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Archive for ottobre 2013

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Il 31 ottobre 1993 ci lasciava uno dei più geniali registi di sempre, Federico Fellini.

Insieme al ventennale della morte del Maestro, ricorrono anche i trent’anni di “E la nave va”, i quaranta di “Amarcord” e il mezzo secolo di “8 e ½”, forse il film italiano più famoso nel mondo (due premi Oscar e sette nastri d’argento).

Ha inventato personaggi memorabili, dallo “Sceicco bianco” – Alberto Sordi dell’omonimo film alla circense Gelsomina – Giulietta Masina de “La strada”,  e scene culto come quella di Sordi che fa il gesto dell’ombrello ai lavoratori ne “I vitelloni” o quella dell’immersione di una statuaria Anita Ekberg nella fontana di Trevi davanti allo sguardo incantato di un sublime Mastroianni.  E la nebbia che avvolge il borgo del suo “Amarcord” ti conduce in un mondo altro, lontano, visionario, ma dentro le radici di noi tutti. Del resto amava ricordare che “Il visionario è l’unico realista“, definendosi “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo“. Con ricchezza di satira, sottile malinconia e uno stile sempre onirico.

“Che strano chiamarsi Federico!” è l’ultimo film di Ettore Scola, omaggio all’amico di una vita e alla storia italiana attraversata insieme. Con la rara capacità, di entrambi, di scardinare la realtà. Reinventandola.

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cenerentola

In questi giorni ovunque ti volti vedi zucche. Risotti, fantasmi, dolcetti, scherzetti. E allora decido di tornare alla mia prima zucca, che è quella resa carrozza da una fata per Cenerentola. Rendendo possibile un sogno.

« “Sono la fata tua madrina e mi chiamo Smemorina. Non abbiamo molto tempo a disposizione. Penso che per prima cosa tu abbia bisogno di una zucca.” Cenerentola non capì il motivo, ma obbedì e raccolse una grossa zucca.  La fata agitò la sua bacchetta magica verso di essa, e cantò: “Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu….“. La zucca si alzò lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo diventò una stupenda carrozza. »

Una festa per Cenerentola. Un’autentica Halloween ante litteram.

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Tace la chitarra del leader dei Velvet Underground, Lou Reed, leggenda del rock, colui che ha cantato, con voce cavernosa e quasi inespressiva, il lato oscuro dell’umanità, “camminando sul lato selvaggio” di ciascuno, come ha raccontato in “Walking on the wild side”.

Di questo poeta un’altra poetessa, Fernanda Pivano, disse: “Lui con la sua musica ha cambiato il mondo, non so se mi spiego.

Si spiegava eccome la Fernanda. Cantando i bassifondi dell’anima Lou Reed cambiò realmente il panorama musicale. Perché poetava con crudo realismo l’indicibile. Ma senza perdere di vista la possibilità di un “Perfect Day”.

 

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Ecco il frutto vendemmiato.

Adesso è liquido rubino che racconta il suo viaggio.

Fatto di sole, pioggia, terra.

E fatica, che si è rivelata preziosa.

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Tempi antichi.

In cui bastava poco per essere contenti.

Click della manovella del dispenser, e… discesa della felicità.

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Di fronte al suo charme rimani incantato, e ti rendi conto che a volte l’anagrafe è un puro accidente umano.

Catherine Deneuve compie oggi, 22 ottobre, 70 anni restando nell’immaginario di tutti quella “Bella di giorno” che il regista Luis Buñuel diresse con maestria, consacrandola alla decima musa.

La “Marianne” de la Republique ha lavorato con registi del calibro di Manoel de Oliveira, Lars von Trier, Francois Truffaut, Marco Ferreri, Dino Risi, diventando anche musa dello stilista Yves Saint-Laurent e ambasciatrice dell’Unesco. I suoi amori, Marcello Mastroianni e Roger Vadim, l’hanno legata ancora di più al cinema, che continua ad occuparla, un film dopo l’altro, perché per lei “il cinema è un’occasione di libertà“. Del resto afferma: “ Il mio motore è il desiderio. Alla vigilia dei miei 70 anni mi sento audace come quando ne avevo 20.

E allora Buon Compleanno a Catherine e al suo fascino senza tempo.

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I pomi dell’autunno

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Profumate, invitanti, succose, le mele sono gli autentici pomi d’autunno.

Un unico peccato? Che siano il frutto del peccato…

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A volte vorrei essere una cow-girl.

Per affrontare il mondo con atteggiamento sfrontato. A tratti esagerato.

Per ribadire il concetto. Senza sentirmi in difetto.

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16 ottobre 1943

Ancora volti attoniti, come quelli di Lampedusa, come quelli delle tragedie di sempre.

Settanta anni fa quell’osceno sabato romano, vergogna di noi tutti, anche se non c’eravamo. Perché certe colpe dei padri ricadono eccome sui figli. E l’indifferenza in mezzo a cui i nazisti rastrellarono quel sabato più di mille persone appartenenti alla comunità ebraica per deportarle ad Auschwitz andrà prima o poi spiegata. O almeno indagata, compresa. Perché è l’indifferenza di sempre, è il “non mi riguarda”, è il tenere le mani in tasca pensando che così omicidio non sia.

E’ il silenzio, colpevole a tutti i livelli, in cui pensiamo di far tacere gli accadimenti “sgradevoli”. Come se quegli sguardi, da Roma 1943 a Lampedusa 2013, non appartenessero al nostro genere.

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calvino

Il 15 ottobre 1923 nasceva Italo Calvino, lo scrittore italiano più conosciuto al mondo dopo Dante.

I suoi personaggi surreali, da Marcovaldo a Palomar, sono stati miei compagni di gioco impegnato, ma è il suo concetto di “leggerezza” a farmi da bussola di scrittura, quella leggerezza a cui lo scrittore del “Barone rampante” ha dedicato una delle sue “Lezioni Americane”: “Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire. Dopo quarant’anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l’ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio.

Cuba, che gli ha dato i natali, ha dichiarato l’anno 2013 “Anno di Italo Calvino a Cuba”, in occasione della sua “Fiesta del 90º compleanno”.

Ps: mi onoro di condividere con l’inventore delle “Fiabe italiane” il genetliaco nelle idi di ottobre…

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