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Archive for gennaio 2022

“Avevo altri piani, ma se serve ci sono”. 

In questa dichiarazione c’è tutto il profondo senso dello Stato e delle istituzioni, nonché di responsabilità, di Sergio Mattarella. Rieletto infine Presidente della Repubblica Italiana con ben 759 voti dopo una tormentata settimana di tentativi parlamentari di vario tipo. Spallate, salti nel buio, giri a vuoto, bruciando nomi, anche istituzionali, quasi si trattasse di un gioco da tavolo. Col rischio di minare sempre più l’edificio democratico del Paese. Quindi l’unica carta spendibile è stata infine il Mattarella bis, nonostante il “prescelto”, già scelto, avesse detto in ogni modo della sua indisponibilità, per questioni personali e per rispetto del dettato costituzionale.

Ma al momento della chiamata da parte della quasi totalità del Parlamento non si è tirato indietro, assumendo su di sé il gravoso compito. Di questo non si può che ringraziarlo.

Le sue prime parole, dopo l’ufficialità della rielezione, sono state proprio intorno alla “responsabilità” e al “rispetto”: “I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando – sul versante sanitario, su quello economico, su quello sociale – richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati – e, naturalmente, devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti – con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini“.

E ora? Tutto riprende come prima? Non proprio, perché in tale circostanza l’attuale sistema partitico italiano ha disvelato fragilità e divisioni, con cui sarà necessario fare i conti al più presto.

Nel frattempo però auguri di buon lavoro al Presidente Mattarella.

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“Lezioni di persiano” è un film di Vadim Perelman basato su un racconto dello scrittore Wolfgang Kohlhaase, “Invenzione di una lingua”, che ci ricorda quanto la memoria possa salvarci. Attraverso le parole che, anche se inventate, possono ricordare coloro che sono stati sterminati nell’orrore della Shoah.

Ricordare sempre è dovere di ogni umano, anche perché, come sosteneva Primo Levi, “La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” E i fatti di cronaca, davvero inquietanti, di questi giorni, ci impongono tale dovere civile ed esistenziale.

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La “Settimana enigmistica” compie oggi novant’anni. Nasceva infatti nel secolo scorso, il 23.1.32, peraltro data palindroma, per mano dell’ingegnere sassarese Giorgio Sisini, che creò una rivista tanto amata e imitata.

Passatempo intelligente e dilettoso per grandi e piccini, la “Settimana” permette all’enigma di essere indagato e risolto mettendo alla prova se stessi, sia esso uno schema di parole crociate o un rebus o un quiz o una sciarada.

E autentica sciarada appare quanto da domani si deciderà al Parlamento per la designazione del nuovo inquilino del Colle. Figura che, in questo passaggio storico, sembra dover essere scelta in funzione anche del governo. Come se le caselle con cui “giocare” fossero due, una legata all’altra, evitando veti incrociati o scompensi senza soluzione.

Ci apprestiamo quindi a vivere una particolare Settimana. Quirinalizia ed enigmistica.

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Talmente fuori dall’ordinario il tempo nostro che anche Pantone ne prende atto scegliendo, per il colore dell’anno 2022, di creare un tono completamente nuovo: il Very Peri, una sfumatura di viola quale simbolo del tempo di trasformazione che viviamo a causa della pandemia.

È la prima volta che Pantone crea una nuova tonalità invece di selezionarne una esistente dalla sua tavolozza di colori. E questo perché – ha affermato Laurie Pressman, Vice Presidente di Pantone Color Institute – “la società continua a riconoscere nel colore una forma fondamentale di comunicazione e un modo per esprimere idee ed emozioni, per coinvolgere e connettere. E la complessità di questa nuova sfumatura di blu infusa di rosso violaceo mette in evidenza le possibilità di espansione che ci aspettano aprendoci una nuova visione mentre riscriviamo le nostre vite”.

Il colore di partenza del Very Peri, Pantone 17-3938, è il blu pervinca, colore da sempre associato ad una sensazione di comfort e di sicurezza, a cui si aggiunge però un sottotono viola e rosso per dare un senso di freschezza e di spinta verso il futuro.

Quel futuro che fatichiamo ancora ad intravedere, ma che tutti desideriamo ardentemente.

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Il nome di David Sassoli quale prossimo Presidente della Repubblica Italiana girava da tempo, seppur sottotraccia, negli ambienti politici. Poi un destino crudele ha preso il sopravvento sul prosieguo di un cammino istituzionale già alto e specchiato.

