Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2019

In questi giorni di Carnevale penso a Venezia e alla sua bellezza. Policroma, acquatica e bizantina.

Ma Venezia, seppur resiliente agli attacchi del tempo e dell’uomo, è sempre più liquida. E non per il mare che la invade con la sua acqua salsa, bensì per una rarefazione del suo tessuto interno.

Come se scivolasse inesorabilmente via dalle maglie, sempre più larghe, della rete che la componeva e la tratteneva. Creatura marina in fuga da sé stessa.

Annunci

Read Full Post »

Vince a sorpresa l’Oscar 2019 come miglior film “Green Book” di Peter Farrelly, pellicola su una storia vera di amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America segregazionista degli anni sessanta, e sul loro viaggio con la “guida verde” del titolo, che indicava alberghi e ristoranti in cui si accettavano i neri. Un racconto di fratellanza e inclusione, di cui abbiamo globalmente necessità e con cui consolarci nelle notti di voti.

A proposito.

Misfatto oggettivo: durante il previsto e dovuto silenzio elettorale per le elezioni sarde il ministro dell’Interno twitta in modo allegro e impudico di convogliare il voto sul proprio partito. Non solo rompe (ops!) ancora (dopo il voto abruzzese) il silenzio elettorale, ma lo fa rivestendo quella carica, ministro dell’Interno, che ha tra le sue funzioni proprio quella di controllare e garantire il regolare svolgimento del voto, in cui rientra il silenzio elettorale stesso.

Riflessione soggettiva: visto che le regole sembrano ormai un intralcio alla fuoriuscita anarchica e contromano del proprio sé, perché non giungere ad un’unica e fagocitante norma in cui “Liberi tutti” sia il nuovo mantra di comportamento, pubblico e privato? Così anche i miei studenti si sentiranno felicemente (?) liberi di non presentarsi ad una prova concordata piuttosto che dare in escandescenze di fronte ad un risultato poco gradito. Anche se dubito che, a tal punto, di tal gioco, servano ancora a molto i voti. Perché perdenti lo siamo tutti.

Read Full Post »

E così, dopo il Rengapensiero sulla tonalità vocale femminile meno gradevole di quella maschile, siamo al Collovatipensiero.

Il già campione del mondo di Spagna ’82 ha sostenuto, durante una trasmissione televisiva Rai, che una donna non può parlare di tattica calcistica perché “la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare.” Non del tutto pago della sua maschia esternazione, ha aggiunto che “quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non ce la faccio!”.

E che dire di noi che ascoltiamo en plein air le curiose e censurabili divagazioni postprandiali che un tempo non prendevano aria, appunto, se non tra le quattro mura di casa/bar/ufficio? Farlo poi dalla televisione di Stato, come fosse lo Speakers’ Corner di Hyde Park appare davvero eccessivo.

Come un tiro fuori area.

Read Full Post »

Ha vinto il Premio Lunezia per il miglior testo.

“Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti è un commovente testo poetico, una lettera di struggente mancanza nei confronti del nonno ormai “partito”. Che ha però lasciato al nipote i propri affettuosi bagagli.

Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Una generazione che non so sentire
Ma in fondo siamo storie con mille dettagli
Fragili e bellissimi tra i nostri sbagli“.

Read Full Post »

Mi manchi, papà.

Tu sai che è vertigine.

Col cielo a farsi pozzo.

Read Full Post »

Foto di Gianni Berengo Gardin – Parigi 1954

L’ amour… Quando, ciò che ruota attorno, è trasparente.

Un semplice e inavvertito fondale scenico.

Read Full Post »

Tavola del fumetto “Persepolis” di Marjane Satrapi

Decine di migliaia di iraniani sono scesi nelle strade di Teheran per celebrare i 40 anni della Repubblica islamica, nata dalla rivoluzione khomeinista col rovesciamento del regime dello scià Reza Pahlavi l’11 febbraio del 1979, dieci giorni dopo il trionfante ritorno dall’esilio dell’ayatollah Ruhollah Khomeini.

Con due racconti sempre presenti e intersecati: da una parte quello epico della partecipazione popolare e del carattere religioso della rivoluzione, dall’altra quello sulla regressione sociale e radicalizzazione dell’Iran.

Quanto tale processo sia stato comunque pervasivo della realtà iraniana, cambiando radicalmente la vita di quel popolo, lo ha disegnato magistralmente l’autrice iraniana Marjane Satrapi col suo fumetto “Persepolis”, poi divenuto film.

Un racconto poetico, non solo su una pagina di Storia ma soprattutto su quanto la pagina di Storia che ci capita cambia le nostre prospettive. Esterne e interne.

Read Full Post »

Older Posts »