Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 11 febbraio 2013

benedettoxvi1

La notizia ha fatto il giro del mondo. Lasciando ovunque  sorpresa e sconcerto. Gesto da tutti definito inatteso e storico. E’ infatti il primo Papa ad abdicare dopo seicento anni.

Sono scosso, un fulmine a ciel sereno” ha sintetizzato il cardinal Sodano. E il portavoce vaticano, Padre Federico Lombardi, ha ammesso “Il Papa ci ha preso un po’ di sorpresa“.

Durante il Concistoro di stamane, in latino, Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni, “per l’età avanzata“, ammettendo che “per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato“. E “pur consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà” rinuncia al ministero di Successore di San Pietro. Terminerà il suo mandato il 28 febbraio alle ore 20. Da quel momento la sede di San Pietro sarà vacante e dovrà essere convocato il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

Nanni Moretti nel suo film del 2011 “Habemus Papam” aveva raccontato delle dimissioni di un pontefice che ammette di non avere la forza e di non essere in grado di guidare la Chiesa in un momento di scelte tanto difficili per gli uomini. Lasciando la Chiesa smarrita. Ma compiendo, come oggi ha fatto Papa Benedetto XVI, un atto di notevole coraggio e profonda responsabilità.

Read Full Post »

neve Antoine-Blanchard-xx-Grands-Boulevard-et-Porte-St-Denis-sous-la-Neige

La chiamano The Big Snow, come se la nostra lingua avesse perso parole anche semplici come “grande” e “nevicata”. Forse è un modo semplice per farci studiare l’idioma internazionale. O un modo subliminale per farci dimenticare il nostro.

In questo caso il termine inglese suggerisce un apparentamento con la tempesta di neve che ha bloccato la costa orientale degli Stati Uniti, con metropoli come New York e Boston chiuse per caduta copiosa di bianco. Curioso che la perturbazione d’oltreoceano sia stata battezzata Nemo, termine della lingua da cui deriviamo la nostra. Col mare, tra eroi, pesciolini e leghe, ad avere la meglio…

Chissà se questa perturbazione entrerà negli annali come quella del febbraio 1956, eccezionale per freddo e copiosità, tale da meritarsi anche una canzone, “La nevicata del ’56”, in cui è descritta una neve lontana, quella dei ricordi, che ciascuno porta con sé. Metro di misura delle proprie successive nevicate.

Roma era tutta candida
Tutta pulita e lucida
Tu mi dici di sì l’hai più vista così
Che tempi quelli

Read Full Post »