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Archive for novembre 2014

roy

Quando pensiamo a Roy Lichtenstein si affacciano immediatamente alle finestre della nostra mente i suoi quadri-fumetto, resi famosi dalla tecnica a “punti Ben Day”. Ma il suo lavoro come veniva elaborato? E il suo percorso artistico come si è evoluto nel tempo?

Alcune risposte sono possibili attraverso la visione dei suoi disegni esposti alla GAM di Torino, mostra che testimonia in modo esauriente la genesi dei capolavori di uno dei maestri della Pop Art. Sottolineandone così il lucido rigore intellettuale e la straordinaria capacità creativa.

E’ la stessa moglie dell’artista, Dorothy Lichtenstein, a ricordare l’importanza che aveva il disegno per Roy: Il disegno è stato primario in tutto il suo lavoro. Per ogni opera, dipinto, stampa, poster o scultura che fosse, Roy partiva sempre da un disegno. […] Con le sue immagini Roy ha riempito taccuini, quaderni di carta fiorentina finemente rilegati, blocchi per appunti e pezzi di carta, modificandole continuamente finché non ne era soddisfatto. Solo allora poteva passare al dipinto o alla scultura. Quei piccoli disegni erano la base del suo lavoro, il punto di partenza del processo, tanto che spesso li riportava sulla tela. Credo che quelle prime “concettualizzazioni” incarnino l’integrità dell’arte di Roy.

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ladylike

Cara Alessandra Moretti,

rivendichi il diritto, per le donne che sono in politica a sinistra, di “essere belle, brave, intelligenti ed eleganti“, criticando lo stile Rosy Bindi, perché “mortificava la bellezza“. E dopo aver discettato sulle tue visite dall’estetista (ma ti resterà un po’ di tempo per frequentare l’europarlamento di cui sei deputata?), concludi la tua intervista al CorriereTv definendoti con orgoglio “Ladylike“.

L’autentica Ladylike, onorevole Moretti, è però una “signora”. Ovvero colei che mai tratterebbe pubblicamente dei temi su cui ti sei intrattenuta tu. Dimenticando forse che, in qualità di candidata alle primarie per la corsa alla presidenza della regione Veneto, agli elettori veneti interessa sapere di più intorno alla manutenzione della Regione che non alla manutenzione tua.

A sinistra rischi di seminare imbarazzo (in aggiunta al panico ormai crescente intorno ad argomenti sensibili, leggi lavoro martoriato ed evasione mai citata). Infatti il filosofo Massimo Cacciari, a cui mi associo, ha dichiarato: “Io dovrò votarla in Veneto se sarà candidata del Pd. Ho sempre votato a sinistra. Cosa volete che io voti? Zaia? Ma ciò non toglie che sono un po’ imbarazzato dalle parole della Moretti. Questo insistere sulla cura del corpo e il modo in cui si dicono queste cose sono berlusconismo puro. Dietro tutto questo c’è una cultura che non è cultura. La politica ormai è allo sbraco. In questi 20 anni sciagurati si è perso il gusto per ciò che è bello veramente, c’è stato un crollo estetico, etico-culturale e la Moretti è un sintomo non la causa”.

Concludo Alessandra, felice di posticipare (ma forse non per tanto?) mie eventuali scelte elettorali. Anche perché in taluni casi il suggerimento montanelliano di turarsi il naso non serve neppure più. Soprattutto se intorno a noi si aggira una Ladylike che, per sentirsi più “bella, brava, intelligente ed elegante”, ha chiesto all’estetista di rovesciarle addosso un intero flacone di parfum. Ladylike, of course.

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bambola rotta

Neanche una bambola va maltrattata.

Figuriamoci una donna.

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Samantha_Cristoforetti_spacesuit_portrait

Jules Verne sembrava sognare quando raccontava di un mondo “fuori”. Eppure ogni volta un po’ di più, i sogni dei “figli delle stelle” si fanno realtà.

Oggi è la prima volta spaziale di una donna italiana, Samantha Cristoforetti, che con la missione “Futura” porta un po’ tutte noi, italiane normali, al di là dei confini terrestri. Facendoci sognare, immaginare, e poi concretizzare un mondo in cui siano le persone, uomini e donne, pur nella loro specificità, ad azzardare insieme passi nuovi intorno al mondo e alla sua conoscenza.

Quindi vai, Samantha, anche un po’ per tutte noi. Noi, che spesso vorremmo ma quasi sempre non osiamo. Che qualche volta oseremmo ma solitamente non possiamo. La tua capacità e volontà e straordinarietà, Samantha, portale “fuori”, anche un po’ per tutte noi.

E da lassù, con occhi da “extraterrestre”, guarda a quella sfera bella che è la Terra con passione e affetto, come già fai da qui. E come faremmo tutte noi.