Si è detto comunque che di tale levatura, come il compianto David Sassoli o l’ottimo Sergio Mattarella, debba essere chi incarna il ruolo del Presidente: senso e rispetto delle istituzioni, integrità morale, etica comportamentale, onestà intellettuale, rigore nelle scelte, difesa della Costituzione, apertura alle diverse posizioni politiche, attenzione agli svantaggiati. E un percorso di vita che racconti tutto ciò. Questa la figura, alias caratura, che ci si aspetta da un Presidente della Repubblica.

Quindi la possibilità di ascesa di Silvio Berlusconi a tale ruolo sembrava nulla più che una boutade. Solo pensarlo prossimo capo del Csm sembra una distopia, dato il suo cursus honorum. Eppure…

Eppure lui ci crede, il centrodestra compatto (o supino?) lo candida, l’operazione “scoiattolo” per acquisire voti a suo favore, già partita da tempo, continua imperterrita. E la possibilità di vederlo assurgere al Colle si fa, incredibilmente, più concreta.

Col rischio che la “figura” del prossimo Presidente della Repubblica assuma, tristemente, un altro significato. Anche perché scorrendo l’elenco delle caratteristiche richieste a tale ruolo si fatica a trovarne piena corrispondenza. Eppure…

Eppure che anche solo la possibilità sia “in campo” racconta di un tempo davvero strano, distopico e poco luminoso.

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Nel volgere di 24 ore se ne sono andate anzitempo due persone per bene, David Sassoli e Silvia Tortora.

Accomunati da un giornalismo di rigore, da un forte senso di giustizia, da una visione aperta e mai ideologica, da una gentilezza, ormai rara, dello sguardo e dei gesti.

Ultimo tweet del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli proprio per Silvia Tortora, la cui vita è stata spesa per raccontare la surreale e drammatica vicenda giudiziaria del padre Enzo Tortora.

David Sassoli a sua volta, con sorriso e animo schietto, ha lavorato da parlamentare europeo affinché libertà e diritti fossero parole rispettate nei diversi Paesi. Durante la pandemia ha fatto sì che il Parlamento europeo, primo al mondo, rimanesse aperto e operativo, introducendo dibattiti e votazioni a distanza.

Quando persone così per bene se ne vanno anzitempo, la tristezza ha il sopravvento. Per il vuoto di valori che lasciano, per il pieno d’esempio che potevano ancora essere.

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Elegante sempre Sidney Poitier, nei modi e nelle parole, sul set ma anche nelle sue battaglie per i diritti degli afroamericani. Quella classe innata che non gli fece mai alzare i toni, perché non sarebbe stato affatto utile, come raccontò nella sua autobiografia “La misura di un uomo”: «Ho imparato a trasformare la mia rabbia in qualcosa di positivo, altrimenti mi avrebbe distrutto».

Il successo arrivò proprio affrontando quelle spinose tematiche di segregazione razziale che il mondo aveva iniziato a conoscere con il “sogno” di Martin Luther King. Così Sidney Poitier divenne il primo attore protagonista afroamericano ad ottenere il premio Oscar nel 1964 per l’interpretazione nel film “I gigli del campo”. Ma i ruoli più famosi saranno quelli di Virgil Tibbs ne “La calda notte dell’ispettore Tibbs” e di Warren Stantin in “Sulle tracce dell’assassino”.

Anche se sarà il personaggio di John Prentice in “Indovina chi viene a cena”, forse la cena più famosa della storia del cinema, a rimanere impresso. Poitier in questo film appare, non solo scenicamente, come un corpo estraneo, seppur dirompente nella sua chiarezza d’intenti. Infatti la famiglia borghese che deve accoglierlo era gruppo coeso anche nella realtà: Spencer Tracy e Katharine Hepburn erano sentimentalmente legati, e Katharine Houghton, la figlia cinematografica della coppia, era la nipote della Hepburn. Ciò nonostante, e a fronte di due mostri sacri del cinema, Sidney Poitier risulta essere, nella sua elegante e caparbia capacità attorale, il nuovo che avanza. Democratico e giusto.

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Ne abbiamo necessità tutti di Epifania.

Di quella “apparizione dall’Alto”, che possa “illuminare” menti e cuori. Indicandoci la via, come fu per i Magi. Continuando a desiderare, cioè a cercare stelle…

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Con l’augurio che baci e abbracci tornino a farci compagnia…

Buon Anno 2022 a tutti i viaggiatori di espress451!

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