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Archive for aprile 2019

“Holden’s Central Park” – Photo by Ester Maero

Io abito a New York, e stavo pensando al laghetto di Central Park, quello vicino a Central Park South. Chissà se arrivando a casa l’avrei trovato ghiacciato, e se sì, chissà dove erano andate le anatre. Chissà dove andavano le anatre quando il lago gelava e si copriva di ghiaccio. Chissà se arrivava qualcuno in furgone che le catturava tutte quante per portarle in uno zoo o chissà dove. O se volavano via e basta.” – Da “Il giovane Holden” di J.D. Salinger

Di fronte al laghetto di Central Park con anatre e barchette e ponticello, tutto incorporato, ho ripensato al quesito metafisico del giovane Holden. Soddisfatta di aver potuto apprezzare quel mitico fotogramma scevro da neve e ghiaccio. Potendo così posticipare la soluzione invernale del letterario quesito.

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Sembra escluso il collegamento tra l’incendio di Notre-Dame di Parigi e i mozziconi di sigaretta ritrovati in loco, ma gli operai che vi lavoravano hanno ammesso di aver fumato nonostante il divieto.

Due riflessioni. La prima. Nonostante il no, niet, non si deve, forbidden, vietato, interdit, sempre più persone scambiano il concetto di divieto con quello di consiglio.

La seconda è una riflessione – confronto sul divieto di fumo. Che a New York City è talmente in uso in ogni dove da considerare ormai il fumo pratica desueta. È vietato fumare anche in strada e nei parchi, e quasi nessuno tenta l’abuso perché, oltre che mal visto, una divisa solitamente si avvicina e ti sottolinea la tua contravvenzione.

A monito che l’applicazione della regola è necessaria tanto quanto la regola stessa.

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“Lo sboccio in rosso” – Photo by Ester Maero

La liberazione dell’Italia dal nazifascismo è valore fondativo della nostra Costituzione. Come tale va rispettato. In primis da tutti i rappresentanti delle istituzioni. Che non possono dimenticare né sovvertire i fatti storici.

È forse un caso che il nuovo Esame di Stato non preveda più il tema di storia?

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“Spring in NYC” – Photo by Ester Maero

A New York la gita “fuori porta” si fa senza lasciare “casa”. Semplicemente scegli il tuo parco preferito ed è Pasquetta.

La scelta è però determinante per la “gita”.

Si va infatti dal piccolo parco privato di Gramercy Park, di cui solo i residenti che si affacciano sul giardino possiedono le chiavi, al verde infinito di Central Park, in cui ogni angolo è nell’immaginario filmico di ciascuno.

Per chi vuole respirare aria di libertà, Battery Park con il lungofiume e lo sguardo su Lady Liberty. Per chi invece predilige l’atmosfera della vecchia New York e dei suoi primi grattacieli, Madison Square Park all’ombra del Flatiron Building.

Se ci si vuole rilassare in un ambient universitario sarà il Washington Square Park la meta ideale, anche perché la New York University considera questo parco come cortile del proprio campus. Se però si vogliono emulare i Presidenti nelle loro corse mattutine, l’Hudson River Park sorveglierà discreto i nostri passi.

Ovunque sia, ci si sentirà “a piedi nudi nel parco”.

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Da New York City un augurio affettuoso di Buona Pasqua a tutti i viaggiatori di espress451.

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“NYC e la convivenza degli opposti” – Photo by Ester Maero

New York è da tempo una città militarizzata, in cui chiunque si sottopone senza scomporsi né fastidiarsi ai controlli di sicurezza. Attivi anche nei luoghi di culto.

Ieri un uomo, volendo emulare l’incendio di Notre-Dame a Parigi, si è presentato con taniche di benzina all’ingresso della Cattedrale di Saint Patrick, pieno centro di New York City, lungo la 5th Avenue nei pressi del Rockefeller Center. Ad attenderlo la polizia privata che controlla tutti i fedeli all’ingresso.

Qualche ora dopo mi sono ritrovata in questa cattedrale neogotica dalle guglie che tentano di gareggiare in altezza coi vicini grattacieli. E tutto continuava come sempre.

Con canti sublimi a ricordare il Giovedì Santo dei cristiani. E la finitudine di tutti gli uomini. Non solo di quelli di buona volontà.

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“Notre-Dame a New York City” – Photo by Ester Maero

Da New York City dove mi trovo il mio pensiero è andato anche oggi alle profonde ferite di Notre-Dame de Paris.

E in qualche modo la mia frequenza vibrazionale è rimasta in collegamento, un Oceano di distanza, con l’Île de la Cité, attraverso un viaggio-omaggio alla Statua della Libertà, che proprio dalla Francia fu donata agli Stati Uniti d’America.

In segno dell’amicizia che lega i due popoli, e in solidarietà allo sfregio di una cattedrale simbolo di sacralità e bellezza per l’umanità intera, nella notte sia l’Empire State Building che la Freedom Tower hanno indossato, nelle loro luci, i colori francesi. Celebrando la fraternité ad ogni latitudine.

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