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Archive for ottobre 2021

Chissà se dal G20 di Roma uscirà qualche impegno risolutivo per il futuro del clima da parte dei potenti della Terra.

Ciò che sicuramente rimarrà sarà la photo opportunity con lancio della monetina da 1 euro nella celebre Fontana di Trevi. Un gesto simbolico, ripetuto dai turisti di tutto il mondo quale bonheur di ritorno nella Città eterna.

Ma la simbologia più potente sta nell’immagine impressa nella monetina, l’uomo vitruviano, celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, armoniosamente inscritto nelle due figure perfette del cerchio, simbolo del Cielo, e del quadrato simbolo della Terra. Ad unire macrocosmo e microcosmo proprio l’Uomo, considerato “specchio dell’universo”.

Chissà se ricorderemo davvero chi siamo, specchiandoci in quanto ormai intorno a noi vediamo.

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Un gioiellino del cinema spagnolo.

Un meccanismo perfetto e del tutto inaspettato. Un thriller alla Hitchcock, con una storia alla Patricia Highsmith. Un intreccio che sembra qualcosa, ma anche l’esatto contrario. Dipende dal punto di vista. E dalla bravura dimostrativa di un avvocato. Sembra una caccia al tesoro. In realtà è una corsa alla verità. Con l’etica che grida vendetta. E vince. Nonostante tutto.

Perché un contrattempo porta con sé una cascata di eventi. E non è quasi mai un semplice contrattempo.

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Octavia Monaco, “Alice e Carroll”

Noi fanciulle ne abbiamo sentite (e ne sentiamo) proprie tante su di noi genere femminile, fin dalla notte dei tempi.

Ci mancava lo storico Alessandro Barbero, noto divulgatore, negli ultimi tempi di un po’ di tutto, a ricordarci cosa ci manca per non giungere quasi mai ai brillanti risultati dei maschietti nel mondo.

Dice il nostro (si fa per dire): “Rischio di dire una cosa impopolare, ma vale la pena di chiedersi se non ci siano differenze strutturali tra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media le donne manchino di quella aggressività, spavalderia, sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi? Credo sia interessante rispondere a questa domanda. Non ci si deve scandalizzare per questa ipotesi.”

Che dire? Ben poco, se non che è davvero svilente e pure triste constatare che siano considerate caratteristiche positive l’aggressività e la spavalderia. Proprio quei tratti che hanno portato l’Uomo, in generale anche se in prevalenza maschio, a risolvere le posizioni divergenti con violenze e conflitti. Questo almeno ci racconta la Storia. Ma questa è materia del citato divulgatore.

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Giuseppe D’Asta, “Il mare in testa”

Per me “il mare in testa” è una costante.

Perché il liquido specchio di sale è mio orizzonte di festa in testa. E perché onde e pesci esplicitano alquanto il mio mare di pensieri in fieri.

Oggi, in un giorno che all’orizzonte appare di maroso per contestazione e protesta, spero che a tutti salga “il mare in testa”. Al fine di ritrovare i suoni armonici di quando eravamo branchie e pinne e squame. Costruttori minimi di ben altre trame.

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Honoré Daumier, “La rivolta” – 1860

Qualche pensiero a proposito del sabato di guerriglia urbana avvenuto a Roma con scontri di piazza culminati nell’attacco squadrista alla sede nazionale della Cgil.

Il violento e inammissibile degenerare di una protesta è sempre disdicevole e motivo di riflessione sulla natura umana, a tratti animalesca. Offendendo peraltro il mondo animale che usa violenza solo se costretto.

Farlo poi in nome di una presupposta libertà da difendere, senza considerare i necessari limiti che lo stesso concetto di libertà ha in sé (altrimenti sarebbe anarchia), muove considerazioni intorno al rispetto che si ha dell’altro.

Che il tutto avvenga in tempi e ambiti pandemici, per cui alcune regole sono necessarie per evitare di ritrovarci alla casella di partenza, fa pensare che non sempre l’homo sapiens sia tale.

Ma ciò che proprio non può che essere condannato, senza se e senza ma, evitando qualsiasi sofisma, è l’assalto organizzato e distruttivo nei confronti di chi rappresenta valori democratici universali, quali la difesa dei diritti dei lavoratori attraverso un sindacato o la difesa dei diritti dei malati attraverso un presidio ospedaliero. Quando si arriva a tanto e tale sfregio vanno riposizionati con urgenza i paletti sul concetto di libertà. Senza sofismi.

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Alla luce di quanto avvenuto in questa tornata elettorale amministrative, con il dato significativo e purtroppo storico della scarsa affluenza, c’è da chiedersi perché le continue lamentazioni sulla mancanza di libertà non siano seguite da concrete azioni volte al cambiamento. E in democrazia l’espressione di ciò avviene col voto.

Torna così in mente il testo illuminato di Giorgio Gaber, “Libertà è partecipazione”:

Vorrei essere libero come un uomo
Come l’uomo più evoluto
Che si innalza con la propria intelligenza
E che sfida la natura
Con la forza incontrastata della scienza
Con addosso l’entusiasmo
Di spaziare senza limiti nel cosmo
E convinto che la forza del pensiero
Sia la sola libertà
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche un gesto o un’invenzione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione“.

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