Buon viaggio, Samantha.

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cassazione

Notizia: La Cassazione ha annullato senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la sentenza di condanna Eternit. Il procuratore generale Francesco Iacoviello, che ha avallato la richiesta di prescrizione, ha dichiarato: “Un giudice tra diritto e giustizia deve scegliere il diritto”.

Commento: Ma allora chi è “Stato”?

Ps: e fino a quando si abuserà della nostra pazienza di cittadini?

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Murale di Agostino Iacurci - Roma

Murale di Agostino Iacurci – Roma

Se vuoi pubblicizzare bene un mondo di pesci, fai vedere che ci nuoti.

Questo sembra il pensiero-pubblicità di questa pescheria.

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stivale italia

Gli italiani di buona volontà indossano sempre più gli stivali.

Per spalare il fango tracimante da un terreno che ormai urla nient’altro se non vendetta dopo decenni in cui ha sentito estirpare dalla propria “pelle” quegli alberi le cui radici lo drenano e lo trattengono.

Dei fiumi, poi, che esondano non tanto per la nuova quantità d’acqua che scende dal cielo (pensavamo che l’effetto serra fosse semplicemente un curioso e nuovo modo di dire…) quanto per avere gli alvei occupati da tutto eccetto che da se stessi, si è già detto alquanto.

Che sia solo un caso che la forma del nostro Paese sia uno Stivale?

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Da qualche giorno i mezzi di comunicazione si stanno occupando di uno spot natalizio britannico, uno short movie di notevole effetto cinematografico, complici le conosciute note “Stille Nacht” e il paesaggio innevato di una fredda trincea della Grande Guerra. Ed è proprio la musica a “corrispondere” tra loro due soldati, uno tedesco e uno inglese, che a mani alzate tra il filo spinato, avvicinandosi uno alla linea nemica dell’altro, segnano la tregua per il breve armistizio del Natale: condivisione del rancio, partita di pallone, scambio di foto. E di giubbe. Così che il soldato tedesco scopre la tavoletta di cioccolato che al soldato inglese era stata inviata da casa dalla sua fidanzata. Una scritta appare, “Christmas is for sharing”, Natale quale festa della condivisione, seguita dal marchio dei magazzini londinesi Sainsbury. Che per l’occasione venderanno ad una sterlina una cioccolata uguale a quella del film, in confezione identica a quella originale del 1914, i cui proventi saranno devoluti alla British Legion, l’associazione dei veterani di guerra.

Mossa pubblicitaria? Certo, ma di forte impatto artistico/comunicazionale visto che nelle prime dodici ore di uscita del video le visualizzazioni sono state venticinquemila. Non di minor conto il fatto che lo spot ricrei lo scenario del Natale 1914, ricordando così a tutti noi quale ecatombe umana sia stata quel conflitto mondiale che era solo agli inizi.

Forse per questo motivo vedendo quei soldati ci si commuove, dimenticando la pubblicità. Vedi quei soldati che tornano per un giorno a fare i ragazzi, quali erano. Sapendo noi, del secolo successivo, che non avrebbero avuto poi altro tempo per fare i ragazzi.

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de_sica

Quarant’anni fa, il 13 novembre 1974, ci lasciava Vittorio De Sica, una delle colonne portanti del cinema, e non solo italiano. Perché Vittorio De Sica è stato attore e regista di razza, ma anche pioniere della cinematografia.

È infatti considerato uno dei padri del Neorealismo, e i film-capolavoro Sciuscià e Ladri di biciclette lo raccontano, attraverso l’affresco di un’epoca e un modo nuovo di usare la macchina da presa.

E la cosiddetta “Commedia all’italiana” deve a lui i primi passi, quelli che trasformarono la commedia tradizionale in amara satira di costume, facendo riflettere sull’evoluzione della società italiana. Il film Ieri, oggi, domani resta in tal senso una pietra miliare di tal genere, complici anche le superbe interpretazioni di Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

La sua cinematografia è talmente ampia e di livello altissimo che è davvero arduo scegliere, da Miracolo a Milano a Umberto D., da L’oro di Napoli a La ciociara, da Matrimonio all’italiana a Il giardino dei Finzi-Contini.

Creatività allo stato puro quella che portò Vittorio De Sica a tali esiti artistici. E condensata in una battuta di Pane, amore e fantasia, il film di Luigi Comencini in cui De Sica, recitando la parte del Maresciallo Antonio Carotenuto, chiede ad un contadino che sta mangiando pane cosa ci sia dentro. Con la risposta fulminante del contadino, “Fantasia, marescià!!“.

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san martino

Il colore a sorpresa emana calore.

Il filo è sottile ma preziosissimo.

Il risultato è superbo. Seppur effimero.

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