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Archive for luglio 2018

La vera trovata è il video. Curato in ogni particolare. Con una sceneggiatura originale. Oltre la terminologia cinematografica.

“Faccio quello che voglio” è più di un titolo. È un’idea programmatica, nonché una nuova scommessa vinta, di Fabio Rovazzi.

Che ha confezionato un cortometraggio cult, con l’intervento di personaggi televisivi come Carlo Cracco e cantanti doc quali Albano e Ramazzotti. Citando pellicole di culto per raccontare in modo inedito, con una metacanzone, il mondo della voce.

Dimostrando così che può davvero fare quanto vuole.

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La copertina contiene il senso della storia. Isola tropicale con vulcano protagonista. Passi affrettati di adulto più bambina. Inseguimento a perdifiato. Storia senza fiato.

E su tutto quella nebbia umida, figlia del vulcano e sorella della terra. Che tanto nasconde e confonde. Così che la giustizia appare stremata alla finestra, con un cattivo quasi inafferrabile.

Come sempre Michel Bussi, il più famoso giallista francese, regala al lettore una storia in cui nulla sembra come appare.

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Questa sera, dalle 21.30 e per quasi due ore, eclissi totale di Luna, la più lunga di tutto il ventunesimo secolo. Il nostro satellite apparirà rosso, illuminato dai raggi solari rifratti dalla nostra atmosfera.

Ma non è tutto. Visibile e rosso pure Marte, nonché altri tre pianeti, Venere, Giove e Saturno. Previsto, intorno alle 21, anche il passaggio della Stazione Spaziale internazionale.

Un notturno Luna Park del cielo, nella fiera di se stesso.

Il firmamento illuminato, con orario continuato.

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«La leadership non è anarchia. In una grande azienda chi comanda è solo. La responsabilità condivisa, non esiste. Io mi sento molte volte solo».

Sergio Marchionne, manager (1952–2018)

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Bagno profumato in tazzina.

Bustina di foglie e acquarello.

Il tè in artistica immersione.

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Era Marchionne. Quando un tempo viene definito col tuo nome, è palese, sei Storia.

Per gli ammiratori Sergio Marchionne ha salvato la Fiat, esportando il marchio torinese nel Nuovo Mondo. Epici gli incontri coi potenti della terra. Per i detrattori ha tagliato posti di lavoro e sottratto diritti ai lavoratori. Duri gli scontri coi sindacati della fabbrica.

Conti alla mano, oggi Fca vale dieci volte rispetto alla Fiat di 14 anni fa. Un guadagno in borsa del 1000 per cento. Un manager illuminato per molti. Spregiudicato nei modi, per altri. Comunque un uomo che ha fatto storia.

Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a qualcun altro, la vera nobiltà è essere superiore a chi eravamo ieri” ha detto Marchionne, citando Hemingway, lo scorso 1° giugno a Balocco al Fca Capital Market Day presentando il nuovo piano del gruppo. Aggiungendo: “L’unico approccio che conosciamo è guardare sempre avanti. È l’eredità che possiamo essere orgogliosi di lasciare a chi verrà dopo di noi”.

E sicuramente lui lascia un’eredità di peso.

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Video che porta il sorriso, insieme a Ermal. Si corre a perdifiato, ma le parole costringono alla resa.

Speed date come da manuale, a tratti logoro e ripetitivo. Ma dura un secondo. Poi la coppia giusta è pronta a girare il mondo. E a farlo girare intorno a chi guarda o sente i tre minuti della canzone.

“Dall’alba al tramonto” di Ermal Meta sta già spopolando, sia per il ritmo accattivante che per l’aria sorniona del cantautore. Con versi indovinati. Perché leggeri, seppur seri.

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Il giorno della strage di Via D’Amelio a Palermo, il 19 luglio 1992, è stato raccontato così da Manfredi, figlio di Paolo Borsellino, nel libro “Era d’estate”: “Ricordo che in Tv vi erano le immagini del Tour de France ma mio padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il pranzo, nel corso del quale non si era risparmiato nel “tenere comizio” come suo solito, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio all’immaginazione. Dopo quello che fu tutto fuorché un riposo pomeridiano mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno (restituitoci ancora bagnato dopo l’eccidio) e l’agenda rossa della quale tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato tutti si diresse verso la sua macchina parcheggiata sul piazzale limitrofo le ville insieme a quelle della scorta. Mia madre lo salutò sull’uscio della villa del professore Tricoli, io l’accompagnai portandogli la borsa sino alla macchina, sapevo che aveva l’appuntamento con mia nonna per portarla dal cardiologo per cui non ebbi bisogno di chiedergli nulla. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii”.

E in un universo parallelo il giudice Paolo Borsellino continua a lasciare cicche di sigarette a terra, sorridendo alla sua eroica scorta. Con l’agenda rossa testimonianza presente dei suoi pensieri…

Tutto cancellato invece nell’universo nostro, a quello solo parallelo. In completo sfacelo.

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Cristiano Ronaldo è l’acquisto calcistico più costoso di sempre, 100 milioni di euro, sia per la Juventus che per la Serie A italiana.

Ma CR7 è ormai un brand, che va oltre, molto oltre, il calciatore. Linea di abbigliamento e intimo, catena di ristoranti, icona della Nike. Vittoria, appunto, di cui lui é il tedoforo del terzo millennio. Fenomeno globale, che ammanta di fascino e soldi ciò che lo circonda. Nuovo Re Mida. Che rende oro quanto sfiora. Con un’attenzione maniacale per il fisico. Senza mai dimenticare il fisco.

Grazie al suo trasferimento a Torino, infatti, l’uomo più social del pianeta potrebbe usufruire di una norma fiscale italiana per cui verserebbe nelle casse del nostro fisco una tassa forfettaria, e leggera, di centomila euro. Fine della partita. Già. Così in un sol colpo, e grosso, dribbla anche il suo contenzioso col fisco spagnolo.

Quando si dice “aver la testa nel pallone”…

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Cosa ti è successo, cara Inghilterra?

Eri la Terra della Democrazia per antonomasia. Apertura e accoglienza. Incontro e possibilità.

Si approdava sulle tue coste, non così perfida Albione, per imparare la lingua lavando qualche piatto e servendo ai tavoli.

E ora tu, tanto democratica, chiudi le frontiere agli europei, facendo i distinguo su quali lavoratori saranno da te bene accolti. Ovviamente solo quelli altamente specializzati.

Congratulations! Io non ti riconosco. Per questo mi piaci molto meno. Un autentico peccato.

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