Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Musica’ Category

Il video comincia dal finale di “Come“, con i palloncini che scoppiano. In pura leggerezza.

E Jain, nello spettacolare video “Makeba“, ricomincia a cantare e giocare con i suoi effetti ottici stile Escher, questa volta omaggiando l’Africa di Miriam Makeba. Facendola sua. Con simboli, giraffe, grafismi, ballerini e se stessa. E un messaggio, neppure troppo subliminale, su quello che è stato l’impegno politico della cantante sudafricana contro il regime dell’apartheid: “Voglio vederti cantare, voglio vederti combattere, / perché tu sei la vera bellezza del diritto umano“.

Read Full Post »

Quarto disco di platino per l’album “Le migliori” di Mina e Celentano.

Successo inarrestabile per la leggendaria coppia con oltre duecentomila copie vendute.

Ancora una volta tra i due è feeling sonoro. Con voglia di sperimentare e giocare insieme, “semplicemente così“, come cantano nel singolo “Amami amami”.

Ironia e colore già dalla copertina del disco in cui, tra creatività e vintage, posano come solo “Le migliori”.

Risultati immagini per le migliori

Read Full Post »

Quali miracoli artistici possono nascere dallo iato tra voci poetiche alte.

Cento anni fa vedeva la luce “Antologia di Spoon River” del poeta americano Edgar Lee Masters. La prima traduzione italiana, nel 1943, fu ad opera di Fernanda Pivano che conobbe il libro da ragazza grazie a Cesare Pavese. La scrittrice definì quel libro come “un colpo di fulmine“: «L’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti». Per quella traduzione però la Pivano finì in carcere: “Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo.

Ma l’Antologia ebbe successo anche in Italia. E viene letta, tra gli altri, da un giovane Fabrizio De André che  nel 1971 rielabora alcuni testi e li musica nell’album “Non al denaro non all’amore né al cielo. Le note di copertina saranno di Fernanda Pivano:  «Fabrizio ha fatto un lavoro straordinario. Sia Masters che Fabrizio sono due grandi poeti, tutti e due pacifisti, tutti e due anarchici libertari, tutti e due evocatori di quelli che sono stati i nostri sogni. Poi Fabrizio sarà sempre attuale, è un poeta di una tale levatura che scavalca i secoli.»

La prima canzone, Dormono sulla collina, è anche l’introduzione di Masters alla sua “Antologia”.  Con i “dormienti” Elmer, Herman, Bert, Tom, Charley, Ella, Kate, Maggie, Edith, Lizzie, Jones a guardarci, raccontando dalla collina la loro storia. Nostra memoria.

Read Full Post »

Il 19 settembre 1996 usciva un album che avrebbe fatto parlare a lungo di sé. Per le tematiche affrontate, per le lingue usate, per la ricerca sonora che si apriva a rotte mediterraneo-balcaniche e sudamericane.

Talmente avanti allora da poterlo comprendere appieno, e ancora non del tutto, solo ora. A vent’anni di distanza.

E così Fabrizio De André sceglie il racconto delle “anime salve”, gli “spiriti solitari” liberi per scelta, facendo un elogio della solitudine: “quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri.

E così Faber ci regala ritmi e storie, costringendoci a “guardare” intorno, a respirare il mondo. Tutto: dalla transessuale brasiliana Fernandinho che diventa un’autentica Prinçesa correndo “all’incanto dei desideri“, al popolo Rom Khorakhané con il loro culto di assoluta libertà che li fa “essere vento“. Con le donne e i loro voli, come Nina sull’altalena o come una colomba, Â cúmba, la ragazza che lascia il nido per sposarsi. Un atto d’amore per le minoranze, una Smisurata preghiera per invocare la salvezza di chi sta al margine “col suo marchio speciale di speciale disperazione“. Quelli al confine, che “dopo tanto sbandare è appena giusto che Fortuna li aiuti come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, come un dovere“.

Possiamo non pensare Fabrizio De André un Poeta?

Read Full Post »

Rivoglio indietro anch’io “L’estate di John Wayne“. Quella cantata con profondità leggera e retrò da Raphael Gualazzi. Che invoca il ritorno dei figli delle stelle e delle penne stilo in mano, delle vacanze in treno e delle facce un po’ annoiate. In compagnia di Fellini e di Lupin, di Pertini e John Travolta. Fotogrammi vintage, lontani amarcord.

Insomma i “miti dell’estate”, quelli che rendono tutto sempre e ancora possibile. Almeno nell’immaginario.

Potendo così di nuovo ballare spensierati in riva al mare. Con John Wayne sulla collina.

A difenderci dai cattivi. Pensieri.

Read Full Post »

Vi chiederete quale sia la connessione tra la hit “Reality” del deejay/produttore belga Felix De Laet, in collaborazione con l’artista olandese Janieck Devy, e le onde gravitazionali.

Il viaggio del video è un po’ quello preannunciato (e poco creduto) da Einstein. Il “signore della relatività” si è regalato un centenario di tutto rispetto sulla sua teoria. Quelle onde gravitazionali, imprendibili, sempre sfuggenti, sono ora state catturate. Col beneplacito della scienza. Anche se le menti illuminate, leggi Einstein, le avevano già “viste”, e quelle artistiche, leggi Battiato, sapevano già di poterle superare.

Il deejay dal nome d’arte “Lost frequencies” (“Frequenze perse”, che sia un caso?) scrive nella sua canzone due versi che riecheggiano questo mood:

Dancing in the moonlight, don’t we have it all?Decisions as I go, to anywhere I flow.” – “Ballando al chiaro di luna, non abbiamo tutto?Prendo le mie decisioni seguendo il flusso.

Read Full Post »

Già Duca Bianco, ora Blackstar.

Ultima trasformazione.

Resa infinita da un Tempo ormai fermo, divenuta immortale per un Suono sublime.

Tale perché proiettato non solo avanti, ma Oltre. Come solo uno Starman.

Read Full Post »

Older Posts »