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Archive for marzo 2018

” ‘Perché Padre mi hai abbandonato?’.

È il suo ultimo Grido umano.

È di uomo infatti l’estremo pensiero del Figlio dell’uomo sulla terra.”

Da “La Passione – Via Crucis al Colosseo” di Mario Luzi

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La notizia spiazza. Come quando sai di qualcuno di casa, interposta, che se ne va. Proprio per la funzione di oggetto familiare che assume a volte la TV.

E Fabrizio Frizzi è stato una persona di televisione più che personaggio televisivo. Senza diaframmi divistici, solo educazione e sorriso. E una professionalità ferrea, mascherata da leggerezza. Anche negli ultimi tempi.

Questa la sua autentica Eredità.

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Murale di TVboy – Roma, Via del Collegio Capranica – 2018

Tradimenti inaspettati nella serata di ieri. Strappi in parte ricuciti nella notte. Abbracci pacificatori questa mattina. Con due neonati Presidenti: Maria Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia al Senato e Roberto Fico di M5s alla Camera.

E uno Street Kiss disegnato su un muro di Roma a suggellare forse futuri e inediti scenari.

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“Margherite affacciate sul mondo” – Photo by Ester Maero

La nascita porta inscritto in sé, quasi per definizione, l’evento miracoloso.

Ma la rinascita? Il ciclo vitale che ricomincia? Atto di pura fede che si compie davanti all’occhio umano.

Ecco perché la primavera è, per definizione piena, la vita che si rinnova.

Gemme, fiori, foglie novelle. E su tutto un verde tenero, bambino. Che compie i primi passi. Incerti ma fondamentali.

Ps: questo blog compie oggi sette anni. L’età delle prime corse riflessive…

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E in fondo sentire che niente finisce mai
È un tempo infinito il presente
Non passerà“.

Il testo è potente, l’interprete di classe, ma la sorpresa è il video. Disegni dai tratti acquarellati, sfumati, leggeri.

Un’educazione sentimentale al cubo.

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Roma – Via Fani, 16 marzo 1978 – ore 9.02

Un commando Delle Brigate Rosse rapisce il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e uccide i cinque uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi.

Cominciano i 55 giorni più lunghi della storia della Repubblica. Giorni di misteri, sotterfugi, collusioni, depistaggi. Conclusi nel modo più tragico e spietato: l’esecuzione dell’onorevole Aldo Moro.

Ricordare quella figura di politico onesto e visionario e perbene seduto sereno su una panchina ci permette di pensare, almeno per un momento, a quanto sarebbe potuto essere. Per lui, per i suoi cinque agenti di scorta, e per tutti noi.

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Stephen Hawking having a barbecue with his then wife Jane Wilde and his kids Robert and Lucy – 1977

Curioso che il fisico Stephen William Hawking se ne sia andato proprio nel giorno del “pi greco”.

Forse una strategia di quel cosmo a cui ha dedicato la sua esistenza di fisico. Permettendo alla scienza passi da gigante. Quelli a lui impediti. Ma solo al suo fisico, che però per lui era, curiosamente, il suo lavoro.

Eppure Hawking è stato anche un uomo. Dotato di uno sguardo felice sul mondo, nonostante. E di un’energia così potente da pensarla in arrivo da quel Tutto che Hawking indagava, sondava e amava.

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MC Escher, “Illusion chess board”

Il nuovo Parlamento sta assumendo, prima ancora del suo insediamento, la forma di una grande scacchiera.

In cui la Mossa privilegiata, almeno fino a ieri, sembrava essere quella dell’Arrocco. Muovere due pezzi in un colpo solo. Comunque dopo la mossa dell’avversario. E in attesa del Dominus fuori scacchiera.

Ora invece la mossa privilegiata pare essere la Mossa del Cavallo. Ovvero quella laterale, inaspettata, a scavalco. Che però va anticipata rispetto all’avversario.

E noi elettori, extra tavolo, mentre osserviamo un po’ scettici le Grandi Manovre, pensiamo ai paradossi di Escher. Per cui nulla è come sembra.

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Mentre i nostri politici sono in pausa di riflessione, quindi flessi su se stessi a pensare chissà quali pensieri, noi proviamo a ricordare cosa sia oggi il nostro Paese.

Facendolo però con lo sguardo di un ragazzo tunisino ma, sorpresa, italiano. E col suo modo di musicare. Un rap 2.0, versi affettuosi all’Italia da un italiano.

Materia su cui riflettere per chi della polis, prima o poi, dovrà occuparsi.

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Alessandra De Cristoforo “Grow up”

E se un giorno l’8 marzo fosse un giorno come gli altri?

Un giorno in cui le bambine di oggi possano essere le donne di domani, rispettate dal mondo ogni giorno, con le stesse possibilità di realizzazione date ai loro compagni maschietti. Senza acredine, fatica, violenza.

E con un girotondo di fiori, in cui la mimosa non sia più simbolo di rivendicazione o dono tardivo, ma infiorescenza affettuosa che la natura dona all’umanità tutta, oltre i generi. Come bonheur di primavera.

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