Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for luglio 2017

spigola

La spigola, quell’ombra grigia profilata nell’azzurro, avanza verso di lui e pare immobile, sospesa, come un aereo quando lo vedi sbucare ancora silenzioso nel cerchio tranquillo del mattino. L’occhio fisso, di celluloide, il rilievo delle squame, la testa corrucciata di una maschera cinese – è vicina, vicinissima, a tiro. La Grande Occasione- L’aletta dell’arpione fa da mirino sulla linea smagliante del fucile, lo sguardo segue un punto tra le branchie e le spine dorsali. Sta per tirare – sarà più di dieci chili, attento, non si può sbagliare! – e la Cosa Temuta si ripete: una pigrizia maledetta che costringe il corpo a disobbedire, la vita che nel momento decisivo ti abbandona. Luccica lì, sul fondo di sabbia, la freccia inutile. La spigola passa lenta, come se lui non ci fosse, quasi potrebbe toccarla, e scompare in una zona d’ombra, nel buio degli scogli. Adesso sta inseguendo la Grande Occasione Mancata. Per lunghi oscuri corridoi sottomarini, ombre come alghe viola, e gelo in tutto il corpo. Man mano che si abitua a quel morto chiarore distingue le poltrone del salotto, il lungo tavolo di legno scuro, il paralume verde, il divano, la macchia di caffè sul cuscino giallo. La spigola deve essere scomparsa in qualche angolo buio, dietro quel cassettone o nella stanza di là, sotto il letto dove lui ora sta dormendo. Ma non importa più, ormai ci siamo, eccola La Scena. Si presenta sempre identica: lo sguardo di Carla che splende come un mattino tutto luce in fondo al mare, e lei così vicina – anche il battito del cuore! – vicina, con l’occhio marino aspettando. E poi offesa? stupita? incredula? prontamente disinvolta comunque, eccola di nuovo seduta sul letto pettinandosi, per sempre lontanissima, che tenta di superare l’imbarazzo. Lui la guarda mentre lei si pettina i capelli raccolti sulla nuca, bionda coda di cavallo oscillante – luminosi come sulla spiaggia nella note di Capodanno! – lui senza vita e un sorriso umiliato che copre il desiderio di morire. E i ragazzi, t’immagini le facce? le risate? le chiacchiere, se sapessero. Lui, solo, con La Grande Occasione Mancata, e tutti i loro occhi aperti sulla Scena.

Incipit “Ferito a morte” di Raffaele La Capria.

Read Full Post »

Federico Seneca, “Fano – stazione balneare” (1924)

Antica stazione balneare.

Tempo liquido di mare.

Grazia celata nel nuotare.

Read Full Post »

Ho da poco seguito un corso di aggiornamento dell’Ordine giornalisti riguardante le “fake news”.

E ho imparato che le stesse sono aumentate da quando Donald Trump è diventato Presidente (una vera notizia!), che ci sono sempre state seppur con altri nomi (leggi “bufale”), che la Rete è il luogo privilegiato della loro gestazione (sempre più breve), che il controllo delle fonti continua ad essere il primo antidoto (davvero?).

Ma soprattutto ho riflettuto su come tutto, sempre, può avere un altro significato cambiando punto di vista. “I viaggi di Gulliver” restano in tal senso un buon vademecum.

Mi è così tornato in mente un video-chicca alquanto ironico del cantautore Brunori Sas, “Mambo reazionario”. Ogni notizia può essere trasformata in un’altra, giocando con allegria. Senza i danni collaterali delle fake news.

Read Full Post »

Stralcio di conversazione captata al volo per strada tra due uomini adulti: “Quell’assuefazione che è l’archetipo della passione che li divora.”

Significato? I don’t know. Però provate a ripeterlo. È musicale, quasi un mantra. Perché si tratta di due inconsapevoli endecasillabi.

Read Full Post »

Ricordo come allora l’atmosfera di quel giorno. Atmosfera strana, lenta, irreale. Quasi di attesa. Con una luce fredda, lunare. Come se qualcosa di alieno stesse per visitare la nostra quotidianità.

E in quell’afoso pomeriggio di luglio qualcosa di impensabile avvenne. Dopo 57 giorni dalla strage di Capaci si perpetrava un’altra strage, in Via D’Amelio a Palermo. Dopo il giudice Falcone e la sua scorta la mafia uccideva il giudice Borsellino e i suoi uomini. E donne. Morì infatti anche Emanuela Loi, prima donna poliziotto ad essere uccisa in servizio.

In due mesi il nostro Paese perdeva due dei suoi patrimoni migliori, in termini umani e professionali. Fu fatto tutto il possibile per evitare quegli efferati eccidi? Perché i due magistrati furono lasciati soli? E perché Paolo Borsellino dopo l’omicidio del suo amico-collega Giovanni Falcone continuava a ripetere “Adesso tocca a me”? Cosa sapeva che era bene non si sapesse? E perché la sua famosa “agenda rossa” sparì? E perché tanti depistaggi? E perché la verità sembra sempre altrove e di là da venire? Anche dopo 25 anni?

Read Full Post »

Avrebbe oggi compiuto 100 anni la Nanda, come veniva affettuosamente chiamata dai suoi amici la scrittrice Fernanda Pivano.

Con le sue memorabili traduzioni ha portato la scrittura americana in Italia, da Hemingway a Whitman, fino alla Beat Generation con Kerouac. E la “sua” Spoon River fu spunto creativo per Fabrizio De André alla composizione dell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.

Uno sguardo oltreoceano, quello di Nanda. Rivolto sempre ai giovani. Con intuizioni anche predittive. Come quando, già vent’anni fa, disse: “I giovani di oggi hanno bisogno di un blue print, che qualcuno dica loro cosa fare, perché oggi le situazioni politiche sono così drammatiche, le situazioni sociali sono così perverse che non sanno che cosa pensare, che cosa fare.”

Read Full Post »

Il calciatore continua ad essere mestiere ambitissimo da bambini e adolescenti. E invidiatissimo dagli stessi diventati maschi adulti.

Il motivo sembra il solito. La quantità spropositata di denaro guadagnato, e ciò che ne consegue in termini di onore e gloria. Da lì ad assurgere a modello da imitare il passo è breve.

Due esempi. Donnarumma, portiere del Milan confermato a suon di soldoni, e Bonucci, ex difensore juventino entrato nelle fila rossonere con una cifra a diversi zeri.

Il primo, stanco per la stagione di lavoro (neanche fosse un minatore del Sulcis) e stremato dal tira e molla sul suo contratto, decide di non presentarsi agli Esami di Stato, sostenuto in questo dal padre che gli consiglia invece di correre ad Ibiza per sciogliere lo stress accumulato.

Il secondo, sette anni nella Juventus, dimentica in tre giorni la fede bianconera perché, come dicevano i latini, pecunia non olet, il denaro non puzza. Insulti da parte degli ex tifosi, accoglienza trionfale da parte di quelli nuovi. Come se i cambi di casacca, anche politica, non avessero insegnato nulla.

La morale quale è? Che a tutto si può dare un calcio, dal pallone ai valori. Ma al denaro proprio no.

Read Full Post »

Older Posts »