Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2012

natale3

Nel mio cuore questo è Natale: qualcuno che si fa “panchetta” per qualcun’altro che aiuta qualcun’altro ancora, in una catena affettuosa che scalda anche dove fa freddo. Permettendo così il “pieno” a qualcuno.

Auguri di Feste Serene a tutti i viaggiatori di espress451.

Read Full Post »

white christmas

Successo planetario, Oscar per la migliore canzone 1942 (colonna sonora del film “La taverna dell’allegria”), vendite da oltre 30 milioni di copie solo nella versione di Bing Crosby, la famosissima White Christmas di Irving Berlin compie settant’anni, rimanendo un sempreverde della musica mondiale.

La sensazione di aver scritto qualcosa di longevo il compositore la ebbe la stessa mattina della stesura. Arrivando quella mattina in ufficio, disse infatti alla sua segretaria: “Prendi la penna, prendi appunti su questa canzone. Ho appena scritto la mia migliore canzone; diavolo, ho appena scritto la migliore canzone che chiunque abbia mai scritto!

E ancora oggi, ad ogni Natale, è “White Christmas”.

Read Full Post »

Ha ragione Jovanotti. Ci vuole una ragione per vivere.

Solo così senti il sangue nelle vene.

Solo così provi la tensione evolutiva.

Ps: forse è questo il senso autentico della profezia Maya…

Read Full Post »

La voce da brivido di Adele nella cinematografica “Skyfall” canta:

Lascia che il cielo cada giù, quando si sbriciola / Rimarremo fermi / Lo affronteremo assieme / Da dove il cielo cade noi ripartiremo / Lontani mille miglia e ai poli opposti / Dove i mondi si scontrano e i giorni sono bui.

Sarà la giornata, 21/12/2012, che indubbiamente evoca qualche frammento di cultura Maya, ma penso che, se qualche briciola celeste dovesse impiastricciare la nostra terrena tovaglia, sarebbe sensato rimettere ordine con una buona musica in sottofondo, per mano a chi amiamo. Anche da lontano.

Ps: curioso che “Maya” in sanscrito significhi “illusione”…

Read Full Post »

cicciobello-con-scatola

Cinquanta, ma non li dimostra!

Cicciobello, il mitico neonato a grandezza naturale creato nel 1962 da Gervasio Chiari, resta, nonostante il passare degli anni, il bambolotto più desiderato e coccolato da generazioni di bambine.

Biondo, occhi azzurri, volto paffuto, l’inconfondibile tutina azzurra e il ciuccio d’ordinanza che, se tolto, lo fa strillare più di un neonato vero. E la sua “famiglia adottiva”, la Gig Giochi Preziosi, che lo produce, gli ha insegnato a stare al passo coi tempi, tanto da inventarsi numerose varianti, dal “Cicciobello Nero” a quello che “Cammina”, da “Cicciobello Gattona” a “Fiocco di Neve”. Anche se l’evergreen resta “Cicciobello Bua” corredato di termometro, biberon di medicine e punturina.

Per me Cicciobello è aria d’infanzia, con mia sorella che lo stringeva a sé per consolarlo dal suo pianto, e io che mi accontentavo, si fa per dire, della mia bimba un po’ più strana ma davvero speciale, Pippicalzelunghe.

Read Full Post »

“Passare la calle” è l’attraversamento della strada, potente simbolo per raccontare la trasformazione di ciascuno durante l’esistenza, una “passacaglia” che è antica forma musicale dal ritmo basso-ostinato, come sono i passaggi della vita.

Così Franco Battiato, insieme al poeta Manlio Sgalambro,  rielabora, nel suo ultimo album “Apriti Sesamo”, la “Passacaglia della vita” del compositore del Seicento Stefano Landi, affrontando quella tematica a lui così cara della trasformazione dell’io, che passa attraverso la consapevolezza e il ricordo di sé, di gurdjieffiana memoria.

