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Archive for 25 Mag 2013

don puglisi

A volte certi eventi sembrano succedere in una concatenazione di eventi non troppo casuale.

Infatti abbiamo appena dato l’addio a Don Gallo, che sulla strada operava, e ricordato ieri le stragi di mafia, quando oggi sembra incastonarsi il ventesimo anniversario dell’uccisione di Don Pino Puglisi da parte della mafia per il suo costante impegno evangelico e sociale.

Don Puglisi si spendeva infatti per togliere dalla strada, e quindi dalla mafia, bambini e ragazzi del quartiere Brancaccio di Palermo. Per la mafia significava veder diminuire la nuova manovalanza. Da qui la sua condanna a morte, una vera esecuzione mafiosa davanti al portone di casa nel giorno del suo 56° compleanno. Mandanti i fratelli Graviano, capi-mafia della famiglia del boss Bagarella.

Oggi la sua beatificazione per martirio. Il cardinale Paolo Romeo, primate di Sicilia, ha ricordato che Don Puglisi è stato ucciso “perché era un prete che formava le coscienze, costruiva la comunità parrocchiale e aiutava le persone a uscire dai meccanismi che le rendono schiave. Questo evidentemente dava fastidio. La sua beatificazione ci aiuterà a prendere coscienza del vero cambiamento da attuare. La gente pensa infatti che devono cambiare gli altri. E invece don Puglisi ci dice che ognuno di noi ha qualcosa da cambiare nel proprio cuore, nel proprio pensare, nel proprio agire“.

Perché, come amava ripetere questo prete in prima linea,”Venti, sessanta, cento anni…la vita. A che serve se sbagliamo direzione?“.

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