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Archive for aprile 2013

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E’ uomo d’altri tempi, Monsieur Le Tulip.

Capace di aspettare al freddo pur di accoglierti quando tu arriverai trafelata per ammirarlo.

E a quel punto lui, anche se spettinato, arrossirà per un tuo sguardo di felicità.

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governo Letta

Non ho sbagliato titolo. Il neonato Governo Letta tenta uno sguardo sul futuro e noi italiani stiamo a guardare.

Ma c’è di più. Il nucleo forte, o meglio coeso, di questo governo è quello appartenente a “veDrò”.

“veDrò” è un think net nato nel 2005 per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia, una rete di scambio di conoscenza formata da più di 4.000 persone, professori universitari, imprenditori (tra cui Paolo Merloni,  Domenico Procacci, Gian Luca Rana, Luisa Todini), scienziati, liberi professionisti, politici, artisti (tra cui Enrico Bertolino, Massimo Ghini, Lillo, Enrico Lo Verso), giornalisti (tra cui Mario Calabresi, Giuseppe Cruciani, Curzio Maltese, Myrta Merlino, Gianluigi Paragone, David Parenzo, Antonello Piroso, Antonio Polito, Andrea Vianello), scrittori (tra cui Andrea Camilleri, Marco Malvaldi, Antonio Scurati), registi, esponenti dell’associazionismo, che si ritrovano ogni anno, a fine agosto, presso Centrale Fies -ambienti per la produzione di performing art, situata a Dro, da cui veDrò, non lontano da Riva del Garda.

Sul sito di “veDrò” si legge che “i vedroidi, oltre che dal dato generazionale, sono accomunati dalla disponibilità ad apprendere costantemente, a mettersi in discussione, ad analizzare temi e fenomeni senza barriere ideologiche o tesi precostituite, secondo una chiave interpretativa lungimirante che vada oltre la contingenza dei dibattiti in corso“.

Tra i politici aderenti a “veDrò” si notano nomi bipartisan della nuova generazione, da Paola De Micheli a Giulia Bongiorno, da Matteo Renzi a Flavio Tosi, da Debora Serracchiani a Mara Carfagna, da Michele Emiliano a Laura Ravetto, solo per citarne alcuni.

Ma la sorpresa sta nel fatto che ben un terzo di questo governo presenta nomi “veDrò”: il Presidente del Consiglio Enrico Letta, il suo vice e ministro degli Interni Angelino Alfano, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, e poi Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti), Nunzia De Girolamo (Politiche agricole)Andrea Orlando (Ambiente), Josefa Idem (Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili).

Cosa significhi tutto ciò non lo so. Ma presto lo “veDrò”.

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Voglia di sole, di luce, di chiarezza.

Sdraio su spiagge di sabbia pulita.

Per solide costruzioni.

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25aprile

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

Fabrizio De André

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Walk of Ideas - Berlino

Walk of Ideas – Berlino

Dal 1996 l’Unesco ha proclamato il 23 aprile quale “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, patrocinando così il valore della lettura per il progresso sociale e culturale dell’umanità.

La data del 23 aprile è stata scelta in corrispondenza della morte nel 1616 di tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.

La Giornata viene anche detta “Giornata del libro e delle rose”, sulla base di una tradizione catalana che prevede, nel giorno di San Giorgio, che gli uomini regalino alle donne una rosa ricevendone in cambio un libro.

Piacere della lettura allo stato puro.

Ps: il numero di questo “treno”, 451, ai libri rimanda. E alla necessità di farci garanti degli stessi. Preservare i libri significa aver cura della memoria, dei sogni e del cammino di ciascuno.

 

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Per la prima volta nella storia repubblicana del nostro Paese un Presidente della Repubblica succede a se stesso.

Giorgio Napolitano infatti, dopo essere stato l’11° Presidente, diventa il 12°. Peraltro con una maggioranza davvero ampia, quasi un plebiscito, 738 voti su 997 votanti dei 1007 aventi diritto, divenendo così il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.

Oltre i numeri, che in democrazia sono fondamentali, gli scenari prossimi sono alquanto univoci: governo di larghe intese.

Risultato dell’operazione: Partito Democratico in macerie, Grillo intransigente e ormai isolato, Berlusconi autentico caimano che sopravvive e vince su tutti gli altri. Preparando la propria prossima salita, questa volta non più futuribile, al Colle.

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Non ho più parole. Che ci sia una frantumazione non solo partitica ma anche istituzionale è lapalissiano.

Sembra che persino la più alta carica dello Stato sia ormai sfregiata.

Il malessere è palese nel Partito Democratico, ormai diviso tra la vecchia struttura e i giovani turchi e rottamatori.

La mia domanda a tal punto di rottura è: perché la sinistra non vota Stefano Rodotà?

La cessione a Grillo sarebbe solo apparente. Si farebbe in realtà un regalo all’Italia. E a tutti noi.

 

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