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Archive for 3 aprile 2018

Cinquant’anni fa, il 3 aprile 1968, usciva nelle sale statunitensi il film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio”. Lasciando una potente traccia nel cinema, nella fantascienza e nell’immaginario collettivo.

La pellicola, lunga 139 minuti, ne ha solo 40 di dialogo, perché si tratta essenzialmente di un’esperienza visiva, “che penetra direttamente il subconscio con un contenuto emozionale e filosofico“, come spiegò lo stesso regista.

Una riflessione profonda e predittiva sull’indissolubile legame che l’essere umano ha con lo spazio e con il tempo, in una sorta di viaggio omerico che va dalla genesi dell’uomo fino alla rinascita sotto forma di feto che fluttua sopra la Terra.

Col monolite nero simbolo di quanto è incomprensibile dalla notte dei tempi all’Uomo. Oggi simile allo schermo internettiano tanto deificato.

E la musica di Richard Strauss, Così parlò Zarathustra, a sottolineare metamorfosi e fragilità umane. Evocando una visionaria analogia tra l’Oltreuomo e il Bambino delle Stelle.

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