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Archive for 14 ottobre 2022

Un passaggio di consegne distopico quello tra la senatrice Liliana Segre, che ieri 13 ottobre 2022 ha presieduto l’apertura della diciannovesima legislatura a Palazzo Madama, ed il senatore Ignazio La Russa che è stato eletto alla seconda carica dello Stato. E proprio nel centenario della “Marcia su Roma”.

Quello di Liliana Segre è stato un discorso di monito per tutti: “Le grandi democrazie mature dimostrano di essere tali se, al di sopra delle divisioni partitiche e dell’esercizio dei diversi ruoli, sanno ritrovarsi unite in un nucleo essenziale di valori condivisi, di istituzioni rispettate, di emblemi riconosciuti. In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione Repubblicana, che come disse Piero Calamandrei non è un pezzo di carta, ma è il testamento di 100.000 morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943 ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti.”

Parole da brividi, soprattutto vedendo poi l’elezione a Presidente del Senato di Ignazio La Russa che non ha bisogno di presentazioni. Giunto a tanto col contributo di una ventina di voti dell’opposizione. E che, nel suo discorso di insediamento, ha auspicato che alle feste nazionali del 25 aprile (Liberazione), 1°maggio (Lavoro) e 2 giugno  (Repubblica), a cui aveva fatto riferimento la senatrice Segre come date da celebrare e vivere non come “divisive” ma con “autentico spirito repubblicano”, si possa “aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale”. Tempo storico in cui, va ricordato, eravamo monarchia e senza alcuni territori ora italiani (leggi Veneto e Trento e Trieste e Roma e il Lazio). Cosa dovremmo festeggiare (forse il re?!) e in cosa sentirci uniti (senza alcune parti) non è affatto chiaro. Sarà l’emozione (e forse l’incredulità) di sedere su tanto scranno dato il cursus honorum. 

Cominciamo davvero bene…

Ps: oggi si è replicato, con la nomina di Lorenzo Fontana (anche per lui ogni presentazione appare superflua) a Presidente della Camera, ovvero alla terza carica dello Stato. Nomi quali Sandro Pertini o Nilde Iotti appaiono davvero lontanissimi.

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