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Archive for gennaio 2020

Vogue Italia di gennaio: le cover illustrate

Tutti presenti per il clima. Persino “Vogue Italia”.

La rivista patinata ha infatti distribuito per la prima volta un numero illustrato, senza fotografie. Solo disegni di artisti emergenti e noti. A raccontare la moda senza inquinare.

Come ha spiegato lo stesso direttore di “Vogue Italia”, Emanuele Farneti, per realizzare un giornale di moda l’impatto ambientale è significativo: “una ventina di voli, una decina di treni, quaranta macchine a disposizione, sessanta spedizioni internazionali. Almeno dieci ore di luci accese ininterrottamente, alimentate in parte da generatori a benzina. Scarti alimentari dei catering. Plastica per avvolgere gli abiti. Corrente per ricaricare telefoni e macchine fotografiche“.

Quindi una sfida ambientale. Vinta. Anche perché i disegni sono davvero Vogue. 

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Stella indiscussa dell’NBA, Kobe Bryant definiva il basket la sua “ossessione”. E lo amava a tal punto da scrivergli una lettera al momento del ritiro dall’attività.

Divenne un cortometraggio d’animazione, “Dear Basketball”, con cui “Black Mamba” ha vinto nel 2018 il Premio Oscar, insieme al regista e animatore Glen Keane.

Rivederlo oggi è un omaggio al campione che è stato. E alla sua “magnifica ossessione”.

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Disegno di Thomas Geve, fanciullo ebreo di Stettino deportato ad Auschwitz all’età di 13 anni

Ricordare la Shoah. Un dovere morale, storico, civile.

Traccia mnestica indelebile per evitare che quell’orrore indicibile si ripresenti. Attraverso un rigurgito, una sopraffazione, una negazione.

Di modo che certi disegni infantili si conservino per sempre, ma non sia più possibile che alcun bambino li pensi.

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Cento anni fa, a soli trentacinque anni, si spegneva Amedeo Modigliani.

Artista geniale, considerato negli ambienti artistici parigini “maudit”, da cui il soprannome Modì. Per la sua Livorno semplicemente Dedo. Per tutti è il pittore dei ritratti dai colli lunghi e dalle espressioni malinconiche.

Ci ha regalato tanto. Forse senza saperlo, ma intuendolo. Scrisse infatti in una dedica sul ritratto della modella Lunia Czechowska, “La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno.”

Amedeo Modigliani, “Fillette en bleu” (1918; olio su tela, 116 x 73 cm; Collezione Jonas Netter)

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Indro Montanelli dopo aver visto “La dolce vita” scrisse: «Non siamo più nel cinematografo, qui. Siamo nel grande affresco. Fellini secondo me non vi tocca vette meno alte di quelle che Goya toccò in pittura, come potenza di requisitoria contro la sua e la nostra società».

Federico Fellini nasceva 100 anni fa, regalando al mondo sogni in pellicola.

Onirico, visionario, circense il suo cinema, capace di creare mondi in rapporto dialettico con quello reale. Anticipando mode, fustigando pensieri, creando personaggi.

Con il contributo di due indispensabili compagni di viaggio, Giulietta Masina e Marcello Mastroianni. Gli occhi spalancati e ingenui della vagabonda Gelsomina de “La strada” e lo sguardo trasognato del giornalista Marcello Rubini davanti al bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi ne “La dolce vita” non sono che due esempi di fotogrammi felliniani. Sempre complessi, bizzarri, grotteschi, barocchi.

I suoi film conquistano presto l’attenzione internazionale, fino alla consacrazione con quattro Oscar. Titoli che sono diventati quasi modi di dire: “Lo sceicco bianco”, “I vitelloni”, “Le notti di Cabiria”, “8½”, “La città delle donne”, “Amarcord”, “E la nave va”, “La voce della luna”.

Rendiamo omaggio al grande Federico, con quell’Amarcord con cui ha reso unico il tempo dell’adolescenza, rievocando la propria attraverso la nebbia e il sogno. Riattivandola così, in modo empatico e nostalgico, in ciascuno di noi.

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“Viviamo in un’epoca che richiede fiducia e speranza. Pantone 19-4052 Classic Blue, una stabile tonalità di blu sulla quale possiamo sempre fare affidamento, trasmette proprio questa sensazione di costanza e fiducia. Dotato di profonda risonanza, esso costituisce una solida base a cui ancorarsi. Blu sconfinato che ricorda il vasto infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell’ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione.”

Con queste parole  Leatrice Eiseman, executive director del Pantone Color Institute, presenta il colore dell’anno 2020 il 19-4052 Classic Blue.

Una sfumatura elegante di blu, che evoca tranquillità e favorisce la riflessione. Un invito a vivere in modalità slow il tempo del nuovo decennio.

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Esce oggi, a quattro anni dal suo “ritorno alle stelle”, la biografia a fumetti di David Bowie, dal titolo “Bowie: Stardust, Rayguns and Moonage Daydreams”, che sottolinea così il suo continuo rapporto con lo spazio siderale.

Come scrive Igort, il direttore della rivista “Linus” che dedica il numero di gennaio proprio all’ “Uomo che venne sulla Terra”, “Bowie era tante cose, un artista meticcio tra musica, teatro, fumetto, romanzo pulp, arte surrealista. Cantava di alieni, astronauti persi nello spazio, pistole a raggi laser e solitudini adolescenziali.”

Nella rivista anche la riscoperta di un brano di Fernanda Pivano, dedicato al “Duca Bianco”. Di lui nel 1995 scrisse: “Nei suoi versi, intrisi di significati oscuri, ha rivelato i suoi dubbi verso se stesso, e da personaggio “rock” ha cercato di esprimere le emozioni pure che lo assillavano.” Ricordando poi un passaggio di un’intervista di David Bowie: “Ciascuno crea il suo doppio e poi lo riempie di tutte le sue colpe e poi lo distrugge… Mi sembrava più facile vivere attraverso un altro io. Il problema era che così sfumava il confine tra normalità e follia”. 

Un confine umano, insufficiente per “Starman”.

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