Ecco allora versi ritmici insistenti sul presente (“La gente è crudele / e spesso infedele / nessun si vergogna / di dire menzogna“), seguiti da quelli nostalgici sul passato (“Vorrei tornare indietro per rivedere il passato / per comprendere meglioquello che abbiamo perduto“), incalzati da quelli consapevoli sul sé (“Ero in quinta elementare / entrai per caso nella mia esistenza / fatta di giorni allegri / e di continue esplorazioni / e trasformazioni dell’io“).

Un’occasione d’autore per esplorare la propria consapevolezza.

Read Full Post »

orso bruno

La storia dell’Orso Bruno cominciò qualche tempo fa con un mio ingresso in classe. Dissi: “Ragazzi, oggi ho mangiato male, ma male, ma proprio male!”.

Davvero, prof?“, mi chiese preoccupato uno studente. Io insistetti, con sorriso incorporato. Al che un altro, forse futuro copywriter, disse: “Ma Prof! Sta citando l’Orso Bruno della pubblicità!“.

Da quel giorno seguiamo, la mia classe e moi, le avventure “umane” dell’Orso Bruno, dalle improbabili partite a tennis alle temerarie pattinate, e spesso usiamo le sue battute quale sottocodice interno al gruppo per sdrammatizzare citando.

Ultimamente, quando vedo i miei studenti preda di ansie e preoccupazioni immotivate, parte la battuta: “Come siete teneri, quasi quasi vi mangerei!“.

Battute a parte, L’Orso Bruno della pubblicità viene considerato un vero fenomeno e, come tale, spopola in Rete.

Studiosi della comunicazione e attenti semiologi hanno analizzato i motivi di questo successo, che vede un animale farsi umano per sponsorizzare un prodotto, come lo fu il nero Calimero per un detersivo o l’ippopotamo Pippo per dei pannolini.

In questo caso l’orso piace perché rimanda ad un animale goffo ma simpatico, più Yoghi nel Parco di Yellowstone che autentico e pericoloso orso bruno. Ma Bruno piace soprattutto per la sua voce, che gli è stata prestata dall’attore Diego Abatantuono.

Diego poteva scegliere tra diverse sfumature, da quella “eccezzziunale” con cui il pubblico l’ha conosciuto a quella più recitata per cui è piaciuto a grandi registi. Invece ha scelto un tono informale, poco personale, ma con quel modo nonchalance e leggero di porgerci la battuta che solo un nostro amico poco “orso” potrebbe avere. Rendendocelo davvero simpatico.

Read Full Post »

candele

Giorno di buio che invita la luce.

Per giocare, barando, a nascondino.

Con schegge di nero che si fanno più chiare.

Read Full Post »

12-12-12_01

Data curiosa quella di oggi, con la tripla ripetizione del numero 12. Richiami simbolici, dai dodici mesi dell’anno ai dodici apostoli, dalle dodici Tavole del diritto romano ai dodici semitoni che in musica formano un’ottava, dalle dodici fatiche di Ercole alle dodici tribù di Israele.

Numero sacro associato alle prove fisiche e mistiche che deve compiere chi cresce, il dodici triplicato della giornata odierna per gli studiosi di esoterismo rappresenta “il giorno dell’interconnessione” che permetterebbe l’apertura di un “portale di energia”, segno della nascita di una “nuova era”.

Da queste parti, intendo pianeta Italia, la nascita del nuovo è di là da venire dato che in questi giorni sembra sia stato premuto il tasto rewind, rivedendo scene e risentendo battute di una pellicola ormai sgranata.

Ma oggi è già giornata buona se non sentiamo il sibilo del passaggio molto ravvicinato alla Terra dell’asteroide Toutatis.

E i Maya sullo sfondo. Di un 12 rovesciato…

Read Full Post »

Maday Taylor, "Manna Bread from Heaven"

Maday Taylor, “Manna Bread from Heaven”

A volte penso che ricordare sia un dramma. Il nostro umano e piccolo dramma.

Sempre uguale perché sempre diverso. Ricordare sapendo che non può riaffiorare.

Altre volte penso che ricordare sia una manna. Che scende affettuosa dall’Alto.

Diversa alquanto perché ancora uguale. Si deposita sul fondo, per farci respirare.

a mamma Marisa

Read Full Post »

Older Posts »