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Archive for gennaio 2017

Non si tratta più di slogan.

Non si tratta più di post-verità.

Non si tratta più di possibilità.

Il Presidente Donald Trump sta facendo Trump. Per davvero. Quanto aveva annunciato in campagna elettorale sta accadendo. Stop Obama-care. Go on al muro anti-latinos. Stop libero commercio. Go on al protezionismo. Stop immigration. Go on America first.

Sembrava impossibile. E’.

Può stupire che un politico stia facendo quanto aveva promesso. Perché accade raramente.

Ma stupisce di più non avere ancora compreso che il tycoon repubblicano è stato votato da chi voleva quanto Trump da Presidente sta attuando.

E’ questo l’aspetto più inquietante: una buona parte di popolo americano vuole ciò.

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Heronymus Bosch - "La nave dei folli" (1494)

Heronymus Bosch – “La nave dei folli” (1494)

Un territorio sempre più sofferente il nostro. Che necessita di cure. A questo punto urgenti. Usando finalmente bene i soldi di tutti.

Eppure fino a poco tempo fa era tornata in auge l’idea folle del Ponte sullo Stretto.

E allora ci si chiede, mi chiedo, chi in veste pubblica e ad alta voce possa comunicare, di fronte ad un semplice esame di realtà, una tale sciocchezza. E la risposta, l’unica, che mi riesco a dare, è che solo i folli possono osare tanto.

E ripenso ai “folli”, appunto, del Medioevo, ascoltati solo per gioco da un pugno di spettatori nella piazza del paese.

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“Meditate che questo è stato.”

Primo Levi, da “Se questo è un uomo”

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Beffarda coincidenza che proprio nella settimana della Memoria quelle categorie usate da Primo Levi per dire della linea sottile tra vita e morte, “i sommersi e i salvati”, si affaccino alla mente per le vittime e i sopravvissuti della slavina sull’Hotel Rigopiano in Abruzzo.

È in tali occasioni che si fa più evidente, con prepotenza, che quella linea sta lì sempre, per tutti.

Linea che però noi umani, per colpa o noncuranza, spesso alziamo. E non poco.

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Il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald John Trump, si è insediato alla Casa Bianca.

O “insidiato”, dicono i suoi detrattori. Ma se la sua presidenza sia un’insidia o meno saranno i fatti a dirlo.

Per ora un discorso dai toni forti, in cui si staglia in modo netto il nuovo orizzonte del Paese a stelle e strisce: “Compri americano, Assumi americano”, ovvero protezionismo innanzitutto.

Con poco spazio per l’idea romantica, e ancora resistente, di un luogo oltreoceano aperto a tutti. Persone e sogni.

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Perché la Natura chiede periodicamente un alto tributo umano?

Deve essere davvero fuori misura l’oltraggio che noi commettiamo.

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E così “Post-verità” è la parola dell’anno 2016 per l’Oxford English Dictionary, che la definisce come «relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti, nel formare l’opinione pubblica, del ricorso alle emozioni e alle credenze personali». Come dire, “se lo raccontano, allora è vero”. Apparenza versus sostanza.

Così una notizia falsa, ma data per autentica, influenzerebbe una parte dell’opinione pubblica, quella che non cerca la verità rapportandosi col mondo reale, ma col proprio sentire emotivo. Come se diventasse reale ciò che ci piace dire e sentire, senza più spazio per il confronto tra le opinioni. E con i social-media la diffusione della falsa notizia aumenta in modo esponenziale, così che la post-verità, ossessivamente ripetuta, tende a diventare un monologo.

In una società caratterizzata da flussi ininterrotti di informazioni, anche contraddittori, paradossalmente diminuisce la possibilità di giungere ad una chiara visione dei fatti, servendosi solo di argomenti razionali. Cresce invece l’interesse per chi inventa e racconta storie, quindi la post-verità sembra essere diventata la chiave per la conquista e per l’esercizio del potere, economico e politico. Non è un caso infatti che il termine si sia diffuso nel 2016 durante le campagne per il referendum britannico sulla Brexit e per le elezioni presidenziali americane.

Torna utile l’indicazione data da George Orwell ne “La fattoria degli animali”: “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.”

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Quarto disco di platino per l’album “Le migliori” di Mina e Celentano.

Successo inarrestabile per la leggendaria coppia con oltre duecentomila copie vendute.

Ancora una volta tra i due è feeling sonoro. Con voglia di sperimentare e giocare insieme, “semplicemente così“, come cantano nel singolo “Amami amami”.

Ironia e colore già dalla copertina del disco in cui, tra creatività e vintage, posano come solo “Le migliori”.

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Tutto è relativo. Quindi anche l’ora esatta si arrende alla liquidità dei tempi.

Non è infatti più possibile assicurare la precisione delle lancette radio-televisive. E così quei sei secondi sonori che scandivano l’arrivo dell’ora “perfetta”, a cui si controllavano gli orologi, taceranno.

Con il nastro del tempo interiore che potrà arrotolarsi qualche voluta in più. O in meno.

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Difficile fare a meno delle stelle. Perché sono luce. Perché sono orientamento.

Forse è per questo che David Bowie, “l’uomo delle stelle”, lo pensiamo presente seppur assente.

Perché le sue coordinate persistono. Nelle sue magiche sonorità e nelle sue visioni predittive.

Ps: purtroppo un altro “oriente” si è spento, Zygmunt Bauman, il teorico della “società liquida”, ovvero della specificità dell’attuale tempo storico, carente di certezze e necessitato di continui compromessi.

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