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Archive for Maggio 2013

cile

Quest’anno il Paese ospite del Salone del Libro è il Cile. E subito si affaccia alla mente quel mondo alla fine del mondo, la Patagonia dei taccuini di Bruce Chatwin, il Paese sognato e controverso del Presidente Salvador Allende, la tragedia dei desaparecidos  sotto il regime del generale Pinochet, le alte vette della letteratura toccate dal premio Nobel Pablo Neruda di cui ricorre il quarantennale della morte.

Oggi, sabato 18 maggio, è la giornata clou che il Salone dedica al grande poeta cileno con un reading che vede tra gli altri lo scrittore Luis Sepúlveda che con Neruda condivide, oltre alle origini, l’esser stato attivista contro il regime di Pinochet. Seguiranno altri ricordi e letture su un altro grande scrittore cileno, Roberto Bolaño, di cui ricorrono i dieci anni dalla scomparsa.

Consigli di lettura per respirare aria cilena: Ingredienti per una vita di formidabili passioni di Sepúlveda per entrare in quello che è stato il difficile passato cileno ma anche l’emozionante mondo dei ricordi personali tra calcio e libri, Ode al mare e altre odi elementari di Neruda per sentire il profumo dei fiori di cactus della costa del grande oceano di Isla Nigra, 2666 di Bolaño per seguire quel labirinto di luoghi, sogni, incontri che hanno fatto di lui uno scrittore di culto, definito erede di Borges. Infine suggerisco di spostarvi in cucina tra pere ubriache e zuppa scacciapensieri col libro Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci di Isabel Allende.

Buena lectura.

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SALONE-2013

Silenzio, si legge. Parlano le idee.

Ps: una chicca per chi ama perdersi tra i libri del Salone è l’ultimo libro di Margherita Oggero, “Perduti tra le pagine”. Una favola moderna con tre bimbi che si “perdono” tra gli stand del Salone trovando l’amicizia, e con gli adulti che finalmente fermano la “giostra” quotidiana su cui vorticosamente girano.

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PICASSO

Robert Capa è stato etichettato come fotografo di guerra, ma le sue qualità  di ritrattista hanno catturato anche le gioie della pace, come lo si può notare da questa foto del 1948 in cui Pablo Picasso e Françoise Gilot sembrano uscire felici dalle acque di Golf-Juan.

Una retrospettiva per il centenario dalla nascita ce lo racconta in questi due aspetti a Palazzo Reale di Torino fino a metà luglio. E ritroviamo immagini di quei suoi reportage per cui divenne famoso, dallo sbarco in Normandia alla liberazione di Parigi, dalla guerra civile spagnola a quella d’Indocina dove trovò la morte su una mina antiuomo a soli quarant’anni. Del resto lui vedeva il mezzo fotografico come arma di denuncia e testimonianza, spingendosi a scattare a pochi metri dai campi di battaglia, ma volendo raccontare gli eventi bellici soprattutto attraverso gli sguardi della popolazione civile, con cui sentiva profonda empatia essendo stato lui stesso un rifugiato politico.

E poi ci sono quei ritratti di personaggi famosi, spesso suoi amici, da Picasso a Hemingway, da Matisse a Ingrid Bergman, ritratti che riescono a cogliere l’anima di quelle persone. Perché, come ebbe a dire John Steinbeck ricordandolo, “Capa sapeva che cosa cercare e che cosa farne dopo averlo trovato“. Fotografando emozioni.

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fragole-con-panna

Fragole e panna, ovvero gola, goduria, piacere.

Condotti all’infinito.

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bimbo willy_ronis

Possibile che una semplice baguette dia la felicità?

La risposta sta in quella corsa trafelata, sguardo di gioia e carico extralange, del bimbo della foto.

Una di quelle famose immagini prese dal vivo del fotografo francese Willy Ronis.

