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Archive for marzo 2019

“Earth Hour” alle 20.30 del 30 marzo. Un’ora di buio su tutta la Terra per salvaguardarla.

In tutto il globo milioni di persone spegneranno le luci per partecipare a una sorta di onda planetaria. Un’azione concreta per risparmiare energia e contribuire a diminuire emissioni e inquinamento luminoso. Salvando la biodiversità.

E il nostro pianeta tornerà, per un battere di ciglia, a veleggiare azzurro tra le stelle.

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Jean-Michel Basquiat, “Untitled (Two on Gold)” – 1982

E se, oltre le merci in spostamento (vedi post relativo alla Via della Seta), ci occupassimo anche delle persone in movimento?

Suggerimento minimo ai politicanti di turno. Un piccolo libello di Umberto Eco, “Migrazioni e tolleranza”, un inedito intorno ad un discorso da lui tenuto nel 2012 in Olanda, a Nijmegen dove nel ‘600 fu firmato il primo trattato di pace europeo.

Tra i “lumini” che il filosofo ci regala, il brano “Le migrazioni del Terzo Millennio”, in cui si legge: “Le immigrazioni sono controllabili politicamente, le migrazioni no; sono come i fenomeni naturali. Sino a che vi è immigrazione i popoli possono sperare di tenere gli immigrati in un ghetto, affinché non si mescolino con i nativi. Quando c’è migrazione non ci sono più ghetti, e il meticciato è incontrollabile. I fenomeni che l’Europa cerca ancora di affrontare come casi di immigrazione sono invece casi di migrazione. Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato”. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso”.

Amen.

Ps: Grazie al Maestro Eco, anche da “lontano”. Perché, come ha scritto recentemente lo scrittore Alessandro D’Avenia, “i maestri sono sempre vivi, in carne e/o in spirito”.

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“La Cina ha enormi difficoltà.
Anzi, ora che la si può conoscere e scoprire, vale la pena viverci.
La questione è che questo paese è stato tolto dall’incantesimo.
Aveva una sua cultura, un suo mondo, ed è stato il contatto con l’Occidente che gli ha dato dei sussulti.
Un po’ di cannonate, qualche sbarco e gli stranieri si prendevano una «concessione» dopo l’altra.
In verità è strano, non finisco mai di meravigliarmene, quando in occasioni come il Primo maggio o il Primo ottobre vedo, sulla piazza Tienanmen, i ritratti di quei quattro (Marx, Engels, Stalin, Lenin).
Come è possibile che, alla ricerca di un modo di vivere nuovo, la Cina millenaria, quella dell’immensa cultura, debba rifarsi a quei quattro europei di cui uno un noto assassino?
Eppure è così, la Cina ci corre dietro.”

Tiziano Terzani, da “Un’idea di destino” (1981)

Ps: Parole scritte negli anni Ottanta, eppure… Speriamo che “La porta proibita”, altro libro di Terzani sulla sua amata Cina, non si palesi intorno alla neonata Via della Seta. Con i “diritti umani” ad essere ancora termini poco frequentati.

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Disegno di Mila Marquis

È il tempo del verde giovane, al suo debutto sulla scena di primavera.

Potare, Concimare, Innaffiare. Piante e pensieri.

Con nuovi innesti e inediti punti di vista. Affinché l’aria profumi di buono.

Ps: questo blog compie otto anni! Più che un primaverile virgulto…

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La strage in due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, seppur ai nostri antipodi e perciò impattante più a rilento sul nostro sentire, fa riflettere su quanto il globo terrestre presenti identiche manifestazioni di odio e follia a latitudini e religioni differenti.

Come se ogni emisfero si equivalesse. Non solo sulla mappa del mondo, ma anche in quella cerebrale. Senza più logica né emozione.

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È sciopero globale per il clima, “Global Strike For Future”. Obiettivo: chiedere ai capi di Stato azioni concrete per arginare i danni da cambiamenti climatici.

Simbolo di questa protesta mondiale la sedicenne svedese Greta Thunberg che ha lanciato i “Fridays for Future”, stazionando ogni venerdì davanti al Parlamento svedese e facendo sentire la propria voce. Da ultimo al forum di Davos in Svizzera, ammonendo i potenti della Terra con queste parole: “Voglio che sentiate la paura che sento io ogni giorno. E voglio che passiate all’azione“. Parole semplici, ma di fuoco.

Come la temperatura in crescita, costante e pericolosa, del nostro pianeta.

Ps: coraggiose e determinate le “Barbie” del nuovo millennio…

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“Barbie” – Andy Warhol, 1985

Ancora a proposito di donne.

La mitica Barbie ha appena compiuto 60 anni. Ad inventarla, curve da pin-up e nome della figlia, Ruth Handler, la moglie del fondatore della Mattel.

In ventotto centimetri di plastica sogni di generazioni di bambine e anticipazioni di moda e costume.

Iconica fashion doll, sempre al passo con i tempi, Barbie ha rappresentato fin dai suoi esordi una donna moderna, indipendente e sicura di sé. In cui riconoscersi, superando uno stereotipato e antico modello femminile. E aprendo così l’immaginazione di ogni bambina ad un futuro accattivante e sfaccettato per sé stessa.

Da autentica girl power. Seppure patinata. Tanto è un gioco, bello per quello. La realtà alla prossima puntata.

La Barbie di Karl Lagerfeld

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