce “Antologia di Spoon River” del poeta americano Edgar Lee Masters. La prima traduzione italiana, nel 1943, fu ad opera di Fernanda Pivano che conobbe il libro da ragazza grazie a Cesare Pavese. La scrittrice definì quel libro come “un colpo di fulmine“: «L’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti». Per quella traduzione però la Pivano finì in carcere: “Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo.

Ma l’Antologia ebbe successo anche in Italia. E viene letta, tra gli altri, da un giovane Fabrizio De André che  nel 1971 rielabora alcuni testi e li musica nell’album “Non al denaro non all’amore né al cielo. Le note di copertina saranno di Fernanda Pivano:  «Fabrizio ha fatto un lavoro straordinario. Sia Masters che Fabrizio sono due grandi poeti, tutti e due pacifisti, tutti e due anarchici libertari, tutti e due evocatori di quelli che sono stati i nostri sogni. Poi Fabrizio sarà sempre attuale, è un poeta di una tale levatura che scavalca i secoli.»

La prima canzone, Dormono sulla collina, è anche l’introduzione di Masters alla sua “Antologia”.  Con i “dormienti” Elmer, Herman, Bert, Tom, Charley, Ella, Kate, Maggie, Edith, Lizzie, Jones a guardarci, raccontando dalla collina la loro storia. Nostra memoria.

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