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Ritrovamento-del-corpo-di-aldo-moro

La foto della Renault 4 col portellone aperto del bagagliaio a mostrare il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro resta nella storia d’Italia come una delle pagine più drammatiche e oscure della nostra Repubblica.

In modo tanto sanguinoso si concluse il 9 maggio 1978 il cosiddetto “affaire Moro”, iniziato la mattina del 16 marzo col sequestro a Roma dell’onorevole e l’uccisione dei cinque agenti di scorta da parte di un nucleo armato delle Brigate Rosse.

Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto “Tribunale del Popolo” istituito dalle Brigate Rosse e dopo aver chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Aldo Moro fu ucciso.

Un film che ha reso bene il punto di vista dei prigionieri, compreso lo scrupolo di coscienza di alcuni di loro, e il dramma umano vissuto da Moro, magistralmente interpretato da Roberto Herlitzka, è Buongiorno, notte, di Marco Bellocchio. Con un titolo che già sottolinea la fatica di far convivere gli opposti.

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Enzo-Jannacci-Franco-Califano

Nel volgere di poco si sono spente cinque voci che hanno fatto bella la nostra Italia, rendendoci orgogliosi di far parte di una tale terra.

Due di queste, Enzo Jannacci e Franco Califano, tra le più alte del cantautorato italiano. Testi come “Sfiorisci bel fiore” o “Minuetto” dovrebbero ormai entrare di diritto nei libri di testo scolastici. Che dire del resto delle “poesie” di  grandi come Faber o Gaber?

Le altre tre voci, bellissime, sono di tre signore del nostro teatro, Rossella Falk, Mariangela Melato, Anna Proclemer. Di loro mi piace pensare che sia ancora la scuola a ricordarle, non solo attraverso la loro superba recitazione ma anche per quanto hanno reso alta la figura della donna nel panorama italiano. E in tempi alquanto sterili pensarle come modello di fierezza e caparbietà per le giovani donne penso ci renda un po’ meno orfani della loro presenza.

proclemer,falk,melato

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Giulio_Andreotti

Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia. Nel corso degli anni mi hanno onorato di numerosi soprannomi: il Divo Giulio, la prima lettera dell’alfabeto, il gobbo, la volpe, il Moloch, la salamandra, il Papa nero, l’eternità, l’uomo delle tenebre, Belzebù; ma non ho mai sporto querela, per un semplice motivo, possiedo il senso dell’umorismo. Un’altra cosa possiedo: un grande archivio, visto che non ho molta fantasia, e ogni volta che parlo di questo archivio chi deve tacere, come d’incanto, inizia a tacere.

Dal film di Paolo Sorrentino “Il Divo – La spettacolare vita di Giulio Andreotti”

 

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calimero

Torna il mitico Carosello!

Dal 6 maggio per tre mesi su Rai 1 alle ore 21.10 andranno in onda tre spot pubblicitari di 70 secondi l’uno, con la filosofia dello storico programma televisivo, ovvero uno sketch che solo nella conclusione rivela il prodotto pubblicizzato.

La decisione della Rai di proporre un simile programma scaturisce dalla volontà dell’azienda di “rilanciare, stimolare, rigenerare la voglia di fare la pubblicità“, consentendo alle agenzie pubblicitarie, in crisi di creatività, di esprimersi in spazi più ampi dei tradizionali spot, per riaccendere l’interesse dei telespettatori nei confronti della réclame.

La storica sigla, una tarantella napoletana coi panorami di Venezia, Siena, Napoli e Roma con ai lati un musicante, sarà mantenuta.

E dopo Carosello… tutti a nanna!

 

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libertà stampa

Triste che in Italia, nella giornata mondiale per la libertà di stampa, si debbano registrare tre femminicidi, avvenuti nelle ultime 24 ore.

Ora si fa davvero urgente che la politica se ne faccia carico. Perché uno Stato democratico difende le libertà fondamentali.

Permettendo a chiunque di raccontare quanto vede e sente. Senza timore di non poterlo più fare il giorno seguente.

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