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Archive for agosto 2018

Una Lady Gaga irriconoscibile. Naturalmente bella. E incredibilmente talentuosa.

Il suo debutto cinematografico in “A star is born”, presentato al Festival del cinema di Venezia, è una sorpresa, in parte inaspettata. Per la sua bravura. In un ruolo non facile, perché porta con sé dei precedenti illustri, da Judy Garland a Barbra Streisand.

Illuminato Bradley Cooper, regista coprotagonista, il chitarrista/pigmalione Jackson Maine, che ha fortemente voluto Lady Gaga per la parte della cameriera/cantante Ally. Prevedendo la potente capacità mimetica dell’artista. E riuscendo, con abile dote maieutica, a far nascere una stella.

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Metti una sera di tre quarti d’estate. Località di piena Versilia. Tramonto sul mare. Una manciata di storie e scrittori al Belvedere delle Maschere.

Ed ecco il premio letterario Viareggio-Rèpaci che tra i vincitori ha decretato, dal lontano 1929, autori del calibro di Morante, Calvino, Pasolini, Tabucchi, La Capria.

Quest’anno per la narrativa ex aequo tra Fabio Genovesi con “Il mare dove non si tocca” e Giuseppe Lupo con “Gli anni del nostro incanto”.

Ho tifato e tifo per Genovesi, perché il suo personaggio, il piccolo Fabio, tanti nonni e giochi antichi, è quello che siamo stati, se fortunati, per quelle affettuose e mitiche schegge di un’infanzia altra.

Quando a farci crescere non erano gli oggetti, bensí gesti e parole appoggiati in un tempo non affrettato. Sognando e rispettando quel mondo che ci veniva consegnato. Per nuotare infine con fiducia anche ne “Il mare dove non si tocca”.

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Cosa di meglio di un ghiacciolo o un gelato alle temperature tropicali che ci sfiniscono?

In acqua poi è l’ideale. Quindi materassini a tutti i gusti. È dolcemania marina.

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Quando i pescatori tornano con le reti vuote, se non per qualche granchio impigliato tra le maglie, è segno che la valutazione del tratto di mare scelto per la sua pescosità è stata errata.

E se “prendere granchi” fosse diventato lo sport prediletto di questo Paese che ha l’intero Stivale nell’acqua, reale e metaforica?

E chi, con piena responsabilità, deve valutare, situazioni e infrastrutture, indizi e segnali, sta sulla spiaggia, piedi a mollo, a sottovalutare sempre l’ondata di piena. Prendendo appunto granchi.

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Quando il destino, e anche la residua forma che ti è permesso dargli, è tutto nel nome.

Lina Wertmüller, novant’anni appena compiuti e una filmografia cult da regista, ha all’anagrafe un nome che suona così: Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich.

Questa lunga sequela di nomi non ricorda forse la particolare caratteristica dei lunghi titoli delle sue pellicole, in cui la storia è già tutta esposta negli stessi?

Da “Mimì metallurgico ferito nell’onore” a “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“, da “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici” a “Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico“, per citare solo i più noti.

Come se i nomi anagrafici della Wertmüller fossero già, in nuce, il suo primo lunghissimo titolo filmico.

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ANSA/LUCA ZENNARO

Tutti noi, vedendo lo spezzone del Ponte Morandi, quasi una linguaccia, sulle case ci siamo chiesti: “Possibile costruire lì, sotto un ponte, delle abitazioni?”. In realtà queste erano preesistenti al ponte, i cui costruttori non si sono posti limite al futuribile senza senso. Per cui alcuni tetti delle case sono stati intagliati per far posto ai sostegni del viadotto.

Ma c’è di più in tale orrore senza scrupolo. Quelle case furono costruite sul letto del fiume. Come da manuale costruttivo mai scritto. Del resto sono “solo” case popolari, quindi economiche, quindi senza possibilità di lucro. Quindi a chi tocca, tocca. In necessità.

E come in una gigantesca sciarada ci si sente sperduti salmoni con un senso improvvisamente perso delle origini.

ANSA/ LUCA ZENNARO

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Rifletto. Ancora. Sull’impensabile accaduto.

E su quanto noi italiani siamo lentissimi nell’agire e tentacolari nell’afferrare.

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